

A mio parere per visitare l’isola di Malta non basta una settimana. Quello che ha da offrire è a dir poco immenso. Con il fascino dei suoi palazzi tutti costruiti in pietra maltese e delle sue innumerevoli fortificazioni che si riflettono nelle acque del Mediterraneo, è un susseguirsi di punti panoramici, viuzze, gradinate, villaggi pittoreschi e insenature colme di barche. Quello che non puoi assolutamente tralasciare?
Nel momento in cui sono approdata nell'arcipelago di Malta, sono rimasta affascinata. Le fortificazioni sparse ovunque ti fanno da subito intuire il suo passato di terra ripetutamente conquistata. L’architettura e le decorazioni dei palazzi storici e i siti archeologici ti aprono una finestra sulle varie influenze che l’arcipelago ha subito nel corso dei millenni. Le varie insenature colme di barche evidenziano la sua antica importanza commerciale grazie ad una posizione perfetta per gli scambi. Splendidi yacht oggi ancorati mostrano come l’isola è meta di persone facoltose.
Se decidi per una vacanza di pochi giorni da passare sull’isola di Malta, non riuscirai a visitare l’immenso mondo di attrazioni che propone. Tuttavia, puoi trovare il tempo per immergerti nella magnificenza della sua capitale, La Valletta, e per raggiungere alcuni luoghi che ti consiglio di non tralasciare.
Ti porto a conoscere cosa vedere sull’isola di Malta…
Cosa leggerai in questo post:

L’antica capitale maltese è Mdina. Si tratta di un agglomerato fortificato ancora racchiuso dalle sue alte mura difensive, posto su una collina che domina la campagna circostante nel centro dell’isola di Malta. Come puoi intuire il nome “Mdina” deriva dal periodo di colonizzazione araba, infatti, “medina” significa “città” nella lingua araba.
A mio parere si tratta di uno dei luoghi più affascinanti dell’isola di Malta, contraddistinto da strade medievali, palazzi barocchi e assenza di automobili. È una città quasi disabitata, o meglio, abitata da un numero alquanto ridotto di persone e proprio per questo viene chiamata “la città del silenzio”. Come raggiungere Mdina? Puoi farlo tramite l’autobus linee 50, 52, 53 da La Valletta, da Sliema e St. Julian’s o tramite il bus 202 senza effettuare cambi. Da Bugibba, Qawra e Xemxija tramite il bus 186. O, come ho fatto io, prenotando un’auto con autista tramite l’applicazione Bolt.
La storia di questo luogo affascinante affonda le radici in tempi antichissimi. Venne fondata dai Fenici nel 700 a.C., che ne fecero uno dei centri più importanti dell’arcipelago. Successivamente, venne insediata dai Romani che la estesero notevolmente e dettero vita alla produzione del miele. Con il declino dell’impero romano, a Mdina giunsero i Bizantini, che iniziarono a diffondere il cristianesimo. Gli Arabi occuparono l’antica capitale tra il X e l’XI secolo, portando una grande innovazione agricola e una struttura urbanistica tipica delle città arabe.
Gli Arabi vennero sconfitti nel 1091 da Ruggero d’Altavilla, conquistatore normanno e primo Conte di Sicilia. Il figlio di Ruggero divenne il primo re del Regno di Sicilia e a Malta portò un governo stabile consolidando il legame con la nobiltà europea. Nel 1530 Mdina venne ceduta ai Cavalieri di San Giovanni (cavalieri di Malta) che la rinforzarono potenziandone le mura in modo da resistere all’assedio ottomano previsto nel breve futuro.
Fu solo un devastante terremoto nel 1693 che riuscì a distruggere Mdina. Per recuperare il patrimonio architettonico l’intera cittadella venne restaurata. Si devono a quel periodo le introduzioni dello stile barocco.


