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Cose da vedere a Bali oltre ai templi: i Palazzi Reali

30.11.25 by TRIPINWORLD

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Includi i Palazzi Reali tra le cose da vedere a Bali

Tra le cose da vedere a Bali ci sono i Palazzi Reali, quegli imponenti complessi di famiglie nobili che hanno sempre avuto qualcosa di magico e rappresentano non solo il potere storico ma anche lo splendore architettonico di un determinato periodo. Visitandoli puoi aprire una porta sulla vita dei re che si sono susseguiti nel corso dei secoli e sulla grandezza dei loro regni.

A Bali si sono succeduti diversi re e dinastie fino al periodo coloniale. Uno dei primi regni fu quello della dinastia Warmadewa durante il X secolo. Seguì il Regno giavese di Majapahit che stabilì la sua capitale prima a Samprangan e successivamente a Gelgel. Alla sua caduta Bali si divise in 9 regni indipendenti con la propria dinastia al potere: Klungkung (il più alto in grado tra i nove regni), Buleleng, Karangasem, Mengwi, Badung, Tabanan, Gianyar, Bangli, Jembrana.

I palazzi reali di Bali sono ancora abitati?

Dove vivevano i monarchi di tutte queste dinastie? Ovviamente in splendidi palazzi chiamati "Puri", costruiti in stile tradizionale balinese, circondati da giardini e riccamente decorati con sculture in pietra, ed erano luoghi di potere per le dinastie regnanti. Oggi, la maggior parte di questi complessi non sono più residenze reali abitate ma centri di attività spirituali e sociali o complessi turistico-culturali.

Tra le cose da vedere a Bali quali sono i palazzi reali da non tralasciare?

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Taman Ujung

Immenso, è il primo aggettivo che ti sale in gola come ti appresti a intravedere le dimensioni di questo complesso che comprende giardini curatissimi, grandi stagni e padiglioni "galleggianti" collegati da ponti. Il Puri Taman Ujung è posto nella parte orientale di Bali, a circa 5 chilometri a sud-est del villaggio di Amlapura e venne costruito tra il 1909 e il 1921 dal sovrano dell'epoca, Anak Agung Agung Anglurah Ketut Karangasem. Perché è tra le cose da vedere a Bali? La sua particolare architettura rispecchia un mix di stile balinese, cinese ed europeo dovuto probabilmente ai diversi architetti che si occuparono del progetto. Infatti, la sua costruzione e progettazione avvenne grazie alla collaborazione degli architetti balinesi con uno di origine olandese ed uno di origine cinese.

Nel 1963 una forte eruzione del vulcano Agung, e successivamente un forte terremoto nel 1979, compromisero pesantemente il palazzo e venne completamente restaurato. Oggi appare in ottime condizioni in tutta la sua magnificenza. Ecco perchè è tra le cose da vedere a Bali.

Come è composto il complesso del Taman Ujung

Preparati a camminare parecchio! L'accesso alla tenuta avviene tramite tre candi bentar che si affacciano su dei frutteti che fiancheggiano gli stagni o attraversando un lungo ponte di pietra che passa accanto a una piccola risaia. La sua bellezza è quella di un palazzo costruito sull’acqua, in un appezzamento posto tra montagne e mare. I due edifici principali sorgono su 2 dei 3 grandi stagni e sono collegati tra loro da ponti di pietra intagliati dando l’illusione che galleggino sulla superficie dell’acqua.

Gili Bale

L’edificio posto su un basamento all'interno del primo grande stagno è il Gili Bale ed è una struttura bianca collegata su entrambi i lati da eleganti ponti con splendidi archi e dettagliate sculture in pietra. Due edifici di guardia permettono l’accesso ai ponti da entrambe le sponde opposte. Fu la residenza del re Karangasem, che costruì il palazzo originario. È un perfetto esempio di fusione di stili architettonici, con la facciata coloniale in cemento bianco che si fonde con le sculture e gli ornamenti tipici balinesi. Le stanze al suo interno sono ricche di incisioni dettagliate, dipinti, varie reliquie e foto della famiglia reale.

 Bale Kambang

L'edificio sullo stagno di sinistra è il Bale Kambang ed è una struttura aperta che veniva utilizzata dal re per ricevere gli ospiti e cenare. Collegato tramite un ponte di pietra, ha un design balinese più tradizionale. Le sei porte del ponte che unisce il Bale Kambang alla riva, rappresentano nell’induismo i sei nemici dell'io, ovvero le passioni interiori che ostacolano il progresso spirituale e la liberazione.

