

Tra le località più note e turistiche del Kenya, Watamu è forse quella che più negli ultimi anni si è turisticamente sviluppata. Inizialmente era solo una piccola area di pescatori che affacciava su una baia contraddistinta da sabbia bianca e bagnata da un mare turchese. Oggi è una delle località costiere keniane più raggiunte da un turismo mondiale.
Avevo già avuto modo di visitare il Kenya molti anni fa, ma mi ero soffermata sulla città di Mombasa e sulla bella località di Diani. Oggi è la volta delle destinazioni turistiche più amate dagli italiani in Kenya: Watamu e Malindi.
Con un volo in partenza da Malpensa, ho raggiunto l’aeroporto di Mombasa e tramite transfert sono così giunta a Watamu. La distanza tra l’aeroporto internazionale di Moi e la località turistica è abbastanza impegnativa; stiamo parlando di un chilometraggio compreso tra i 108 e i 130 km (a seconda della strada che intendi percorrere) e ci sono volute circa 2 ore e 20 minuti di auto. Se noti su una qualsiasi mappa, la città di Malindi, posta a soli 25 km da Watamu, sarebbe l’ideale per giungere in questa parte del Kenya.
Purtroppo, l’aeroporto di Malindi ospita solo voli che giungono dalla terra kenyota (da Nairobi, da Lamu, da Amboseli, ecc) quindi partendo dall’Italia necessiti di fare almeno 2 scali. Il primo negli Emirati o ad Addis Abeba, il secondo a Nairobi. Raggiungendo invece Mombasa puoi optare con il volo diretto della Neos o con il volo Ethiopian Airlines che fa scalo solo ad Addis Abeba. Inoltre, a Nairobi devi necessariamente effettuare il check-out ritirando tutti i tuoi bagagli e rifare il check-in per il volo nazionale. Capisci bene che nonostante Mombasa sia notevolmente più distante, ti evita la scocciatura di uno scalo in più e tanto tempo perso. Perché l’aeroporto di Malindi non venga destinato a voli diretti dall’Europa o da altre località occidentali mi resta ancora un mistero.
In Kenya, Watamu e Malindi, definite le località costiere keniane degli italiani, cosa hanno da offrire?

Quello che si sa di Watamu è che venne abitata da mercanti arabi nei primi anni del XVIII secolo. Tuttavia, tramite alcuni reperti ritrovati, si ipotizza che già nel XIII secolo qualcuno viveva in quest’area principalmente utilizzata dai pescatori. Nel 1937 i Flynns, una famiglia irlandese che naufragando nelle acque attorno alla località finì sulle sabbie della Turtle Bay di Watamu, dette in qualche modo il via alla successiva espansione turistica. Forse la famiglia Flynns sparse la voce che Watamu poteva essere un paradiso per i vacanzieri? Chissà, ma quel che è certo è che dagli anni 50 e 60 dello scorso secolo, il governo coloniale di allora lotizzò a favore di coloni bianchi e ospiti internazionali alcuni tratti sabbiosi. Questo diede il via alla costruzione dei primi alberghi turistici a Watamu. Il primo hotel venne edificato sulla Turtle Bay mentre il secondo, posto a breve distanza, affacciava sulla Watamu Bay.
Oltre ai primi vacanzieri, anche le famiglie dei pescatori cominciarono a stabilirsi nel villaggio grazie ad un intervento sulla morfologia della scogliera da parte del governo britannico, che permise di avere una specie di porta d’accesso utile alle imbarcazioni che attraccavano alla riva. Inoltre, questo intervento portò la baia di Watamu a divenire un ampio spazio corallino con abbondanza di pesci. La biodiversità marina di questa area del Kenya, che si estende per 42 km quadrati lungo la costa, dette vita nel 1968 alla Watamu National Marine Park and Reserve. Nel 1979 la zona di Watamu venne dichiarata United Nation’s Man and Biosphere Reserve dall’UNESCO.
Oggi, in Kenya, Watamu ospita numerosi resort, hotel e ville private ed è incessantemente e costantemente meta di vacanzieri in cerca di pace, relax e vita di mare.

