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Castelli lombardi da visitare nelle provincie di Brescia e Bergamo

21.01.26 by TRIPINWORLD

castelli lombardi da visitare tripinworld

Famiglie Visconti e Martinengo nei castelli lombardi

Sai che la pianura di Brescia e Bergamo ospita numerosi castelli lombardi e roccaforti che sono appartenuti alle famiglie dei Visconti e dei Martinengo? Praticamente quasi ogni paesello di queste provincie della Lombardia, possiede una roccaforte o un’area attorniata da mura. La storia racconta che queste aree di pianura erano centri difensivi nel feudalesimo e venivano costruiti non solo per proteggere i signori e le loro popolazioni ma anche a scopo militare. A quel tempo la Lombardia era un'area contesa tra famiglie aristocratiche e potenze straniere e quindi venne massicciamente fortificata. Quali erano le famiglie che dominavano la scena politica di quei secoli? I Martinengo, potenti feudatari al servizio di Ducato di Milano e successivamente della Serenissima avevano molte proprietà estese sul territorio bresciano e bergamasco, e i Visconti, i Signori di Milano, che estesero le loro proprietà anche nella pianura bergamasca.

Fortificazioni e castelli lombardi da visitare

Tra tutti questi castelli lombardi, quali sono arrivati integri ai giorni nostri? Calepio, Cavernago, Malpaga, Padernello, Villachiara, Barco, Pontevico e Martinengo sono tra le roccaforti meglio tenute ereditate dalla famiglia Martinengo, ma a questi si aggiungono un numero consistente di minori roccaforti poste in molti altri borghi. Pagazzano, Romano di Lombardia, Pumenengo, invece, sono i centri abitati dove si trovano alcuni castelli lombardi appartenuti alla famiglia Visconti.

Ti racconto i castelli lombardi di Villachiara, Barco, Pagazzano, Pumenengo e Romano di Lombardia…

interni castelli lombardi

Territori della bassa bresciana occidentale e bassa bergamasca orientale

La bassa bergamasca orientale è una zona pianeggiante posta a sud-est della città di Bergamo delimitata a est dal fiume Oglio, a sud dalla provincia di Cremona, a ovest dal fiume Serio. La zona sud-ovest della provincia di Brescia, un'area pianeggiante delimitata a ovest dal fiume Oglio e dai confini con Bergamo e Cremona, corrisponde invece alla Bassa Bresciana occidentale. In questi luoghi la natura è predominante: sterminate campagne e boschi si susseguono lungo le sponde dei fiumi Serio e Oglio, creando un panorama molto affascinante.

Fiume Serio

Il Serio nasce dal Monte Torena e scende verso la pianura creando il Parco del Serio, quasi 8.000 ettari di biodiversità all’interno dei quali si sviluppano una flora e una fauna adattate a specifiche condizioni ambientali. Qui vivono varie specie quali: trote, tritoni, rospi, salamandre, raganelle e ricci, talpe, lepri, conigli selvatici, donnole, tassi, faine e volpi. Ci sono anche i rettili quali ramarri, lucertole e comuni vipere.

Fiume Oglio

Il fiume Oglio è uno dei principali affluenti del Po e attraversa le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova. Nelle aree della bassa bresciana occidentale forma il Parco Oglio Nord che, con i suoi 14.000 ettari di superficie, possiede un paesaggio con variazioni morfologiche maggiori rispetto a quello del Serio. Oltre alle zone boschive si trovano grandi aree coltivate dato che la fertilità del terreno bagnato dalle acque del fiume Oglio è nota sin dall’antichità. Il controllo delle sue acque è sempre stato bramato dai governi e dai comuni che qui si sono susseguiti e le guerre per contenderselo erano consuete. La parte del territorio bresciano confinante con Bergamo e Cremona venne massicciamente fortificata in epoca medioevale e si arricchì di castelli.

vegetazione invernale del parco fiume oglio

Dispute tra Martinengo e Visconti

Già prima dell’anno 1000 la famiglia Martinengo, una delle più potenti dell’alta Italia, era ben radicata nella provincia bergamasca ma anche in quella bresciana. Il capostipite, Lanfranco da Martinengo, divenne Vescovo di Bergamo mentre in terra bresciana la famiglia si diramò in 15 rami importanti con terre e castelli in tutto il territorio.

