Chiang Rai: escursione alla scoperta dei suoi templi

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Le quattro imperdibili tappe in un’escursione a Chiang Rai

Durante un viaggio nel nord della Thailandia, devi assolutamente trovare il tempo per visitare Chiang Rai, che con i suoi particolari templi riesce ad incantare chiunque. Da Chiang Mai, località da me scelta per il mio soggiorno, ho facilmente raggiunto Chiang Rai tramite un’escursione giornaliera alla scoperta di quattro dei suoi più particolari punti di interesse. 1 sola giornata è stata sufficiente? Assolutamente no!

Innanzitutto, è utile sapere che per visitare il nord del Regno della Thailandia, servono molti giorni. Solo chi ha già intrapreso questo viaggio può capire l’immensità di cose che ci sono da vedere nel nord della Thailandia, tra storiche cittadine, importantissimi e decoratissimi templi e passeggiate nella natura rigogliosa ed incontaminata. La regione di Chiang Rai possiede una lunga storia di piccoli regni e fu capitale del Regno di Lanna fin quando non venne usurpata da Chiang Mai. Oggi, oltre ad offrire numerosi edifici di fama mondiale, Chiang Rai è il perfetto punto di partenza per l’esplorazione delle bellezze paesaggistiche e culturali della Thailandia del Nord.

Gli splendidi edifici di Chiang Rai

I pochi giorni che avevo da dedicare al nord di questo immenso regno asiatico, non mi hanno permesso di esplorare tutto ciò che Chiang Rai poteva offrirmi, ma quattro dei suoi punti di interesse (forse i più famosi) sono riuscita a visitarli. Cosa mi ha donato Chiang Rai? Un’enorme ammirazione per tutto quello che di fantastico mi è apparso davanti agli occhi. Tempio Bianco, Tempio Blu, Casa Nera e il Triangolo d’Oro ti dicono qualcosa? Sono i nomi tradotti in italiano delle costruzioni più famose della città. Luoghi che il turismo visita perché le architetture e le decorazioni che appartengono a questi siti hanno un qualcosa di incredibile. Non è solo la storia di Chiang Rai a conquistare, ma anche l’originalità.

Ti porto a conoscere alcuni edifici famosi di Chiang Rai…

tempio bianco di chiang rai

Dove si trova Chiang Rai

Posta a circa 780 km a nord di Bangkok, Chiang Rai è la capitale della regione settentrionale estrema del Regno della Thailandia. Il suo territorio provinciale, in gran parte montagnoso, confina con il Myanmar e il Laos. Le sue vette più alte raggiungono i 1500 metri e molti fiumi scorrono nelle rigogliose valli. Grazie alla sua posizione Chiang Rai rappresenta un perfetto punto di partenza per esplorare le bellezze della natura e della cultura thailandese.

Nell’estremo nord della provincia ecco un’area dal nome famoso. Il Triangolo d’Oro si trova alla confluenza dei fiumi Mekong e Ruak, che creano una specie di triangolo fluviale sul quale affacciano Thailandia, Myanmar e Laos. Tra queste estensioni territoriali vivono tribù quali: gli Akha, i Lahu, i Karen ed i Mon. La città di Chiang Rai si trova a 580 metri sopra il livello del mare ed è attraversata dal fiume Kok, la principale via di collegamento con i vari insediamenti tribali della zona. Le attrazioni che offre Chiang Rai spaziano da magnifici paesaggi montani, rovine di antichi insediamenti, siti storici, santuari buddisti e villaggi tribali.

Come raggiungere Chiang Rai

Chiang Mai e Chiang Rai sono le principali destinazioni turistiche del nord della Thailandia. Raggiungere Chiang Rai è semplice, dato che la città possiede un aeroporto internazionale, il Mae Fah Luang, collegato con Bangkok sia dall’aeroporto di Suvarnabhumi che da quello di Don Muang.

Dalla stazione di Mo Chit a Bangkok si può giungere a Chiang Rai anche in bus ma il viaggio è piuttosto estenuante, infatti richiede circa 12 ore. Questo mezzo di trasporto è più accettabile per coprire la distanza tra Chiang Mai e Chiang Rai, un percorso che impiega circa 3 ore e mezza.

Diversamente si può raggiungere Chiang Rai con un’escursione di 1 giorno tramite i vari tour organizzati che partono da Chiang Mai. Chiaramente con questo servizio non avrai molto tempo a disposizione per visitare tutto quello che questa splendida cittadina può offrirti.

tempio blu chiang rai

Breve storia di Chiang Rai

L’area dove è posta la provincia di Chiang Rai è attraversata da diversi corsi d’acqua che le garantiscono fertilità. Proprio per questo è sempre stato un territorio ambito dai popoli. I Tai Yuan e una popolazione di origine Mon Khmer scelsero questo territorio per viverci prima del XIII secolo.

Chiang Rai ha una lunga storia di arte e cultura, in particolare della cultura Lanna, che continua a influenzarne il carattere. Venne fondata nel 1262 dal Re Mengrai e divenne capitale del Regno di Lanna fin quando non venne sostituita da Chiang Mai. Nel 1259 Mengrai divenne il 25° sovrano del Regno di Ngoenyang, uno Stato nella Thailandia del Nord che fu uno dei primi regni formato da popoli di etnia thailandese migrati dalla Cina. Quando nel 1292 Re Mengrai fondò il Regno di Lanna dall’espansione e unificazione con gli altri territori vicini, scelse Chiang Rai come capitale.