Un’area posta sulla costa del Kenya e bagnata dall’Oceano Indiano, non può che offrire una rilassante vacanza di mare. Non aspettarti una località ricca di intrattenimenti o di siti storici o di incredibili templi. Watamu ha ancora il forte sapore di un semplice villaggio africano swahili. Nonostante numerosi nuovi edifici e negozi a carattere europeo, la maggior parte delle strade del centro di Watamu ospitano ai propri lati le classiche bancarelle che espongono i prodotti artigianali, come nella miglior tradizione africana. Diversamente da Diani, località costiera posta a sud di Mombasa, a Watamu respiri il forte profumo che solo il continente africano può donarti.
Un amico che da anni vive a Zanzibar sovente dice che l’Africa non è per tutti e io sono pienamente d’accordo con questo. Nonostante i molti ristoranti internazionali, nonostante il piccolo casinò, nonostante i ben tenuti centri commerciali, Watamu possiede ancora una forte componente della tipica vita swahili. A mio parere, per apprezzare appieno Watamu devi essere un vero amante della cultura africana e del suo stile di vita. Chiaramente, se i giorni di vacanza vengono trascorsi solo all’interno di un resort, non potrà mai essere un elemento di disturbo per chi l’Africa non la ama particolarmente.
I resort sono eleganti, forniti di tutto ciò che il cliente occidentale e intransigente necessita. E le baie che caratterizzano la costa di Watamu sono una tra le più belle cartoline del Kenya. Il tuo tempo verrebbe quindi occupato da bagni di mare e di sole, snorkeling alla scoperta della biodiversità marina, relax ed escursioni alla scoperta della particolarità del territorio keniano. Il turista che soggiorna per la prima volta a Watamu solitamente include nel suo tempo a disposizione anche un breve safari alla scoperta dello Tsavo National Park, il più vicino alla località costiera.
La zona costiera di Watamu offre una grande varietà di resort, hotel e soprattutto ville o case private. È il tuo bugget a fare la differenza. Le soluzioni locali sono senza dubbio le più economiche ma chiaramente dovrai adattarti a non avere tutti i comodi servizi che il cliente più esigente ricerca in vacanza. Resort e hotel hanno tutto ciò di cui hai bisogno per essere servito e riverito. Controlla solo prima di prenotare le recensioni che ti possono dare un’informazione più completa sull’organizzazione presente all’interno della struttura. Appartamenti e stanze all’interno di ville private a carattere europeo, sono un’ottima soluzione. L’unico neo per quanto riguarda gli appartamenti in ville private poste in centro a Watamu è rappresentato dal prezzo che è decisamente alto. Chiedere un affitto dai 2.500 euro a salire al mese è a mio parere fuori da ogni comprensione, specialmente per chi viaggia solo.
Capisco bene che Watamu è un paradiso tropicale (o meglio equatoriale) ma oltre ad uno splendido mare e splendide spiagge nulla altro offre, specialmente a chi ama visitare templi o particolari edifici religiosi e non che hanno fatto la storia. La soluzione potrebbe essere quella di spostarsi dal centro, dove è possibile affittare appartamenti a prezzi decisamente più competitivi e raggiungere le spiagge con i tuk tuk.