La prima sensazione che avrai apprestandoti ad entrare nelle mura che circondano e proteggono Mdina, è di essere in un museo a cielo aperto che espone palazzi storici, chiese barocche e stretti vicoli arabi. Due sono gli accessi alla città. Il principale gate consiste in una elegante porta del ‘700, raggiungibile tramite un ponte in pietra. L’altro accesso avviene attraversando la Porta dei Greci, affiancata dai giardini posti dove prima c’era il fossato alla base della fortificazione. Quali attrazioni incontri?
L’attuale palazzo venne ricostruito dell’architetto francese François De Mondion nel 1726, dopo il terremoto del 1693. Oggi è la sede del Museo Nazionale di Storia Naturale di Malta che contiene fossili, minerali, scheletri e specie faunistiche locali imbalsamate. È il primo palazzo che incontri entrando dalla porta principale della cittadella. Il palazzo è splendido e si apre su un cortile circondato da logge. Interessante è anche il portale della facciata principale, fiancheggiato da colonne corinzie e sormontato da un rilievo in bronzo.
Posta vicino all’ingresso principale, la Torre dello Stendardo presenta elementi decorativi militari barocchi e fa parte delle fortificazioni della città. Venne ricostruita su una precedente torre medievale dopo il terremoto del 1693 dall'Ordine di San Giovanni tra il 1725 e il 1726. Funzionava come posto di segnalazione e trasmetteva messaggi in tutta Malta utilizzando bandiere, fuochi e telegrafia. Rimase una torre di segnalazione fino ai primi periodi del dominio britannico. Sai che questa torre è apparsa su una banconota maltese dal 1989 al 2007? Oggi è in buono stato e funge da centro informazioni turistiche della città.
Un’ala di questo antico monastero per monache di clausura è stata trasformata in un museo che espone importanti opere di Mattia Preti e Francesco Zahra e i resti di una monaca di clausura beatificata da Papa Giovanni paolo II. Il monastero venne fondato nel 1455 ma l’attuale chiesa venne ricostruita dalle monache intorno al 1625.


Nella piazza principale di Mdina, sorge la Cattedrale di San Paolo, affiancata dal Palazzo Vescovile e dal Museo della Cattedrale. Una leggenda narra che proprio in questo luogo San Paolo, che in quel lontano momento soggiornava nella vicina Rabat, incontrò il governatore romano Publio Cornelio Tacito. La cattedrale è internamente un esempio di arte barocca tra i più importanti di Malta. L’odierno edificio è abbastanza recente, infatti venne edificato dopo il terremoto del 1693 su una vecchia cattedrale. Tuttavia, al suo interno permangono alcune decorazioni dell’antico edificio quali la fonte battesimale del XV secolo e dipinti di Mattia Preti.
Esternamente la cattedrale appare architettonicamente semplice, risaltano soprattutto I campanili gemelli posti ai lati della facciata, ma una volta varcata la porta d’ingresso ecco che appaiono le ricche decorazioni barocche. La pianta dell’edificio è a croce latina, con una navata centrale e due laterali che contengono 10 cappelle. La prima cosa che salta all’occhio è lo strepitoso pavimento totalmente composto da coloratissime lapidi tombali di nobili e religiosi.
Accanto alla cattedrale trovi un museo molto interessante ospitato in un palazzo storico edificato tra il 1733 e il 1742. Contiene soprattutto oggetti di arte sacra, archivi ecclesiastici e dell’Inquisizione. Trovi anche una pinacoteca con opere artistiche notevoli risalenti al XV e XVI secolo.
Sempre adiacente alla cattedrale si trova questa residenza neogotica del XIX secolo ma restaurata, dove visse il Barone Giuseppe De Piro Gourgion. Venne progettata da Andrea Vassallo e la facciata con i balconi neogotici è molto affascinante e non puoi non notarla. All’interno visiti le sale private del barone: lo studio, la biblioteca con libri risalenti al 1552, il bagno e altri ambienti tutti allestiti con gli originali mobili antichi e opere d’arte. Nella cantina troverai invece un antico lavatoio, pietre romane e un rifugio in fase di scavo.