Le guerre di Chiang Rai

Nel corso dei secoli la città di Chiang Rai fu anche una delle roccaforti che respinsero i ripetuti attacchi dell'Impero cinese e di quello birmano. Le guerre che visse questa città non furono solo con i Paesi vicini, ma anche con Chiang Mai, dato che in quel periodo i due regni venivano considerati separati. Infatti, Chiang Rai si contrappose spesso al potere di Chiang Mai unendosi alle truppe di Ayutthaya e del Regno di Sukhothai per attaccare Chiang Mai. Furono tuttavia battaglie che vennero costantemente respinte e nel 1405, Chiang Rai fece atto di sottomissione a Chiang Mai.

Nel XVI secolo trovarono positivamente spazio le ambizioni di Bayinnaung, il re dei Birmani che riuscì a conquistare Chiang Mai ponendo fine all'indipendenza del Regno di Lanna. Per 228 anni, anche Chiang Rai subì la dominazione birmana e solo re Taskin del Regno di Thonburi riuscì nel 1786 a riconquistare parte dei territori thailandesi e nel 1800 Chiang Rai entrò far parte del nuovo Regno di Rattanakosin, il nuovo Stato siamese che sarebbe diventato l'odierna Thailandia. Chiang Rai venne amministrata da Chiang Mai fino al 1910, anno in cui divenne una municipalità autonoma. Nel 1933 venne riconosciuta “provincia” del regno.

La venerata immagine del Buddha di Smeraldo

Il Buddha di Smeraldo è la più venerata immagine sacra della Thailandia. Una statua in giada alta 45 centimetri che raffigura il Buddha seduto e adornato con vesti dorate. Oggi è conservata nel Wat Phra Kaew a Bangkok, ma venne trovata nel 1432 a Chiang Rai quando un terremoto distrusse parte della chedi del Wat Phra Kaeo.

Questa sacra immagine venne realizzata in India nel 43 a.C. Dopo 300 anni, per salvarla da una guerra civile, venne trasferita in Sri Lanka. Nel 457 la Birmania richiese la statua per promuovere il Buddhismo Theravada nel suo Paese, ma durante il trasporto la nave naufragò e l’immagine finì sulle coste della Cambogia. Nel 1353 i siamesi conquistarono Angkor e trovarono il Buddha di Smeraldo che venne fu portato ad Ayutthaya, poi nel Laos e infine a Chiang Rai, dove venne nascosto nella chedi.

chiang rai battello sul fiume mekong

Wat Rong Khun (il Tempio Bianco)

Il più famoso e visitato tempio di Chiang Rai è il Wat Rong Khun, meglio conosciuto come il Tempio Bianco. Essendo di recente costruzione (i lavori sono iniziati nel 1997 e non sono ancora terminati) non ha una lunga storia alle spalle. Allora, perchè è il più famoso?

Posto a 13 km a sud ovest dal centro di Chiang Rai, è una struttura famosa per la sua architettura particolarissima ed unica ma anche perché l’edificio principale è totalmente bianco e nell’intonaco si trovano una miriade di specchietti che riflettono la luce. Questa spettacolare costruzione nasce dalla fantasia di Chalermchai Kositpipa, un artista locale noto per le sue immagini buddiste che sono state esposte in tutto il mondo. E per finanziare la costruzione, Kositpipat ha versato molti milioni di baht di tasca propria. La scelta del bianco non è solo un fattore estetico, infatti, rappresenta la purezza del Buddhismo, e la lucentezza generata dai frammenti di vetro corrisponde alla “luce che conduce alla felicità eterna e alla saggezza” seguendo gli insegnamenti di Buddha.

Cosa vedrai nel complesso?

9 saranno gli edifici che comporranno il Wat Rong Khun entro la fine della sua completa costruzione preventivata in 50 anni, ma al momento sono 3 i principali edifici esistenti:

  • Struttura principale (ubosot)
  • Edifici dorati
  • Crematorio

wat rong khun chiang rai

Struttura principale
  • Il Ponte del Ciclo delle Rinascite

Per raggiungere la ubosot dell’edificio principale circondato da curati giardini e laghetti, devi attraversare uno strepitoso ed angosciante ponte sorvegliato da grandi naga e da due enormi statue raffiguranti Yama (dio della morte) e Rahu (dio dell'oscurità) le figure che nella mitologia induista possono decidere il destino degli esseri umani. Perché è angosciante?

Un’infinita di statue raffigurano anime in pena con le mani supplicanti protese verso il cielo. La rappresentazione di Kositpipat è semplice da capire, questo ponte attraversa l’inferno o per meglio dire, attraversa il ciclo delle rinascite che si devono percorrere, tra tentazioni, avidità e desiderio, prima di raggiungere la felicità eterna.

  • Ubosot

Dopo aver attraversato il ponte, arrivi alla “Porta del Paradiso” che ti consente l’accesso alla ubosot. Oltre la porta ecco che appare una grande immagine del Buddha, posta in una sala con insoliti affreschi. La struttura principale è zeppa, dentro e fuori, di ornamenti dettagliati e un inquietante mix di immagini provenienti sia dall'arte tradizionale thailandese che dalla cultura pop. Sacro e profano si mischiano tra una maschera di Pinhead infilzata su un palo, un murale che raffigura Po di Kung Fu Panda e Spiderman che combattono in una guerra apocalittica mentre le Torri Gemelle cadono dietro di loro. Si tratta di una serie di murales che simbolizzano la lotta tra il bene ed il male in stile contemporaneo (interpretata da famosi super-eroi e da reali atti terroristici) ma soprattutto rappresentano la distruzione dell’anima che gli esseri umani hanno causato sulla terra. Sicuramente è una rappresentazione bizzarra, specialmente all’interno di un luogo sacro, ma senza dubbio è capace di ammaliare.