Innanzitutto, la costa di Watamu è contraddistinta dalle forti maree. Ovvero, ogni 6 ore l’acqua si ritira talmente da scoprire un’immensa distesa di sabbia sulla quale puoi camminare. E 6 ore dopo il picco di bassa marea, l’acqua ha totalmente ripreso il controllo di tutto il fondale che prima riuscivi a visualizzare. La costa di Watamu ha inoltre un’altra meravigliosa particolarità. Nell’oceano, a breve distanza dalla battigia, si ergono in sequenza numerose e piccole isolette che le donano un fascino davvero unico. Sai che durante la bassa marea le puoi raggiungere camminando? La costa sabbiosa è a volte intercalata da scogliere coralline che durante l’alta marea la dividono in piccole baie.
Quali sono queste spiagge?
È la principale spiaggia pubblica di Watamu ed è attrezzata con bar, ombrelloni e lettini. Contraddistinta da sabbia bianca e un mare le cui sfumature variano dal turchese al verde smeraldo, grazie alle maree ti regala panorami differenti nell’arco della giornata. Una serie di isolotti si ergono dal mare di fronte alla battigia e sono la particolarità di questo tratto del litorale keniota. Per raggiungerla dal centro di Watamu devi attraversare il vecchio villaggio di pescatori.
Un promontorio roccioso che è possibile raggirare a piedi durante la bassa marea, le separa a sud dalla spiaggia di Watamu. Per attraversarlo puoi anche salire sulla cima tramite un breve e poco impegnativo sentiero che ti consiglio di affrontare per godere dall’alto lo spettacolo sulle rocce e sul mare.
Si trovano a sud della spiaggia di Mapango e sono divise da un promontorio roccioso che non serve raggirare. Il primo tratto del litorale è sabbioso ma poi il fondale diventa prettamente corallino e visitabile durante la bassa marea. Cosa vedi? Molluschi, murene, qualche stella marina e la tipica conformazione corallina. Trovi anche una laguna e un canale che permette alle imbarcazioni di spostarsi in alto mare. Si tratta di un’area protetta dai ranger marini, quindi evita di toccare qualunque abitante del mare (cosa da fare comunque in ogni spiaggia del mondo).



Si trova a sud da Turtle Bay a circa 6 km dal centro di Watamu. È l’ultimo tratto sabbioso prima dell’insenatura tidale del Mida Creek, un’area ricca di mangrovie. Quasi tutti sostengono che Garoda Beach sia la più bella della località e io sono pienamente d’accordo perché ti lascia senza parole, specialmente durante la bassa marea, quando una lingua di sabbia si insinua tra gli splendidi colori di questo tratto di mare. La lunga spiaggia di sabbia bianchissima è oltremodo abbellita da alcune formazioni rocciose, che le donano quel qualcosa di selvaggio. Pochi resort affacciano su questo meraviglioso litorale, tra cui il villaggio Bravo.
Sono le spiagge più famose e sono il proseguimento a nord della spiaggia di Watamu. I loro nomi derivano dai resort che sorgono alle loro spalle. Perché sono le più famose? 7 isolotti posti in mare a breve distanza dalla battigia, tra i quali la ben nota “isola dell’amore” (un isolotto a forma di cuore), rendono il panorama davvero affascinante. Come dalla spiaggia di Watamu, durante la bassa marea li puoi raggiungere a piedi.
Proseguendo sempre a nord dalla spiaggia di 7 island, giungi alle spiagge di Fortamu e Ocean Breeze. Davanti alla prima trovi l’ultimo dei 7 isolotti, ovvero Munalitsi Island. Sabbia bianca, mare colorato e un po' più di tranquillità sono la loro caratteristica rispetto alle spiagge precedenti. Alle spalle di questo tratto di litorale tutto è in costruzione. Qui sorgeranno nuovi resort e ville private.
A circa 8 km dal centro di Watamu, si estende la baia più nominata della località. Sto parlando di Jacaranda Bay, meglio nota agli italiani come “Sardegna 2”. Un bianchissimo e lunghissimo litorale bagnato da splendide e limpide acque turchesi ti accoglie con la sua ricca biodiversità, rendendo questo angolo keniota un luogo popolare per lo snorkeling e le immersioni. Durante la bassa marea emergono lingue di sabbia bianca e atolli corallini che creano piscine naturali. Lungo la sua infinita distesa, trovi anche alcune strutture per una bibita, uno snack o un pranzo.