La Chiesa dell'Annunciazione, nota anche come Chiesa del Carmelo, è un imponente edificio cattolico barocco del Priorato di Nostra Signora del Monte Carmelo. Venne costruito su una precedente cappella dedicata alla Natività della Madonna tra il 1660 e il 1675 ed ha una pianta ellittica. All'interno, la chiesa è arricchita da decorazioni barocche e dipinti di artisti famosi. Sopra l'altare principale si trova un dipinto dell'Annunciazione risalente al 1677 di Stefano Erardi.
Si tratta di un capolavoro architettonico che si snoda su un cortile con una spettacolare scalinata rinascimentale, che costudisce libri, opere d'arte e oggetti d'antiquariato. Nel XIII secolo era un palazzo medievale ad un piano eretto sui resti di una struttura difensiva, ma venne modificato nel XV secolo. In quel periodo venne aggiunto un secondo piano abbellito da decorazioni con triangoli e sfere. Divenne di proprietà della famiglia Falsone nel XVI secolo che nel corso del tempo apportò altre modifiche, aggiungendo bifore al piano nobile. Nel 1657 il Palazzo Falson passò di proprietà a Ugolino Cumbo Navarra e successivamente ai suoi eredi fino al 1927, quando venne acquistato da Olof Frederick Gollcher che apportò altre modifiche in stile arabo-normanne e ribattezzò l’edificio con il nome di “Casa Normanna”.
Cosa vedere al suo interno? Palazzo Falson ospita una serie di collezioni d’arte di argenteria, mobili, gioielli, tappeti, quadri e più di 4.500 libri. Oggi il palazzo è di proprietà della Fondazione per l'Arte e l'Archeologia Capitano Olof Frederick Gollcher OBE.
Camminando tra le vie di questo antico agglomerato circondato dalle mura dal profilo maestoso, giungerai al Belvedere della cittadella, dove si apre un panorama sulla valle sottostante e sul mare.


Mdina non è immensa e se ti appresti a visitarla ricorda che avrai tutto il tempo per girovagare anche nella vicinissima città di Rabat. Formalmente Mdina e Rabat sono due città separate, ma fanno parte dello stesso agglomerato e sono divise solo da una piazza. Nonostante le piccole dimensioni, Rabat è ricca di storia. Rabat, infatti, fu il luogo di soggiorno di San Paolo a Malta dove fondò la prima comunità cristiana dell’isola. Se il tempo te lo permette ti consiglio di inoltrarti nel suo piccolo centro storico, avendo così la possibilità di ampliare la tua conoscenza culturale.
Cosa visitare?


Già a vedere da Sliema (luogo da me scelto per il soggiorno) il profilo che si stagliava sul mare delle antiche mura, dei palazzi e della cupola della cattedrale di La Valletta, sono rimasta senza parole. Il vero museo a cielo aperto dell’isola di Malta è il centro storico della sua capitale. Posta su una penisola circondata dai porti naturali (il Grand Harbour ad est che la divide da Senglea, Cospicua e Vittoriosa e Marsamxett Harbour a ovest che la divide Sliema), è la tappa principale di Malta. Le dimensioni del centro storico di La Valletta non sono enormi ma i palazzi storici, le chiese e i monumenti che si amalgamano agli uffici governativi, ai ristoranti e ai bar, creano il cuore pulsante dell’arcipelago. Non serve una mappa per visitare La Valletta, basta perdersi nelle viuzze laterali, e in quelle che tramite suggestive scalinate conducono verso il mare.
Ti racconto le attrazioni di La Valletta a questo link ⇒ La Valletta: cosa vedere nella storica capitale di Malta


Una delle cittadine più autentiche e antiche dell’isola di Malta è Vittoriosa che si estende su un promontorio a est di La Valletta e affaccia sul Gran Harbour. Non aspettarti una grande estensione, Vittoriosa è lunga 800 metri e larga 400 metri e assieme a Senglea e Cospicua, forma le Tre Città di Malta. Vicoli silenziosi si inerpicano affiancando palazzi storici dalle porte colorate e balconi caratteristici. La città è piena di vita, grazie ai wine-bar, alle taverne e ai ristoranti posti tra le residenze o sul lungomare. Con l’arrivo dell’Ordine di San Giovanni sull’isola di Malta nel 1530, Vittoriosa divenne la prima sede dell’Ordine e i Cavalieri stabilirono la propria dimora fra gli abitanti. Alcuni dei palazzi che possedettero oggi sono stati convertiti in hotel o b&b.
Tra le storiche Tre Città di Malta, Cospicua è la più grande. Ospita numerosi bastioni, strutture difensive costruite dai Cavalieri di San Giovanni ed edifici storici di grande importanza che contengono dipinti di grande valore.
La piccola cittadina sulle rive del mare che ospita il forte di Saint Michael, un imponente fortificazione costruita dai Cavalieri dell'Ordine di Malta a metà del XVI secolo è Senglea. Il suo centro è un groviglio di strade su cui affacciano palazzi dai balconi colorati e figure di santi.
Venne abitata sin dai tempi dei fenici e come il resto di Malta subì le successive influenze romane, arabe, normanne, aragonesi, bizantine e inglesi. I Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni la scelsero come capitale dell’isola di Malta nel 1530 e questo titolo le rimase fino al 1571 quando venne fondata La Valletta, che divenne la nuova capitale. Vittoriosa inizialmente veniva chiamata Birgu, ma dopo aver resistito ad un poderoso attacco da parte degli ottomani nel 1565, le conferirono il titolo di “città vittoriosa” da qui il nome attuale “Vittoriosa”.
Nel 1798 venne conquistata da Napoleone Bonaparte ma successivamente e fino al 1979, divenne la base nel Mar Mediterraneo degli inglesi che riuscirono ad allontanare i francesi. Le Tre Città di Malta vennero ricostruite dopo i pesanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che causarono danni notevoli.