Il tetto a tre livelli, particolarmente elaborato e decorato con naga, è tipico dell'architettura della Thailandia settentrionale. Statue di kinnara, le creature benevole metà umane e metà uccelli si alternano a giganteschi naga. Maschere di volti angosciati riflettono la sofferenza che va superata per raggiungere l'illuminazione.

chiang rai ponte del ciclo delle rinascite wat rong khun

ubosot wat rong khun chiang rai

Edifici dorati

Nel complesso del Tempio Bianco di Chiang Rai trova spazio anche un edificio dorato che simbolizza i desideri materiali dell’umanità. Il contrasto tra il bianco candido e luccicante della ubosot e il colore oro di questo edificio è voluto: l’oro rappresenta il desiderio per i beni materiali mentre il bianco rappresenta la purezza dell’animo e della mente.

Un secondo edificio di colore oro e quello dei servizi igienici. Ovviamente c’è il nulla da vedere all’interno, ma la sua architettura esterna è abbellita da decorazioni molto elaborate. Insomma, i bagni più belli del mondo!

Oltre alla parte principale, l’area del Wat Rong Khun include anche un altro edificio dorato, il Tempio d’oro che ospita un museo. Lo raggiungi passeggiando nel giardino e costeggiando delle piccole cascate artificiali, adornate da grandi massi, sculture di buddha e di tartarughe ninja. L’accesso al tempio avviene attraversando un ponte sempre d’oro, dato che anche questo edificio è posto al centro di un piccolo lago.

Crematorio

Un altro edificio rigorosamente bianco all’interno del complesso è il crematorio. Anche questo è semplicemente meraviglioso e caratterizzato da uno stile architettonico particolarmente elaborato.

chiang rai percorso rocce wat rong khun

edificio dorato wat rong khun chiang rai

Wat Rong Suea Ten (il Tempio Blu)

Sono diventata un’ammiratrice dell’artista Chalermchai Kositpipat, il cui allievo, Putha Kabkaew, ha progettato e realizzato un’altra opera strepitosa, che conquista chiunque per la sua splendida architettura, i dettagli intricati e la vibrante combinazione di colori.

Sto parlando del Wat Rong Suea Ten o Tempio Blu, un altro complesso unico in Thailandia perché dipinto totalmente con la tonalità del blu che fa risaltare le elaborate decorazioni in argento e oro. Oltre al suo rilassante colore, il Tempio Blu è circondato da statue blu e oro raffiguranti magici esseri buddisti e personaggi mitologici.

Posto appena fuori il centro di Chiang Rai e sul lato settentrionale del fiume Kok, si tratta di una costruzione recente che ha avuto inizio nel 2005 sulle rovine di un tempio abbandonato. Anche questo tempio, proprio come il Tempio Bianco, fonde elementi tradizionali buddhisti con stili artistici contemporanei. Quando si parla di arte e architettura spirituale contemporanea, i templi di Chiang Rai regalano esperienze senza pari.

Il suo nome significa “Tempio della tigre danzante” perché si narra che la struttura precedente venne abbandonata per via di alcune tigri che vagavano liberamente nel sito. Quale è il significato di questo splendido tempio? Il colore blu rappresenta la purezza e la saggezza e la mancanza di materialismo, mentre le intricate decorazioni argento e oro rappresentano il regno del divino.

chiang rai decorazioni wat rong suea ten

Com’e composto il complesso?

Per entrare nel sito attraversi un cancello sorvegliato da enormi statue blu e oro che rappresentano figure buddiste, ognuna con il suo significato e la sua storia. Ma molte altre sono le statue che si susseguono nell’area e che mettono in mostra la maestria artigianale e i dettagli raffinati.

  • Ubosot

Per accedere all’edificio principale percorri una scala dove due enormi ed elaborati naga colorati che incutono soggezione e riverenza, fiancheggiano la balaustra fungendo da guardie d'ingresso alla sala principale.

La splendida facciata blu dell’edificio simboleggia l’importanza della meditazione e della pace interiore, i lati sono protetti da figure alate e da Yaksha, gli esseri mitologici benevoli che si prendono cura dei tesori. Anche l’interno riesce a stupire perché è un caleidoscopio di colori e motivi, con dipinti elaborati e intricati che ricoprono completamente ogni superficie. I dipinti alle pareti raffigurano storie della vita del Buddha e gran parte di questa arte è montata in cornici dorate. Alza lo sguardo e rimarrai senza fiato perché anche il soffitto è spettacolare, interamente blu e impreziosito da motivi floreali. Un’enorme statua bianca del Buddha nella posizione bhumisparsha mudra è posta al centro dell’altare e circondata da tutto quel blu appare talmente lucida da sembrare irreale.

facciata ubosot wat rong suea ten chiang rai

chiang rai interno ubosot wat rong suea ten

  • La chedi

Posizionata dietro la ubosot, la chedi è una struttura ancora più recente e decisamente impressionante. Il suo nome è Phra That Kew Kaew Chula Mani, ed è alta 20 metri. Anch’essa di colore blu con decorazioni in oro, oltre a contenere le reliquie di un importante patriarca ha un’architettura insolita che lascia sbalorditi, combinando forme dei templi birmani e nepalesi.