Quante volte ho letto recensioni che penalizzavano Watamu per la presenza delle alghe sulla spiaggia? Purtroppo, è un problema non indifferente per il turista che spende i propri soldi e i propri giorni di relax e si ritrova a dover affrontare (a volte a giorni alterni) cumuli di Posidonia oceanica che non lasciano spazio ad un solo metro quadrato di sabbia. La presenza di alghe a Watamu è un fenomeno naturale temporaneo causato da venti e correnti oceaniche che trasportano a riva i residui delle praterie di piante acquatiche sommerse. Poco importa se il posidonieto è catalogato come un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere. Alla vista e alla pratica è decisamente fastidioso. Ci sarebbe poco da fare se non che attrezzarsi ogni giorno a ripulire l’intero litorale o soggiornare a Watamu nel periodo che solitamente non presenta questo tipo di problema, ovvero da dicembre ad aprile (questo almeno è quanto mi è stato detto ma che non posso garantire dato che io ho visitato in Kenya, Watamu, durante i mesi di ottobre e novembre).

Le spiagge del Kenya, come quelle di Zanzibar del resto, pullulano di beach boys, ragazzi locali che cercano di venderti qualunque cosa. Ti chiamano, ti si affiancano mentre stai passeggiando per proporti tour, per accompagnarti in cambio di un piccolo compenso o per riuscire a scucirti almeno un pasto, e con fatica riesci a liberartene. Fa parte dello stile di vita africano e c’è poco da fare, ti devi armare di tanta pazienza. Capisco bene che il denaro serve per vivere e che probabilmente non hanno altro modo per guadagnare qualcosa, ma l’insistenza diventa insopportabile e, a mio parere, per loro dannosa.
Oltre a prenotare un safari nello Tzavo o negli altri parchi kenioti ci sono alcune escursioni da Watamu che puoi organizzare andando alla scoperta di questo angolo di Africa. A chi affidarsi? Le agenzie sono molte, sia online che in loco, ma controlla bene che le recensioni siano ottime, non guardare solo al prezzo. Qualche euro in più non ti rende povero, è invece fondamentale tornare soddisfatto dal tour intrapreso e in tutta sicurezza. Io mi sono rivolta ad un uomo (Andrea Bortoluzzi) che l'Africa la conosce molto bene, dato che lavora qui da circa 40 anni. Contattalo tranquillamente per organizzare ogni cosa tramite il suo personale sito online.
Quali sono queste escursioni? Te le racconto a questo link ⇒ Escursioni da fare a Watamu per una vacanza perfetta


Esattamente come a Malindi e le altre zone costiere del Kenya, Watamu ha vari mezzi che puoi utilizzare per i tuoi spostamenti:

In questo ottobre 2026 per entrare Kenya sono necessari alcuni documenti. Perché dico “ottobre 2026”? Perché spesso le modalità di entrata vengono cambiate dal governo e quindi la cosa migliore per avere informazioni precise è quella di controllare i vari portali governativi o il sito italiano Viaggiare Sicuri. Attualmente questo è quello che il governo keniota chiede a chi entra nel Paese:
Dal maggio 2026, la Repubblica Democratica del Congo è interessata da un'epidemia Ebola causata dal virus Bundibugyo. Attualmente è richiesto obbligatoriamente per tutti i passeggeri che provengono o transitano da paesi ad alto rischio epidemiologico (tra cui Democratica Repubblica del Gongo, Uganda, Ruanda, Etiopia, Tanzania) la compilazione online (ears.health.go.ke o adam.health.go.ke) di un form sanitario. Ti avviso che i siti da parecchie settimane non funzionano ma hai ovviamente un'alternativa. Io ho compilato il form in aeroporto a Malpensa scannerizzando un QR code fornitomi dal personale del check-in. Verrai collegato ad un numero whatsapp al quale dovrai solo richiede il form da compilare.
Ti rassicuro subito. La località di Watamu non è assolutamente pericolosa. Ho girato per le strade e nelle spiagge con la fotocamera alla mano e nessuno mi ha infastidito o preoccupato. Ovviamente per evitare un qualunque incidente serve attenersi ad alcune semplici precauzioni. Ricorda che la maggior parte della popolazione keniota è piuttosto povera e invogliarla a rubare i tuoi effetti non è certo cosa da fare. Quindi? Non girare e non mostrare consistenti mazzette di soldi, evita di indossare catene, bracciali o anelli di valore e assicurati che chi ti conduce con moto o tuk-tuk sia affidabile. E magari evita di spostarti in aree isolate da solo in piena notte. Nulla altro.
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