Oggi Vittoriosa è la meta di numerosi turisti per le sue importanti attrazioni:
Si tratta della fortificazione più importante dell’isola di Malta e domina il Grand Harbour. Il Forte di Sant'Angelo venne utilizzato in passato dai Cavalieri di San Giovanni per resistere all’attacco degli ottomani, ma già nel 1240 era un castello medievale noto come Castrum Maris (castello sul mare). Sarà forse per questo che il nome antico della cittadina “Birgu” significa appunto “la città fuori dal castello”?
I Cavalieri di San Giovanni nel 1530 potenziarono il forte introducendo nuovi bastioni e una serie di piattaforme di artiglieria. Venne nuovamente modificato nel 1689 introducendo altre quattro piattaforme per cannoni e in parte ricostruito dopo il bombardamento della Seconda Guerra Mondiale. Dal 1906 al 1979 venne utilizzato come centro di comando per la flotta mediterranea inglese, mentre attualmente ospita l'accademia di polizia maltese e il Museo della Guerra che custodisce alcune collezioni di armi e di divise militari, aerei, motociclette e altri oggetti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Nella nella parte superiore del forte si trova la Cappella di Sant’Anna che venne costruita nel 1430, prima dell'arrivo dei Cavalieri e serviva ai signori che abitavano nel castello. Venne modificata e ampliata nel 1532 e restaurata nel 1994 e quindi ora si trova ora in ottime condizioni. Al suo interno si trova una colonna di granito che faceva parte della costruzione di un tempio eretto dai Fenici.


In origine sul sito della Chiesa di San Lorenzo sorgeva una cappella medievale ma nel 1436 venne ricostruita in stile barocco. Affacciata sul mare, è dedicata a San Lorenzo il patrono di Vittoriosa e si tratta della principale chiesa della cittadina nonchè della seconda parrocchia più antica delle isole maltesi. Divenne la prima chiesa conventuale dell'Ordine di San Giovanni fino a quando l’ordine dei Cavalieri si trasferì a La Valletta. Gravemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale, la chiesa venne successivamente restaurata. Al suo interno, si possono ammirare opere d'arte di grande valore quali il dipinto che si trova dietro l’altare maggiore di Mattia Preti, che raffigura il martirio di San Lorenzo, e una croce d'argento che contiene terra proveniente dalla Terra Santa.
Questo museo ripercorre 7.000 anni di storia marittima di Malta, narrando le invasioni che il popolo maltese dovette combattere per conservare la sua autonomia. Il palazzo che lo ospita era la vecchia panetteria della marina britannica e affaccia sul lungomare che divide Vittoriosa da Senglea. Dopo aver attraversato la porta monumentale d’accesso, puoi ammirare molti manufatti che ripercorrono le usanze di costruzione navale dei fenici, dei romani, dei francesi e degli inglesi.