Il Casato dei Visconti, illustre famiglia nobiliare del nord Italia, dominò la scena politica dalla fine del X secolo fino al 1447. Divennero i Signori di Milano e alcuni membri ricoprirono importanti cariche ecclesiastiche. Alla morte senza eredi maschi legittimi dell’ultimo Visconti, alla nobile casata subentrò la famiglia Sforza, grazie al matrimonio di Francesco Sforza con Bianca Maria Visconti, figlia legittimata dell'ultimo duca.

Guerre per i territori

Le dispute tra le famiglie Martinengo e Visconti avvennero per il controllo del territorio e l'autonomia locale. Nel’400, i Martinengo, alleati alla Serenissima e alla famiglia Colleoni, facevano parte delle forze che si opponevano all'espansione viscontea ed erano figure chiave negli affari politici e militari della Lombardia orientale medievale e rinascimentale. La grande espansione dei possedimenti dei Visconti fu costante durante il XV secolo e terminò con le Guerre di Lombardia, dove il Ducato di Milano, perse importanti città come Brescia e Bergamo sotto l'avanzata veneziana.

affreschi dei castelli lombardi

Il Castello di Villachiara

Nel paese di Villachiara, una zona di confine delimitata dal fiume Oglio tra le provincie di Brescia e Cremona, sorge il Castello Martinengo di Villachiara che attualmente è abitato da alcune famiglie del paese. È uno dei castelli lombardi ancora circondato dall’area del fossato, oggi trasformato tuttavia in prato. Posto nel centro del piccolo paesello, colpisce immediatamente per le sue caratteristiche di fortezza, con merlature e torri angolari a pianta circolare. Questa dimora svolse nel corso dei secoli funzioni residenziali e politiche ma era originariamente un edificio con la funzione difensiva.

Venne costruito nel 1370, probabilmente su costruzioni precedenti, ma nel XIV secolo Bartolomeo Martinengo lo trasformò in una residenza signorile, lasciando intatte alcune parti difensive originali. Della primitiva costruzione rimane la pianta rettangolare, le mura basse, le torri circolari e i beccatelli. Tra il 1545 e il 1602 il nuovo inquilino fu Marcantonio Martinengo, un militare al servizio della Serenissima e successivamente passò di proprietà ai vari discendenti della famiglia sino alla seconda meta del 1700, secolo in cui venne venduto a vari compratori.

Le visite sono possibili solo in alcune sale

Essendo oggi ancora abitato è parzialmente visitabile all’interno, ma solo concordando la disponibilità con gli attuali proprietari. Cosa vedere? Il lato a est, con torre e ponte levatoio, è il più antico e l’androne ha una volta a botte dipinta che si apre su un cortile. Le decorazioni vennero effettuate dai fratelli Campi, celebri pittori della Lombardia del ‘500. Di questi dipinti rimangono alcuni affreschi nelle sale del lato settentrionale, mentre il lato meridionale è completamente decorato e sono visibili i resti di un bellissimo fregio di bambini e festoni.

il castello di villachiara

castelli lombardi iingresso castello martinengo di villachiara

Roccaforte di Barco

Sono rimasta estremamente delusa nel vedere che questo splendido maniero è oramai in rovina e in vendita. Non è visitabile internamente ma nonostante l’attuale stato di mal conservazione il suo aspetto è di forte impatto visivo. Il Castello di Barco si erge su una radura rialzata a poca distanza dal fiume Oglio e dal confine tra le province di Brescia e Cremona.

Venne edificato nel 1463, sulle rovine di un preesistente castello feudale, da Gian Francesco Martinengo da Barco, un abile uomo esperto nelle cognizioni militari e valente architetto. Giungendo in prossimità dell’edificio, vedi immediatamente la torre di avvistamento di poco sporgente dal corpo della fortezza. Della struttura originaria di questo maniero, tra i castelli lombardi dei Martinengo, sono rimaste solo le mura esterne, costruite interamente in mattoni e le due torri agli angoli a nord-ovest e sud-ovest. All’interno si apre un cortile delimitato dai lati del castello e da un giardino.