Giardin

I giardini nel quale il palazzo reale è stato edificato, sono immensi e si estendono per circa 10 ettari. Aiuole ricche di fiori, alberi secolari, siepi, sculture e fontane li arricchiscono, donando all’intero complesso un'atmosfera e un'eleganza decisamente europea.

Bale Kapal

All'estremità occidentale del parco una grande scalinata ti conduce su una collina dove è posto il Bale Kapal, un padiglione la cui struttura assomigliava allo scafo di una nave. Oltre al padiglione la cosa che colpisce è indubbiamente la vista panoramica ad est sul mare, a nord-est sul monte Lempuyang e sull’intero complesso. Accanto alla struttura trovi anche un laghetto.

Bale Bengong

Un'altra lunga scalinata ti conduce a un tradizionale padiglione balinese simile a un gazebo senza mura e sorretto da un pilastro centrale. Si tratta del Bale Bengong ed era un luogo adibito alla meditazione.

Pura Manikan

Poteva forse mancare un tempio in un complesso reale di simili dimensioni? Questo tempio balinese è attivo e viene utilizzato per i rituali di purificazione dei fedeli che si immergono nelle acque sacre.

Tirta Kolam Dirah 

Nella zona più orientale del complesso si trova il Kolam Dirah, lo stagno più antico. Curiosamente questo spazio di acqua veniva utilizzato in passato per la purificazione di chi praticava le arti magiche. Durante il regno di Karangasem i servitori del re che violavano la legge, venivano gettati e bagnati nelle acque dello stagno che avevano il potere di capire se la persona era effettivamente colpevole o no. Accanto sorge il Pura Dirah, un piccolo santuario.

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Tirta Gangga

Un’altra delle cose da vedere a Bali nell’ambito dei Palazzi Reali? Il Tirta Gangga è un altro complesso residenziale della famiglia reale di Karangasem e si trova nel villaggio di Ababi nella parte orientale dell’isola. Si trova a circa 10 km a sud-ovest dal famoso tempio Penataran Agung Lempuyang e a circa 10 km a nord dal Taman Ujung. Si tratta di un complesso sull’acqua e venne edificato dall'ultimo re di Karangasem nel 1946. Utilizzato come residenza estiva e luogo di ricevimento per importanti ospiti, viene considerato dai balinesi un luogo sacro dato che nella loro cultura l'acqua è un elemento vitale. Il nome “Tirta Gangga” significa “acqua del Gange” riferendosi al fiume sacro dell'India.

L'eruzione del monte Agung nel 1963 lo distrusse quasi completamente ma dopo un sapiente restauro oggi appare in tutto il suo splendore. Tutto il complesso è alimentato da una sorgente naturale, quindi, non è solo un luogo che attrae visitatori da tutto il mondo per la sua spettacolare architettura e il suo incredibile fascino, ma è anche un luogo dove i balinesi vengono a purificarsi e rigenerarsi bagnandosi nelle sacre piscine. Inoltre, la sua sorgente naturale di acqua garantisce un'irrigazione regolare della terra circostante coltivata a riso.

Edifici del complesso

Il Tirta Gangga è composto da un grande e curatissimo giardino che ospita numerosi padiglioni in stile balinese, piscine, fontane e molte statue in pietra che lo abbelliscono. Il parco del giardino è costituito da tre complessi separati, ciascuno con stagni e numerose sculture. Il complesso al livello più basso ospita due grandi stagni e una torre idrica, mentre il complesso al livello intermedio ospita le piscine per la purificazione. La residenza del re è invece inglobata nel secondo livello.

Primo livello

Entrando ti accoglie la parte inferiore dove grandi stagni sono divisi da una passerella che ti conduce al livello intermedio. Di questi stagni uno particolarmente colpisce dato che è abitato da enormi carpe koi e ospita una serie di pietre esagonali che ti permettono di attraversarlo. Nella parte centrale, su una piattaforma quadrangolare, si innalza una splendida fontana a 9 livelli che rappresenta le divinità protettrici dei punti cardinali indù balinesi, contornata da un’infinità di sculture in pietra raffiguranti figure mitologiche e animali.

Piano intermedio

Terminata l’area degli stagni al primo livello, incontri alcuni gradini che ti conducono al piano intermedio che ospita gli stagni Versailles e Victoria, splendide sculture in pietra e la sorgente naturale che alimenta tutto il complesso tramite un sistema di tubature sotterranee. Questa è anche a mio parere la parte del complesso che più ispira sacralità.