Il primo livello a base quadrata, completamente circondato da statue mitologiche che si prostrano, è accessibile tramite scalinate presiedute da Buddha dorati. La struttura si innalza su vari livelli riccamente decorati e termina con una grande cupola dorata circondata da alcuni pinnacoli.

  • Phra Upakut al Tempio Blu

Di fronte all’edificio principale è collocata una fontana con una statua bianca di un monaco seduto su un fiore di loto che guarda verso il cielo. Con la mano sinistra tiene una ciotola mentre la sua mano destra è leggermente all'interno della ciotola e la copre. Si tratta di Phra Upakut, uno dei monaci più venerati del Buddhismo Theravada, nonché protettore contro il male e simbolo della purezza.

chedi wat rong suea ten chiang rai

chiang rai phra upakut wat rong suea ten

Museo Baan Dam (la Casa Nera)

All’interno di un grande e rigoglioso parco tropicale, trova spazio il Museo Baan Dam, chiamato anche Casa Nera. Si tratta di un grande complesso che ospita 40 case di varia grandezza edificate in teak scuro. Perché è una tappa quasi obbligatoria a Chiang Rai?

L’edificio principale contiene una delle mostre più particolari (a mio parere più affascinati) e controverse delle opere e manufatti di Thawan Duchanee, uno dei più rinomati artisti thailandesi, ideatore anche del complesso. Ampia è la collezione di quadri, sculture ed oggetti in oro e argento, esattamente come è ampia la collezione di ossa, teschi e pelli di animali. Ti sembra abbastanza macabro? Si, ma la genialità di questo artista mi ha conquistato mostrandomi uno sguardo affascinante sulle profonde credenze spirituali del paese e sul lato più oscuro dell’essere umano e dell’arte thailandese.

Chi era Thawan Duchanee?

Nei suoi lavori Thawan Duchanee esprime la saggezza buddista con grande versatilità. Le sue opere d'arte raffigurano creature mitiche e divinità spesso ispirate all’epopea induista del Ramayana. Ma illustrano anche i pericoli del dubbio, della lussuria, della paura, della ricerca del piacere e della fuga dal dolore da parte dell’essere umano. Ha infranto tutte le regole e le convenzioni per far progredire la sua arte e mostrarla al mondo.

Questo spettacolare artista nacque nel 1939 nella provincia settentrionale di Chiang Rai e sin da giovane si appassionò alla dottrina buddista. Nella sua crescita lavorativa frequentò con successo la Silpakorn University di Bangkok, la scuola di belle arti e archeologia della città. Nel 1977 gli venne commissionato un grosso lavoro che prese 3 anni della sua vita mentre dipingeva alcune centinaia di sale di un castello tedesco.

Tornato in Thailandia, l’eclettico artista sviluppò uno suo particolare stile basato sull’arte buddista tradizionale, ma utilizzando principalmente i toni neri e rossi.  Inizialmente, i suoi quadri riuscirono a sconvolgere molte persone e vennero ritenuti blasfemi ma in seguito si riuscì a capire la sua genialità. Nel corso degli anni la sua arte divenne importante a livello internazionale, al punto che espose ovunque nel mondo e venne scelto per rappresentare la Thailandia e l'arte asiatica in numerosi eventi di spicco.

Thawan Duchanee morì all’età di 74 anni per complicazioni dovute a ipertensione e diabete e la sua residenza (la Casa Nera) divenne un museo.

museo baan dam chiang rai

Come è composto il complesso?

Arte, antiquariato e folclore tradizionale thailandese, collezioni di arte contemporanea e opere personali, sono il succo di quanto propone il Museo Baan Dam, ma va sottolineato che viene considerato la contrapposizione al Wat Rong Khun che li unisce in uno stile diametralmente opposto. Le emozioni che suscita la visita della Casa Nera si alternano tra infernale e contemplazione. Il complesso è un mix di tradizione thailandese e design grottesco.

  • Struttura principale

La prima struttura che incontri ti dona subito il senso di quello che rappresentava la visione di Thawan Duchanee, ossia il ciclo della vita e della morte esplorando il lato oscuro della natura umana.

Esternamente l’edificio è sobrio, elegante e con linee che riportano ai templi buddisti, ma all’interno ti attende ben altro. Sulle sue pareti scure sono appesi eccentrici dipinti carichi di rosso e nero, portali e mobili magistralmente scolpiti, pelli e parti di animali, teschi, falli e una stravagante oggettistica che ti porta in un conflitto di emozioni che spaziano tra il senso del male causato dal buio dell’umanità ad una vera e propria ammirazione per le forme artistiche. Oltre alle opere Thawan Duchanee è presente in un sontuoso monumento commemorativo, con una sua foto incorniciata infilata sul dorso di una dorata aquila reale.

chiang rai monumento commemorativo thawan duchanee museo baan dam

esposizione museo baan dam chiang rai

  • Il parco

Il complesso si estende sull’intera area del parco dove sorgono molti edifici in legno e una varietà di opere d’arte, tra cui statue di Buddha. Passeggiando su questi terreni meticolosamente curati e arricchiti da piante esotiche, stagni e flora autoctona è rilassante e ispira alla meditazione. Le strutture, dalle particolari architetture con tetti a più livelli che richiamano lo stile Lanna, sono tutte realizzate in legno scuro e adornate con intricati intagli.