Questa chiesa, dedicata a Sant’Anna, ha una forma quasi rettangolare e venne costruita nel 1679 vicino al primo ospedale militare dei Cavalieri di San Giovanni che dal 1652 funge da Monastero di Santa Scolastica per le monache benedettine che giunsero da Mdina. La chiesa è in stile barocco e progettata da Lorenzo Gafà, ma nel corso del tempo subì alcuni ampliamenti: nel 1694 venne costruito un nuovo campanile e nel 1739 venne aggiunta una nuova sacrestia.
La storia del monastero ebbe inizio tra il 1492 e il 1496, quando un gruppo di monache benedettine giunse a Vittoriosa per fondare una nuova comunità. Per motivi di sicurezza nel 1572 tornarono a Mdina ma fecero ritorno a Vittoriosa nel 1604 stabilendosi nell'antico Palazzo Magistrale, l'ex residenza dei Gran Maestri dell'Ordine di San Giovanni. Nel 1643 la comunità di benedettine si trasferì nel più grande edificio della Sacra Infermeria dell’ospedale militare, che divenne la loro sede definitiva.
È un concentrato di storia ed architettura maltese e legato agli eventi dell’Inquisizione sull’isola di Malta. Venne costruito ed espanso continuamente durante i secoli, ma fino al 1572 venne usato come palazzo di giustizia. Tra il XVI e il XVIII secolo vennero apportate numerose modifiche che lo resero simile ai palazzi barocchi di Roma. Venne aggiunto un piano e gli interni furono ristrutturati e modificati. Quando nel 1798 giunsero a Malta i francesi, l’Inquisizione venne abolita e il palazzo fu convertito nella sede del distretto. Quando successivamente passò nelle mani delle autorità militari inglesi, divenne prima un ospedale e poi un circolo di svago per gli ufficiali. All’interno, si possono esplorare le stanze restaurate e le prigioni originali, alcune delle quali portano ancora incisioni fatte dai prigionieri.
Da Vittoriosa puoi raggiungere La Valletta con collegamenti via mare a bordo delle tradizionali barche o dei battelli veloci, perché le due città si trovano una di fronte all’altra e sono divise da un grande canale naturale. Io stessa ho utilizzato una di queste barche per questo trasferimento che richiede pochi minuti e ti permette di godere del panorama del porto, dove importanti yacht sono costantemente ormeggiati. Oppure puoi raggiungere Vittoriosa da La Valletta tramite bus della linea 1, 2, 3 e 4


Nella località di Paola, a poca distanza da La Valletta trovi una struttura preistorica sotterranea. Si tratta dell’Ipogeo di Ħal Saflieni la cui costruzione è antichissima e sembra risalga intorno al 3.600 a.C. Interamente scavato nella roccia a circa 10 metri di profondità, veniva usato come tempio sacro e come luogo di sepoltura, dato che vennero ritrovati i resti di circa 7.000 scheletri. La sua scoperta, durante la costruzione di una cisterna dell’acqua, risale al 1902 ed è composto da tre livelli suddivisi in camere. Il livello superiore, quello più antico, è composto da una grande stanza centrale con camere funerarie ai lati. Al livello intermedio trovi importanti stanze, come la stanza principale, la stanza dell'Oracolo, la Sancta Sanctorum e la stanza decorata con pitture murali in ocra rossa ed elementi architettonici scolpiti. Nel livello inferiore, quello più recente, ci sono quattro nicchie laterali che probabilmente venivano utilizzate come silos per il grano.
A poche centinaia di metri dall’Ipogeo, trovi i Templi di Tarxien, un altro complesso composto da quattro strutture megalitiche che vennero realizzate tra il 3.000 e il 2.500 a.C. Furono degli agricoltori locali a scoprire questo sito nel 1913. Qui vennero ritrovati: blocchi di pietra decorati, rilievi di animali, resti di statue, monili e utensili in pietra, grandi contenitori in argilla, ceramiche e statuette. Quattro sono i templi che compongono il complesso: il tempio meridionale (il più danneggiato ma anche il più colorato), il tempio centrale (unico tempio a sei absidi), il tempio orientale (il più piccolo e semplice) e il tempio orientale esterno (il più antico dei quattro).
Per raggiungere l’Ipogeo di Ħal Saflieni e i Templi di Tarxien basta utilizzare le linee che hanno fermata a Paola, ovvero: 81, 82, 85, 88, 90, 91, 92, 93 e 94 dell’autobus in partenza da La Valletta o la linea 206 in partenza da Mater Dei.