Nel corso del XVI secolo venne trasformato in una residenza spaziosa, ben inserita nel contesto naturale circostante, ma che allo stesso tempo richiamasse l’originaria funzione di fortezza. Si presentava come un maniero in collina circondato da mure senza fosse attorniato da un bel giardino. Nel 1884, quando morì l’ultimo conte della famiglia dei Martinengo da Barco, il maniero venne suddiviso e venduto.

barco castelli lombardi da visitare

torre della rocca di barco

Il Castello di Pagazzano

Le origini del Castello Visconteo di Pagazzano risalgono al 1186. A quel tempo era una fortificazione concessa dal Barbarossa ai milanesi assieme ad alcuni territori della provincia cremasca e milanese. Nel 1270 finì nelle mani dei nobili Torriani, estromessi successivamente dai Visconti come Signori di Milano. La struttura che oggi puoi vedere invece risale all’inizio del XIV secolo e si trova nel paese di Pagazzano, nella provincia di Bergamo, proprio accanto alla chiesa dei santi Nazareno e Celso. Venne edificato nel 1385 da Bernabò Visconti ed era una struttura difensiva soprattutto a causa della sua posizione geografica a soli 2 km dal confine con la provincia cremonese. Furono diversi gli assedi tra il 1431 e il 1437 che videro protagonista questa roccaforte durante le guerre tra il Ducato di Milano e la Serenissima. Ma durante i periodi di pace era il luogo di soggiorno dei Visconti, che ospitavano personaggi illustri. Sai che nelle sue stanze dimorò per qualche tempo il poeta Francesco Petrarca?

Successioni del castello

Successivamente il castello passò nelle mani di Giovanni Visconti, arcivescovo di Milano, che tramite una serie di modifiche lo portò a divenire una dimora signorile. Il lato nord venne lasciato originale mentre nel lato sud vennero distrutte due torri e la merlatura. Alla morte dell’ultimo discendente del ramo dei Visconti il castello passò alla famiglia milanese dei Bigli. Nel 1828 i Bigli lasciarono il castello in eredità al marchese Paolo Crivelli, che mantenne la proprietà fino al 1968. Fu solo nel 1999 che il castello venne acquistato dal comune di Pagazzano.

Cosa vedere?

Il Castello di Pagazzano ha base rettangolare ed è circondato da un fossato difensivo ancora oggi colmo di acqua. La cinta muraria ha una cortina esterna in laterizio e due torri agli angoli del lato rivolto a nord. Alla torre mastio dell'ingresso si accede tramite un ponte levatoio. Oltre alla parte che dimostra la sua antica funzione difensiva, nel Castello di Pagazzano puoi ammirare il torchio per l’uva, l’abitazione del fattore, le scuderie, i granai e la ghiacciaia. Inoltre, ospita il museo archeologico M.A.G.O. che ospita preziosi reperti, romani e longobardi. Al suo interno trovi un camino con i fregi viscontei, l’originale pavimento in cotto, la scalinata in pietra, la corte d’onore e vari affreschi del ‘500.

castello visconteo di pagazzano

fossato e roccaforte pagazzano castelli lombardi

Roccaforte di Pumenengo

La rocca di Pumenengo, conosciuta anche con il nome di Castello Barbò, fu un altro tra i castelli lombardi appartenuti alla famiglia Visconti. Nel 1360 il territorio della Calciana, che si estendeva includendo i comuni di Pumenengo, Calcio e Torre Pallavicina posti accanto al fiume Oglio, era spopolato a causa delle guerre civili avvenute tra Guelfi e Ghibellini. Queste contese avevano portato i borghi di Calcio, Pumenengo, Torre Pallavicina e Soncino, posti sulla riva destra del fiume, a contrapporsi ai borghi di Urago d’Oglio, Rudiano, Roccafranca e Orzinuovi, posti invece sulla riva sinistra. Per ripopolarlo, il territorio venne acquistato dalla moglie di Bernabò Visconti, Duca di Milano, che ne fece un feudo personale. Nonostante i sistemi di irrigazione che vennero costruiti per coltivare i campi, il tentativo di ripopolare la zona fallì miseramente e nel 1380 il territorio venne suddiviso e venduto ad altre nobili famiglie. L’area di Pumenengo finì nelle mani della famiglia Barbò, che grazie ad una giusta amministrazione riuscì nell’intento fallito dai Visconti. I terreni vennero dissodati e seminati e sorsero numerosi cascinali.

Il castello

Edificato su una precedente costruzione e posto su un terrapieno sovrastante la vallata che conduce al fiume Oglio, il castello ha una struttura di tipo trapezoidale con due torri angolari, una a ovest perfettamente conservata e una a nord-est, di cui oggi rimane solo qualche traccia. Le parti del castello rivolte ad est invece sono circoscritte da mura inclinate per ostacolare gli assedi e il rivellino è dotato di ponte levatoio. Nonostante la sua struttura difensiva, venne assediato nel 1400 dai Signori di Cremona ma successivamente riconquistato dai Barbò. Nel XVIII secolo venne adattato a dimora perdendo alcune caratteristiche della principale fortezza.