Ad esempio, il Tri Phum (La Casa Triangolo) utilizzata come appartamento residenziale per artisti, scrittori e studenti d'arte. Fu una delle prime creazioni di Duchanee, che realizzò tra il 1976 e il 1977. Oppure la Cattedrale, progettata da Duchanee con il suo bellissimo tetto a più livelli tra il 1999 e il 2009. Al suo interno si tengono regolarmente seminari buddhisti e laboratori di disegno per aspiranti giovani artisti.

Alla fine della visita ti sarà chiara la contrapposizione tra gli edifici più famosi di Chiang Rai: Baan Dam è l’esplorazione dell'oscurità in agguato, una specie di versione dell’Inferno mentre il Tempio Bianco è una visione del Paradiso che puoi raggiungere.

chiang rai edifici e statue museo baan dam

cattedrale museo baan dam chiang rai

Triangolo d’oro

Il termine Triangolo d’Oro si riferisce ad un’area di circa 950,000 km², che comprende la Thailandia, il Laos e il Myanmar. Questi 3 paesi confinano nel punto in cui il fiume Ruak, proveniente dalla Birmania, confluisce nel fiume Mekong che scorre in Thailandia e nel Laos, creando una specie di triangolo territoriale. L’area di trova a pochi km di distanza dalla città di Chiang Saen, nella provincia di Chiang Rai. Da Chiang Saen puoi noleggiare una barca e risalire il fiume Mekong fino a giungere al punto di confine dei 3 Stati.

Perché viene chiamato Triangolo d’Oro?

Per decenni il Triangolo d’Oro ha rappresentato la regione dove si produceva la maggior quantità al mondo di oppio. La coltivazione dell’oppio, infatti, è la principale forma di sostentamento per molti gruppi etnici insediati nelle aree montuose della regione. Con la produzione di oppio possono tentare di vivere evitando le condizioni di assoluta povertà e degrado. Chiaramente, la criminalità organizzata ha sfruttato questa opportunità, sfruttando queste popolazioni di poveri disperati e realizzando altissimi profitti dal traffico internazionale di oppiacei.

chiang rai triangolo d'oro

Le guerre per il traffico di oppiacei

Numerose nel corso dei secoli furono le guerre che le potenze mondiali disputarono per il controllo del traffico dell’oppio. La Prima Guerra, tra il 1839 e il 1842, avvenne tra l’India Britannica (i cui interessi commerciali erano sotto il controllo della Compagnia britannica delle Indie Orientali) e l’Impero cinese che venne sconfitto. Per i britannici era fondamentale avere una via aperta per esportare l’oppio che veniva prodotto, anche se l’Impero cinese dal 1729 ne proibiva la vendita e l'uso. Con il Trattato di Nanchino, stipulato a fine guerra, la Cina venne costretta a tollerare il commercio dell'oppio, a pagare soldi ai britannici, a liberare tutti i prigionieri di guerra, a cedere l’isola di Hong Kong che in seguito divenne il porto commerciale principale della regione, a ritirare tutte le truppe dalla Cina orientale e ad aprire 5 porti al commercio straniero.

Imperialismo europeo

Una seconda guerra tra il 1856 e il 1860 vide contrapporsi nuovamente l’Impero britannico affiancato dall’Impero francese e l’Impero cinese che decise di ribellarsi alle condizioni a lui imposte dalla sconfitta nella prima guerra. Anche in questo caso la Cina venne nuovamente sconfitta e a fine guerra dovette firmare un nuovo trattato, il Trattato di Tientsin. Erano condizioni ancora più umilianti, che permettevano ai britannici: l’apertura di altri 11 nuovi porti commerciali, il diritto ad avere delle ambasciate a Pechino, l’autorizzazione a navigare lungo il fiume Yangtze, un'indennità maggiore rispetto a quella versata dopo la prima guerra e l’autorizzazione ad effettuare spedizioni commerciali nelle regioni interne dell’Impero cinese. Tutte queste condizioni dettero il via all’imperialismo europeo in Cina ma alimentarono anche un nazionalismo che sfociò tra il 1899 e il 1901 in una grande rivolta.

Il re dell’oppio

La situazione cambio quando il principe birmano Khun Sa, che rimase per anni al servizio dell’Esercito Nazionalista Cinese, costituì una propria milizia armata inizialmente riconosciuta e sostenuta dal governo birmano. Negli anni successivi Khun Sa si distaccò dal governo birmano e, con il suo esercito fatto di mercenari, prese il controllo di una vasta area della Birmania orientale iniziando a coltivare oppio in larga scala. Divenne talmente potente che nel 1985 controllava tutta l’area che si estendeva lungo il confine della Birmania con la Thailandia e divenne il “Re dell’Oppio”, ovvero, uno dei principali produttori e trafficanti d’oppio al mondo.

Furono gli americani che interruppero la sua attività perché nel 1989 gli Stati Uniti d’America emisero un ordine di arresto nei confronti di Khun Sa che aveva cercato di importare negli States 1.000 tonnellate di eroina. Per evitare le ripercussioni americane e l’estradizione, Khun Sa si consegnò alle autorità birmane.

triangolo d'oro chiang rai sponda del laos

chiang rai triangolo d'oro confluenza dei fiumi

Il Triangolo d’Oro oggi

Dalla metà degli anni ’90 nel Triangolo d’Oro venne registrata una diminuzione della produzione di oppio ma le Nazioni Unite hanno scoperto che dal 2006 ad oggi la coltivazione e produzione nel Triangolo d’Oro di questa terribile sostanza è notevolmente aumentata.