Nel sud-est dell’isola di Malta sorge intorno alle baie di Marsascala e San Tumas, questo pittoresco paese di pescatori. Si tratta di un luogo prettamente frequentato da un turismo locale, ma visitarlo è interessante. Innanzitutto, per passeggiare sul lungomare che collega le due baie e per respirare una rilassante atmosfera più autentica rispetto alle altre località turistiche. Le origini di Marsascala sono molto antiche. Dai reperti archeologici ritrovati e da alcune ville di epoca romana sembra che la città fosse anticamente un porto romano. Non ci sono grandi edifici storici, tranne la grande torre di avvistamento di San Tumas che venne costruita nel 1614 e faceva parte del complesso di fortificazioni atto alla difesa della costa maltese.
A Marsascala trovi un paio di spiagge facilmente raggiungibili, entrambe caratterizzate più da rocce piatte e lisce che da sabbia. Una è la spiaggia di Saint Thomas che oltre ad un fondale roccioso possiede un paio di calette sabbiose. L’altra è la spiaggia di Zonqor, prettamente rocciosa e bagnata da un mare con correnti forti, ma ideale per le immersioni, che ospita anche alcune saline che ancora oggi sono utilizzate per raccogliere il sale.
Per raggiungere Marsascala puoi utilizzare gli autobus che partono da La Valletta (linee 91, 92 e 93), o dall’aeroporto (linee 119 e 135).


Nella parte meridionale dell’isola di Malta trovi una formazione geologica con grandi grotte marine poste nella costa meridionale, chiamata Blue Grotto. La caverna più famosa è la Grotta Azzurra, il cui nome deriva dal fatto che è lambita da acque di un azzurro intenso. Anche per le immersioni è un sito famoso grazie al relitto dell’Umm el-Faroud, una nave libica lasciata affondare nel 1998 a circa 20 metri di profondità.
La cosa migliore per visitare questa grotta è prenotando un tour in barca che conduce oltre alla Grotta Azzurra anche in molte altre di queste caverne marine. Oppure, puoi raggiungerle utilizzando la linea 74 degli autobus.


Tramite una strada panoramica di circa 1 km da Blue Grotto puoi raggiungere il tempio preistorico di Ħaġar Qim, posto sulla cima di un promontorio. Si tratta di una delle meraviglie megalitiche dell’isola di Malta e la sua datazione e compresa tra il 3600 e il 3200 a.C., quindi, venne realizzato prima delle piramidi dell’Egitto. Fu scoperto nel 1939 ed è composto da un edificio principale e da alcune strutture minori. Quello principale è formato da una serie di absidi poste in modo sfalsato ad ogni lato di un lungo corridoio lastricato.
Una di queste absidi ha una forma strana e all’interno sono poste delle pietre che formano un recinto che viene illuminato durante il solstizio d’estate tramite un foro della parete posta sul fondo. Oltre a questo, ci sono tre altari e una porta che conduce ad un’altra camera. Numerosi sono stati i reperti ritrovati in questo sito, ma soprattutto statuette di pietra e argilla.
A circa 500 metri sotto il sito di Ħaġar Qim, si trova il complesso megalitico di Mnajdra composto da tre strutture di epoche diverse. La prima struttura ha una datazione compresa tra il 3600 e 3200 a.C., la seconda struttura è stata costruita tra il 3150 e il 2500 a.C., mentre l’ultima struttura è più recente.
La più antica, il tempio orientale, è una piccola struttura a tre absidi ed è la meno conservata. Il tempio meridionale corrisponde alla seconda struttura ed è caratterizzata da una facciata concava che conduce a due absidi interne e da una porta ricavata da un unico blocco di pietra. Il suo ingresso è allineato con il sorgere del sole durante gli equinozi di primavera e d'autunno. La terza struttura corrisponde al tempio centrale ed è posta su una piattaforma rialzata.
Sai che puoi raggiungere questi templi anche con l’autobus? Basta utilizzare la linea 74 in partenza da La Valletta o la linea 201 in partenza da Rabat.
«Malta è un minuscolo paese insulare con un grande cuore, dove la storia parla attraverso le sue pareti di calcare.»
(Richard Ellis)
Sull’isola di Malta la storia è testimoniata ad ogni angolo tramite i suoi monumenti di pietra calcarea. Lord Byron la chiamava "amata isola del Mediterraneo" e Victor Paul Borg l'ha definì "costruita dagli dèi e conquistata dagli uomini".
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