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Santuario di Caravaggio: monumentale edificio di culto da visitare

03.02.26 by TRIPINWORLD

santuario di caravaggio tripinworld

Cosa vedere nella bassa bergamasca? Il Santuario di Caravaggio

Nelle vaste aree della pianura bergamasca, trova collocazione un maestoso edificio di culto cattolico dal nome Santuario di Caravaggio o meglio Santuario Santa Maria del Fonte a Caravaggio. A sentire pronunciare “Caravaggio”, subito si pensa a Michelangelo Merisi, grandissimo pittore che operò a cavallo tra il XVI e il XVII secolo, ed è proprio da questo paese che l’artista prese il suo artistico nome. Il Merisi nacque a Milano ma da genitori originari proprio del paese di Caravaggio.

Lasciando il pittore alla sua enorme e meritata fama, oggi il paese di Caravaggio si distingue soprattutto per il monumentale edificio di culto dedicato alla Madonna. È una meta raggiunta da numerosi fedeli, in cerca soprattutto di una benedizione che possa alleggerire i problemi quotidiani della vita. Ma, oltre alla sua importanza religiosa, la maestosità del complesso lo rende una tappa consigliata da vedere se ti trovi in quest’area della Lombardia.

L’importanza del Santuario di Caravaggio

Essendo nata e vissuta a pochi chilometri da Caravaggio, ho sempre sentito parlare di questo complesso. La frase tipica che usciva dalla bocca dei miei conoscenti in un momento difficile era: “Sarà meglio che vada a Caravaggio a farmi benedire!” Perché questo luogo è così importante per i fedeli? La storia racconta che molte sono state le apparizioni della Santa Vergine nel mondo cattolico, ed una avvenne proprio a Caravaggio. Si narra che ad una giovane contadina apparve la Madonna proprio nel punto in cui oggi sorge il complesso. Conosci questo evento?

Ti racconto cosa vedere nel Santuario di Caravaggio…

esterno della basilica di caravaggio

Dove si trova Caravaggio?

La città di Caravaggio di trova in Lombardia nella pianura bergamasca occidentale fra i fiumi Adda e Serio. Si tratta di un’area pianeggiante che dal 1182 visse molte guerre ed occupazioni fra Milanesi e Veneziani. Il possesso di questo territorio si alternò nel corso dei secoli da Federico II, i Visconti di Milano, la Serenissima, i francesi, gli spagnoli e gli austriaci. L’abitato già esisteva in epoca altomedievale ed apparteneva ai Vescovi di Cremona. Era un fondo agricolo con numerose sorgenti e ammassi di rocce. Durante la dominazione viscontea, il borgo venne circondato da mura e da un doppio fossato e così rimase fino al 1797, quando le truppe di Napoleone Bonaparte lo conquistarono.

Il patrimonio storico di Caravaggio

Oggi Caravaggio viene visitata per il suo patrimonio storico che comprende non solo il Santuario, ma anche il complesso monastico di San Bernardino datato fine '400. Nel centro storico incontri la chiesa dei Santi Fermo e Rustico del XIII secolo in stile gotico-lombardo, la Pinacoteca Civica del Palazzo Gallavresi risalente alla seconda metà del XIII secolo e la nobiliare Villa Clelia circondata da un parco. Infine, ecco l’Arco di Porta Nuova da cui parte un bellissimo viale alberato lungo circa due chilometri che collega il centro al Santuario di Caravaggio.

Artisticamente, la città di Caravaggio non dette i natali solo all’illustre Michelangelo Merisi, ma anche a pittori del calibro di Polidoro Caldara e Fermo Stella entrambi del 1500.

Due passi nella natura?

Nell’area settentrionale limitrofa della città e a circa metà strada tra Caravaggio e il Castello Visconteo di Pagazzano, si trova la riserva naturale Fontanile Brancaleone, un territorio di origine fluvioglaciale sabbiosa e ghiaiosa ricco di fontanili provenienti dalla falda sotterranea. Qui c’è una grande presenza di fauna invertebrata, specie di flora acquatica, specie erbacee e specie arboree e arbustive che circondano le sorgenti.

castello di pagazzano

Storia del complesso di culto mariano

Nel 1432 Giannetta de’ Vacchi, una giovane contadina della pianura bergamasca, stava falciando l’erba di un prato quando apparve una sorgente d'acqua sgorgata all’improvviso assieme alla visione della Madonna. La Santa Vergine le indirizzò un messaggio di penitenza, chiedendo digiuno a pane e acqua ogni venerdì e la costruzione di una basilica in quel preciso luogo. Inoltre, sembra che da quel giorno la sorgente sgorgata all’improvviso fornisca un’acqua miracolosa, capace di curare le sofferenze corporee. Si tratta di una storia vera? Non sta a me questo giudizio ma quello che ne conseguì fu che il vicario di quel lontano secolo pose la prima pietra per la costruzione di una cappella. Da allora un costante flusso di fedeli e malati segna la storia del Santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio.

La costruzione del grande complesso

Nel 1516 la chiesetta aveva grande valore e importanza e nella metà del secolo venne diroccata e ricostruita. Il complesso che oggi puoi ammirare venne voluto nel 1575 da Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, e la sua costruzione, progettata dal pittore e architetto Pellegrino Tebaldi, terminò nei primi decenni del XVIII secolo. Fu Papa Pio X che nel 1906 elevò la chiesa a basilica minore e anche Papa Giovanni Paolo II visitò il santuario nel 1992.