Oggi, sono principalmente il Myanmar e il Laos a possedere la maggior parte dei terreni coltivati ad oppio e la sua produzione è tutt’oggi uno dei business illegali più proficui. In Thailandia invece, la famiglia reale ha favorito ed incentivato la produzione di prodotti agricoli alternativi, caucciù, tabacco, tè e caffè, estirpando le piantagioni di oppio esistenti e minacciando i coltivatori di gravi ripercussioni in caso di reiterazione. Durante la tua visita nel Triangolo d’Oro potrai visitare il Museo dell’Oppio che storicamente testimonia, tramite filmati ed oggettistica, la coltivazione e il commercio dell’oppio nella regione.

sculture triangolo d'oro chiang rai

Tribù delle colline

Le colline della provincia di Chiang Rai sono abitate da secoli da numerose tribù provenienti da varie parti confinanti del sud-est asiatico. Visitare queste popolazioni significa avere un breve affaccio sulla loro cultura e usanze. In passato queste popolazioni vivevano grazie alla coltivazione e vendita dell’oppio, oggi, che il governo thailandese ha vietato questa coltura, sopravvivono grazie all’agricoltura o alla vendita di vari tipi di prodotti.

La più famosa tra queste tribù è quella Kayan Lahwi, chiamata anche Paduang, originaria del Myanmar. Migrarono nel nord della Thailandia dal Myanmar verso l'inizio degli anni '90 per scappare al conflitto con il regime militare del Paese. Quante volte nel web hai visto donne con il collo ricoperto di spirali di ottone? Ecco, sono le donne di questa popolazione che viene chiamata “tribù dal collo lungo” o “tribù delle donne giraffa”. Le ragazze di questa tribù iniziano a indossare gli anelli dall’età di cinque anni. La spirale viene aumentata man mano che crescono fino a quando il peso dell'ottone finisce per spingere la clavicola verso il basso, comprimendo la gabbia toracica e dando al collo un aspetto più lungo. Una volta indossata la scomoda collana viene rimossa solo per esserne sostituita con una più lunga. Ti sembra un’usanza alquanto barbara?

Eppure, visitando il loro villaggio, capirai che le donne Paduang ne vanno orgogliose e sono convinte di apparire più attraenti. Il governo del Myanmar ha iniziato a scoraggiare le spirali al collo, ma le donne delle tribù che vivono in Thailandia continuano a portarle, non fosse altro che riescono a incentivare i turisti a visitare il villaggio, avendo la possibilità di vendere i loro prodotti. Curiosando tra i banchi dove viene esposta la loro merce incontrerai parecchie bimbe che hanno imparato ad essere venditrici eccellenti.

chiang rai villaggio paduang

mercato donne giraffa chiang rai

Altri siti da vedere a Chiang Rai

Se decidi di soggiornare a Chiang Rai ci sono molti altri punti di interesse da visitare. Il mio tempo a disposizione in questa splendida cittadina non mi ha permesso di visitare altro ma sappi che vale la pena vedere anche:

Wat Phra Kaew Chiang Rai

È uno dei templi più antichi della città e venne costruito verso la fine del XV secolo. Nell’area dove sorge il complesso venne trovato nel 1434 il famoso “Buddha di Smeraldo” e nel Wat Phra Kaew di Chiang Rai oggi ne viene costudita una copia. Inoltre, la ubosot del tempio contiene una delle più grandi e belle immagini del Buddha, Phra Jao Lan Thong, prodotta in ottone e rame circa 600 anni fa.

Wat Huay Pla Kang (Grande Buddha)

Posto sulla cima di una collina a circa 7 km dal centro di Chiang Rai, il Wat Huay Pla Kang è un recente complesso di templi buddisti che fonde elementi Lanna e cinesi. Le due cose più strabilianti sono: una chedi con una forma piramidale alta ben 9 livelli e l'enorme statua chiamata “Grande Buddha” che in realtà raffigura Guan Yin , la "Dea della Misericordia" buddista.

Clock Tower

La Torre dell’Orologio è un'altra meraviglia architettonica di Chalermchai Kositpipat e si trova nel centro di Chiang Rai. Grazie alla sua maestosità e al suo design intricato è un simbolo creativo della vivacità culturale della città. Venne costruita nel 2005 per onorare il 60° compleanno della Regina Sirikit.

Monte Doi Tung

La montagna situata nell’area del Triangolo d’Oro e chiamata Monte Doi Tung raggiunge i 1389 metri di altezza ed è un posto molto rinomato in Thailandia. Infatti, ci sono molti punti di interesse quali: il giardino botanico Mae Fah Luang e l’adiacente villa reale, il Wat Phra That, il tempio buddhista più antico di tutta la Thailandia e l’Arboreto di Mae Fah Luang, realizzato per creare un habitat perfetto per tutelare la biodiversità.

L'addio è la promessa di un ritorno. La fine è la possibilità di un nuovo inizio. La fine e l'inizio, la partenza e l'arrivo, sono solo istanti del viaggio. Fare un buon viaggio è la cosa più importante di tutte. Quindi, ragazzi, buon viaggio.

(Teen Angels)

I Templi di Chiang Mai da visitare nel centro storico

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Chiang Mai è ricca di storici edifici religiosi

Durante la mia permanenza nel nord della Thailandia, ho amato passeggiare nel centro vecchio ed esplorare i templi di Chiang Mai. La città è culturalmente ricca e monaci vestiti da tuniche color zafferano pregano all’interno di ben 300 elaborati templi.