Negli anni Ottanta, il castello venne acquistato dal Comune di Pumenengo e oggi è in buono stato di conservazione. Le stanze a piano terra ospitano la biblioteca comunale, mentre nelle sale dei piani superiori ha sede il Municipio e nell’antica sala d’onore dei Barbò, oggi sala del Consiglio, si possono ancora vedere le antiche decorazioni dell’800.

castelli lombardi la roccaforte di pumenengo

castello barbò pumenengo

Rocca di Romano di Lombardia

Nel XII secolo nella località di Romano di Lombardia venne edificato in laterizio rosso una roccaforte militare. Con il suo aspetto imponente, contrafforti e mura merlate che terminavano dento un fossato che circondava l’antico borgo, aveva una funzione difensiva. La Rocca di Romano di Lombardia per molti secoli fu solo un edificio militare e deposito per alimenti e munizioni. Furono i Visconti, che pochi anni dopo iniziarono una lunga disputa con la Serenissima per ottenere il controllo sull’intera zona, a rimaneggiarlo durante il XIV e XV secolo apportando modifiche nelle torri e nella parte superiore. Ma fu soprattutto Bartolomeo Colleoni, che infeudò successivamente il territorio, a renderlo una struttura abitativa dato che qui visse per un certo periodo.

Come appare questa struttura?

La struttura ha quattro possenti torri di diverse epoche collegate tra loro da camminamenti. La più antica, che risale al XIII secolo ospita una cappella con i resti degli affreschi. Del periodo visconteo è invece la torre più massiccia, utilizzata in passato come prigione, con piombatoi nei beccatelli e un cubicolo igienico. La terza torre venne modificata dal Colleoni che vi fece aprire una piccola loggia con una porta che permetteva di fuggire dall’edificio in caso di attacco. L’ultima torre è quella più modesta e venne costruita nel XVII secolo su un antico torrione.

Interno della rocca viscontea

Alla rocca si accedeva tramite due ponti levatoi. Oggi i due ponti non esistono più e davanti alla torre viscontea trovi un accesso costituito da un ponte in mattoncini. All’interno della rocca appaiono due corti che un tempo erano collegate. Quella principale ha finestre trilobate e venne abbellita dal Colleoni con un affresco che ritrae il leone alato di San Marco. Al piano nobile trovano spazio la sala di rappresentanza e le sale residenziali. Al primo piano della rocca è anche ospitato il Museo Memoria della Comunità che raccoglie cimeli, armi, divise e fotografie dei reduci e dei caduti durante le guerre mondiali.

castelli lombardi la rocca di romano di lombardia

loggiato e torre castello di romano di lombardia

Altri castelli lombardi della zona

Come citato nei paragrafi precedenti, quasi ogni paese sulle sponde del fiume Oglio delle provincie di Brescia e Bergamo, accoglie storici castelli lombardi. Nelle vicinanze di quelli sopra citati hai anche la possibilità di visitare:

  • Castello di Urago d’Oglio, che sorse sulle basi di una più antica costruzione e fu uno dei primi edificato dai Martinengo. L’ingresso principale dalla piazza del paese, tramite ponte levatoio e rivellino, è ancora in buono stato, mentre all’interno il castello è in condizioni di grave degrado.
  • Scomparso è il Castello di Rudiano. Non esiste più la fortezza medievale, ma un nucleo con i resti di mura inglobati in edifici e alcune tracce del fossato.
  • La Rocca di San Giorgio a Orzinuovi, oggi centro culturale polifunzionale, è un'antica cittadella militare veneziana, che venne eretta su un nucleo del XIII secolo. La parte più antica è la torre che fungeva come porta di accesso al borgo.
  • Nel paese di Calcio trovi il Castello Oldofredi, feudo nel 1380 della famiglia Secco. Oggi di proprietà del comune, è immerso in un grande parco ed è un incrocio tra una fortificazione con fossato e ponte levatoio, e una residenza di campagna.
  • Un’imponente e massiccia torre di guardia quadrangolare attorno alla quale sorse un insediamento abitativo, si trova nel comune di Torre Pallavicina. Adiacente alla torre, venne costruito nel 1550 un palazzo che divenne dimora dei Conti Barbò, che tuttora lo possiedono.
  • Da non perdere assolutamente è la visita al Castello di Soncino, uno degli esempi di maestosa architettura militare lombarda di grande importanza storica ed architettonica.

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