Secondo livello

Al livello superiore si trovano alcune strutture (oggi adibite a ristorante e bungalows) che un tempo costituivano la residenza di campagna del re, e regalano una vista mozzafiato sulle fontane del palazzo sottostanti e sulla rigogliosa vegetazione circostante.

Museo

Dal 2024 in un angolo del complesso si trova un padiglione che ospita un piccolo museo che espone manufatti balinesi, oggetti della famiglia reale e una serie di fotografie che ritraggono le varie cerimonie culturali di Bali. Nel sottotetto del padiglione invece, è ospitata una grande statua di Anak Agung Agung Anglurah Ketut Karangasem, l’ultimo re di Karangasem e fondatore del Tirta Gangga.

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Palazzo Klungkung

Tra le cose da vedere a Bali c’è sicuramente il Palazzo Klungkung il cui nome ufficiale è Puri Agung Semarapura, ed è situato a Semarapura. Venne eretto alla fine del XVII secolo, ma durante la conquista olandese venne in gran parte distrutto. Quello che oggi puoi vedere sono i resti del palazzo, ovvero: il padiglione Kertha Gosa, il padiglione galleggiante Bale Kembang e il cancello principale. Se è in gran parte distrutto, perché inserirlo tra le cose da vedere a Bali? Perché sebbene sia in parte in rovina, il suo padiglione Kertha Gosa e gli intricati murales raffiguranti giustizia e mitologia evidenziano la cultura del regno di Klungkung.

Le origini del palazzo

Dal XVI al XVII secolo, fu il regno di Gelgel la prima potenza unificata che dominò a Bali. Il re Gusti Agung Jambe, dopo aver sconfitto il sovrano del regno di Gelgel nel 1686, dette vita al regno di Klungkung fondato contemporaneamente al palazzo Klungkung. Gusti Agung Jambe, non volle salire al trono di Gelgel, ma scelse invece come suo nuovo centro di governo Semarapura.

I rapporti tra il regno di Klungkung ed il governo coloniale olandese furono pacifici fino alla metà del XIX secolo, ma poi le dispute portarono ad enormi screzi. Gli olandesi invasero Bali nel 1849 e il regno di Klungkung unito agli altri regni nativi dell’isola scesero in campo. Fu nel 1908 che il regno di Klungkung, rendendosi conto di non essere in grado di contrastare l’avanzata degli olandesi, pose fine alla guerra tramite un puputan, con i membri della dinastia e i loro seguaci che uscirono dal palazzo e si suicidarono in massa. Dopo il puputan, i membri sopravvissuti della famiglia reale vennero esiliati e il palazzo venne in gran parte raso al suolo.

Com’era composto il palazzo?

Inizialmente, il complesso del palazzo aveva una forma quadrata, con le porte principali rivolte a nord. Durante il XVII e il XVIII secolo, la reggenza e la famiglia reale erano molto potenti ma poi, al declino della dinastia, la conquista olandese e un incendio distrussero quasi tutto il complesso. Oggi puoi vedere gli edifici sopravvissuti contornati da un grande giardino e numerose statue tradizionali di guardie.

Bale Kertha Gosa

Questo padiglione era il Tribunale Reale e qui si svolgevano le attività giudiziarie. Ma al di là del suo utilizzo politico e legale, il Kertha Gosa presenta uno stile architettonico meraviglioso. A quel tempo la città di Semarapura era particolarmente considerata per le arti, la pittura e la musica. Di conseguenza questo padiglione rispecchia le decorazioni artistiche che la resero nota. I soffitti, realizzati originariamente a metà del XIX secolo, presentano molti pannelli affrescati con immagini che raffigurano i percorsi punitivi per raggiungere l’aldilà, in particolare quelli che narravano la storia di Bhima in paradiso e all'inferno e le storie di Garuda. Ogni dipinto raffigura storie tramandate di generazione in generazione che rafforzano un profondo legame con le radici culturali dell'isola.

Bale Kambang

Il Bale Kambang è un altro padiglione senza muro e si trova adiacente al Kertha Gosa. Il suo nome significa “Padiglione Galleggiante” perché è circondato da uno stagno con fiori di loto e il riflesso dell'edificio nell'acqua contribuisce a creare un'atmosfera mistica. Anche il soffitto di questo padiglione è decorato con immagini che illustrano i racconti popolari balinesi. Che utilizzo aveva questo spazio? Sembra che venisse usato dai reali per rilassarsi e per intrattenere gli ospiti.