Tra quelli molto antichi, quelli noti per le reliquie che custodiscono e quelli con splendide decorazioni, sappi che gli antichi templi del Regno di Lanna non hanno nulla da invidiare ai famosi wat di Bangkok. Anzi, la cosa che più colpisce dei templi di Chiang Mai è l’unicità, infatti, ognuno vanta storia e design diversi. Passeggiando nella città vecchia di Chiang Mai hai l’impressione di aprire un libro illustrato sull’architettura Lanna, uno stile che unisce eleganza ed audacia. Il mix di influenze che hanno contaminato Chiang Mai, grazie alla posizione geografica e alle differenti culture, ha dato vita a varie forme architettoniche e decorative. Proprio per questo ogni tempio di Chiang Mai si diversifica dall’altro e nonostante siano tutti radicati nelle tradizioni Lanna, hanno una propria personalità ben distinta.

Le caratteristiche principali di questi edifici religiosi sono evidenziate dai tetti a più livelli, intagli intricati, maestose chedi e una serie infinita di splendidi “naga”, i decorativi serpenti che proteggono le facciate e le scalinate dei templi.

Usa rispetto durante la visita ai templi di Chiang Mai

Chiaramente il rispetto dovrebbe essere una costante ovunque, ma nel caso dei templi buddisti è importante rispettare alcune regole:

  • Usare abiti che coprano le spalle e le ginocchia.
  • Togliersi le scarpe prima di entrare negli edifici e scavalcare la soglia dell’ingresso leggermente rialzata e non calpestarla.
  • Levare cappelli e occhiali da sole.
  • La prima prostrazione deve essere rivolta all’immagine principale del Buddha.
  • Inginocchiarsi sempre con i piedi puntati dietro di te.
  • Indicare qualcuno o qualcosa con le dita è considerato un insulto.
  • Evitare manifestazioni di affetto quali abbracci e baci.
  • Salutare con il famoso gesto thailandese: le mani giunte a preghiera e un leggero inchino.

Ti porto a conoscere i templi di Chiang Mai da visitare nel centro vecchio…

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Wat Phra Singh Woramahawihan

Posto nella parte occidentale della vecchia Chiang Mai, è stato il primo wat che ho visitato, dato che soggiornavo in una guesthouse (Wannamas Boutique House) vicinissima.

Il Wat Phra Singh Woramahawihan è tra i templi di Chiang Mai più venerati per la statua del Buddha che ospita, il Phra Buddha Sihing (o Phra Singh). Si narra che questa statua sacra provenga dallo Sri Lanka, precisamente dal tempio di Mahabodhi, dove Buddha raggiunse l'illuminazione. Forse anche per questo il Wat Phra Singh è il luogo prediletto per le cerimonie e le feste più importanti di Chiang Mai. Il complesso è tuttora abitato dai monaci e diversi sono gli edifici visitabili.

La sua costruzione, risalente al 1345, venne ordinata dal sovrano Pha Yu, quinto re della dinastia Mengrai del Regno di Lanna, per costudire le ceneri del padre. Dopo aver subito per anni l’abbandono, il complesso venne ristrutturato durante il XIX secolo. Varie sculture raffiguranti esseri celestiali, spiriti guardiani e creature del folklore thailandese, adornano i numerosi edifici del Wat Phra Singh. Si distinguono anche porte, finestre e pannelli in legno finemente intagliati con motivi tradizionali, che dimostrano l'eccezionale maestria degli artisti Lanna.

Quali sono gli edifici principali del complesso?

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Viharn Luang

Il primo edificio che incontri entrando dall’ingresso principale è la Viharn Luang che venne edificata nel XIV secolo. È la struttura più grande del complesso ed è caratterizzata da un elaborato tetto a più livelli in stile Lanna e da una facciata ricca di decorazioni in legno. All’interno della viharn è costudita un’enorme statua del Buddha chiamata “Phra Chao Thong Tip”, realizzata nel 1477 con una lega di oro e rame.

La Ubosot

Dietro la Viharn Luang sorge la Ubosot, costruita interamente in teak nel 1806. Il maestoso e centrale altare riccamente decorato ospita una copia del Buddha di Smeraldo, la sacra immagine in giada del Buddha oggi costudita a Bangkok nel Wat Phra Kaew.

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Chedi dorata

Vicino alla ubosot si innalza la struttura più antica di tutto il complesso, la Chedi Than Chang Lom Wat Phra Singh, ovvero la famosa chedi dorata che costudisce le ceneri del padre del sovrano Pha Yu. Il grande basamento a pianta quadrata è decorato con sculture che raffigurano elefanti, mentre la parte che si innalza verso il cielo ha la tipica forma a campana con l’estremità molto affusolata.

Viharn Lai Kham

Lo stile architettonico tipico del Regno di Lanna e le sue particolari decorazioni fanno della Viharn Lai Kham, uno degli edifici più affascinanti del complesso. Interamente realizzato in teak, ospita la famosa statua Phra Singh (seconda immagine del Buddha più importante in Thailandia) nella tipica postura del Bhumisparsha Mudra. Due enormi naga proteggono le scale che portano all’interno le cui parete sono internamente decorate con affreschi che narrano la vita e le usanze della gente di Chiang Mai nel passato.

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Chedi Ku Lai

Proprio dietro il Viharn Lai Kham sorge un’antica chedi con un tetto a cinque livelli e una camera interna collegata alla viharn. Sembra che venne voluta dal re Mueang Kaeo tra il 1495 e il 1525.