Oggi il Santuario di Caravaggio non è solo un luogo di preghiera ma anche un centro di accoglienza per pellegrini e malati e ospita numerose attività quali: un centro di spiritualità, un centro di consulenza matrimoniale e familiare e servizi sanitari.

immagine apparizione della madonna santuario di caravaggio

La magnifica struttura del santuario

Il complesso monumentale si erge al centro di una grande spianata circondata da un recinto di portici a croce latina. Dal viale che lo collega all’Arco di Porta Nuova giungi all’ingresso principale, un grande piazzale che al centro ospita un obelisco in marmo adornato da putti. Poco distante si trova una grande fontana con l’acqua del Sacro Fonte (il luogo dove Giannetta vide la Madonna) che passa sotto la basilica e confluisce nel piazzale posteriore terminando in una piscina atta ad immergere le parti malate degli infermi. Da qui parte un corridoio sotterraneo di circa 30 metri rivestito da mosaici del pittore Mario Busini. Ospita due teche contenenti oggetti che rimandano ai miracoli compiuti dalla Madonna: una ghigliottina che si inceppò durante un’esecuzione salvando così il condannato e un catenaccio che si spezzò permettendo ad un pellegrino di sottrarsi alla minaccia di un criminale.

L’esterno della basilica è impressionante. Il grande edificio sobrio e lineare è in buona parte edificato con mattoni a vista e termina con una grande cupola ricoperta in rame alta ben 64 metri. A croce latina è la planimetria della basilica e grandi portici caratterizzano tutta la parte posteriore.

portici del santuario di caravaggio

santuario di caravaggio fontana e obelisco

la basilica del santurio di caravaggio

Cosa vedere al suo interno?

Non è solo il maestoso aspetto esterno a stupire del Santuario di Caravaggio, ma anche il suo interno con la pianta a croce latina ad una sola navata e pilastri con capitelli. L’edificio è interamente decorato con affreschi di pittori quali Giovanni Moriggia e Luigi Cavenaghi. La parte più ampia ospita l’ingresso principale, numerose cappelle decorate e l’area riservata ai cantori dove uno splendido organo, che conta più di 6100 canne, è posto all'interno di una delle più grandi casse lignee d'Italia realizzata tra la metà del ‘700. Un grande altare maggiore separa questa zona da quella orientale e più piccola dove si trova la cripta.

Altare maggiore

È sicuramente l’elemento più ricco del santuario. Rotondo e costruito in marmo con colonne che si alternano alle statue delle quattro virtù: fede, carità, amore e umiltà. Nella parte alta centrale si trova un baldacchino con alcuni angioletti che reggono una corona di stelle. Venne costruito tra il 1736 e il 1750 dall’architetto Carlo Giuseppe Merlo. Lateralmente l’altare ha due scalinate marmoree che conducono al Sacro Speco.

Sacro Speco

Scendendo queste scalinate ti ritrovi nella parte sottostante l’altare maggiore delimitata da una cancellata. Qui si trova una scena formata da due statue che rappresentano la Beata Vergine mentre si mostra alla contadina Giannetta. È il cuore spirituale del santuario dove i fedeli che si soffermano per pregare.

La cupola

Fu Giovanni Moriggia ad affrescare la cupola tra il 1847 e il 1854. La composizione è suddivisa in 2 parti separati da un fondo di cielo. Nella parte più alta vedi la Trinità contornata da angeli musicanti, mentre nella parte inferiore ecco ritratta la Madonna tra gli Apostoli e figure dell’Antico e Nuovo Testamento. Nel tamburo sono collocate le statue dei quattro Evangelisti e venne decorato da Luigi Cavenaghi all’inizio del ‘900.

Sacrestia

Venne realizzata fra metà del '600 e i primi anni del '700 ed è divisa in due livelli. In quello inferiore trovano spazio grandi armadi di legno intagliato, mentre quello superiore è decorato con affreschi di Giuseppe Procaccini.

interno della basilica di caravaggio

altare maggiore

santuario di caravaggio affreschi della cupola

Come raggiungere il Santuario di Caravaggio

Caravaggio è divenuta sempre più una meta turistica grazie anche all’apertura dell’autostrada A35 (Brebemi) e alle riqualificazioni delle strade che la ben collegano con Bergamo e Brescia. Raggiungere il santuario in auto è sicuramente il modo più sbrigativo. Dalla A35 (da Milano o da Brescia) troverai l’uscita Caravaggio e seguendo le indicazioni giungerai al santuario. Da Bergamo invece è più veloce seguire la strada statale SP ex SS 591 e svoltare sulla SP130 in direzione Bariano. Inoltre, il complesso dispone di un grande parcheggio per le autovetture.

La città di Caravaggio può essere raggiunta anche tramite treno. La stazione sulla linea ferroviaria Milano-Treviglio-Cremona si trova a poca distanza dal viale che collega l’Arco di Porta Nuova con il complesso di culto mariano. Che tu parta da Milano, Brescia o Bergamo, ricorda solo che dovrai necessariamente fare un cambio treno a Treviglio. Solo partendo da Cremona avrai un collegamento diretto.

Partendo da Bergamo (da via San Giorgio 6) puoi arrivare a Caravaggio anche in bus tramite la linea Bergamo Trasporti che collega il capoluogo con quest’area della sua provincia.

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