Museo Daerah Semarajaya

Per scoprire di più sulla storia dei regni balinesi e sul passato coloniale del palazzo, all’interno del complesso trovi il museo di Klungkung che costudisce una collezione di oggetti (opere d’arte, piatti, abiti e ceramiche) utilizzati durante il periodo di vita della corte reale. Esibisce quindi dettagli sulla famiglia reale di Kungkung e sulla cultura locale.

Monumento Puputan

Al di fuori del complesso e di fronte al padiglione Kertha Gosa, si erge un monumento in pietra nera alto 28 metri, la cui forma rappresenta il potere della creazione e della distruzione. Si tratta del monumento Puputan che commemora la caduta del regno di Klungkung, l'ultimo regno balinese annientato dal potere olandese.

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Palazzo di Ubud

L’edificio più importante di Ubud è il Palazzo Reale, ufficialmente “Puri Saren Agung” ed era la residenza ufficiale della famiglia reale, nonché massima espressione dell’architettura balinese del XIX secolo. Quando, nel 1400, molte delle famiglie nobili del regno giavese di Majapahit migrarono a Bali, portarono con loro l’eredità artistica dell’antico regime. Fu durante il XVII secolo che Ubud si arricchì di numerose case reali ma solo tra il 1800 e il 1823, quando al trono vi era Ida Tjokorda Putu Kandel, il Palazzo Reale di Ubud sorse in tutto il suo splendore. Dopo il terremoto del 1917, le strutture del palazzo subirono danni ingenti, ma poiché era la residenza della famiglia reale, venne rapidamente restaurato.

Si tratta di un complesso di architettura tipica balinese, composto dal palazzo reale e dai templi privati (Puri Saren Agung e Pura Marajan Agung) della famiglia reale. Puoi solo ammirarlo da fuori, essendo ancora abitato, e l’accesso è consentito nell’area dei giardini e nel cortile. L’area visitabile è piccola, ma ospita statue, mura riccamente decorate e portali imponenti.

Puoi vedere solo il cortile

Nonostante l'accesso al palazzo sia limitato, è tra le cose da vedere a Bali perchè è un elegante esempio di architettura tradizionale balinese, con cancelli decorati, intagli elaborati e padiglioni tradizionali. Appena varcato l’ingresso entri in un grande cortile, dove la sera vengono proposti gli spettacoli di danza tradizionale balinese. La vegetazione abbraccia alcuni padiglioni e sculture in pietra raffigurano elementi della mitologia induista. Nel cortile trovi un magnifico Kori Agung costruito con mattoni rosso scuro che al centro ospita una porta in legno con decorazioni dorate. In un angolo trovi un padiglione che ospita il trono dell'antico re di Ubud.

La piccola area del palazzo reale di Ubud che puoi visitare, ti prenderà poco tempo, quindi, utilizza tutto il resto della tua giornata per scoprire le molteplici cose da vedere a Bali, che si trovano in questa meravigliosa cittadina. Quali sono queste attrazioni? Te le racconto a questo link ⇒ Ubud: centro artistico e culturale dell’isola di Bali

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Consigli per visitare i palazzi reali

  • Diversamente dai templi, per visitare i palazzi reali non viene richiesto di coprirsi gambe e spalle. Se visiti Bali durante la stagione dei monsoni, porta con te un’impermeabile, perché in quel periodo le piogge possono essere molto consistenti.
  • Nonostante i palazzi reali che ho menzionato tra le cose da vedere a Bali non presentino difficoltà di percorsi, se non a volte lunghe scalinate, una scarpa comoda è la calzatura migliore da indossare. Cappelli, occhiali e creme solari sono indispensabili, perché il sole a Bali è forte.
  • Prenditi molto tempo dato che alcuni palazzi, sono vasti e richiedono ore per essere visitati. Per lo stesso motivo organizzati in una giornata per visitare solo quelli che si trovano in una ristretta area, dato che gli spostamenti da una parte all’altra dell’isola richiedono un’infinità di tempo a causa del traffico.
  • Tutti sono visitabili in autonomia ma senza una guida esperta, gran parte della vera essenza di questi luoghi rimane nascosta. Le guide locali possono raccontare la storia e rivelare angoli nascosti.

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