Ho Trai, la biblioteca

La biblioteca più famosa di Chiang Mai, che conserva antiche scritture buddiste, si trova nel complesso del Wat Phra Singh. Si tratta di un piccolo ma elaborato edificio in legno costruito su un'alta base in pietra per proteggere i manoscritti da inondazioni e parassiti. La base è riccamente decorata con intagli mentre la struttura superiore è ricoperta di mosaici in vetro.

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Wat Chedi Luang

Passeggiando nel cuore della città vecchia incontri il Wat Chedi Luang, un maestoso tempio la cui costruzione iniziò nel 1391 durante la dinastia Mengrai e terminò durante il regno del sovrano Tilokarat. La sua chedi di 98 metri di altezza e 54 metri di diametro era in passato la struttura più alta della città e venne costruita per ospitare ceneri reali. Famoso perché dal 1468 al 1552 ospitò la sacra immagine del Buddha di Smeraldo oggi costudita a Bangkok, venne in parte distrutto da un terremoto nel 1545 e restaurato negli anni successivi.

Alla sua immensa chedi si aggiunge un’altra narrazione mistica che ruota intorno al pilastro Inthakhin che contiene lo spitito della città di Chiang Mai. Nell’immensa area del complesso trova spazio anche il Wat Phan Tao, un altro tempio in teak più piccolo ma splendidamente scolpito.

Gli edfici più importanti sono:

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La Chedi

Il punto focale del complesso è senza dubbio l’imponente chedi costruita in mattoni e malta, una meraviglia architettonica in stile Lanna. È caratterizzata da un imponente basamento quadrato realizzato a gradoni. Il livello sopra il basamento è decorato con enormi statue di elefanti e l’accesso alla terrazza superiore è possibile tramite 4 scalinate decorate e protette da grandi naga. Nel tronco superiore dell’edificio, trovano spazio quattro logge che ospitano immagini del Buddha.

Viharn Luang

Il grande edificio costruito nel 1928 e posto di fronte all’ingresso principale del complesso corrisponde alla Viharn Luang. L’alto soffitto dell’edificio, caratterizzato da una elaborata copertura e da una splendida facciata dorata, è sostenuto da grandi colonne e al centro dello spazio ecco un’immensa statua del Buddha in piedi, chiamata Phra Chao Attarot, che venne realizzata con una lega di ottone e malta.

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Sao Inthakin

Nel culto locale, il City Pillar o Sao Inthakin è considerato la dimora degli spiriti che proteggono la città. La leggenda locale narra che alcuni giganti lo portarono dal cielo ma in realtà il City Pillar venne eretto dal re Mengrai nel 1296, quando la città venne fondata, e successivamente portato nel Wat Chedi Luang nel 1800. Questo particolare pilastro è ospitato in un tempio affiancato da un enorme albero che, secondo la leggenda locale, assiste il City Pillar nella protezione del centro cittadino.

Viharn Luang Pu Mun Bhuridatto

Dietro la chedi principale, si erge la splendida Viharn Bhuridatto, realizzata in tipico stile thailandese e caratterizzata da una copertura a più livelli. La splendida facciata è finemente decorata e le balaustre della scala di accesso raffigurano grandi naga. L’edficio ospita uno dei molari e la statua di un monaco molto rispettato.

Viharn Phan Tao

La Viharn Phan Tao si trova vicino alla Viharn Bhuridhatto ed è interamente realizzata in legno. Al suo interno viene costudita una grande statua del Buddha sdraiato.

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Wat Chiang Man

Posto nella parte orientale del centro vecchio, è sicuramente tra i templi di Chiang Mai che ho preferito per l’atmosfera che ho respirato visitandolo. Il Wat Chiang Man è immerso in un parco verdeggiante ricco di alberi tropicali ed è anche il tempio più antico della città. Venne fondato dal re Mengrai nel 1296, che lo scelse anche come dimora temporanea durante la costruzione della città. Si narra che il tempio venne edificato per proteggere il Buddha di Cristallo, una sacra reliquia che garantiva prosperità e abbondanza.

Questa gemma scintillante è una meta di pellegrinaggio che attrae turisti, ma anche un luogo che contiene i valori storici dell’antico Regno di Lanna. Nel complesso si trovano vari edifici, alcuni costruiti nel corso dei secoli e quindi con architetture che rispecchiano periodi diversi. Visitare il Wat Chiang Man significa attraversare le pagine della storia di Chiang Mai, dove ogni manufatto e scultura narra le storie di una città fondata sulla fede e sull'amalgama culturale.

Quali sono i principali edifici del Wat Chiang Man?

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Chedi Chang Lom 

Come nella maggior parte dei templi di Chiang Mai, la struttura più antica è la chedi. Il nome Chang Lom Chedi significa “chedi con elefanti intorno” e rispecchia le decorazioni che lo abbelliscono e il mix di stile architettonico Lanna e Cingalese. Infatti, sorge su una base quadrata che sostiene un secondo livello di pietra adornato da 15 sculture di elefanti che sembra sostengano l’intera struttura.

Sopra il livello degli elefanti e su ciascun lato della struttura si trovano varie nicchie ma solo una di queste è cava e può contenere un’immagine del Buddha, mentre le altre sono cieche e quindi solo decorative. Infine, la parte terminale della stupa è dorata e contiene una camera con le reliquie.

Viharn Luang

Il principale viharn ospita una delle più antiche immagini del Regno di Lanna. L'esterno dell’edificio è riccamente decorato con giochi di fogliami intagliati in oro ed il tetto a due livelli è abbellito da naga e pinnacoli. Le pareti esterne sono bianche e molto semplici ma permettono a splendide porte e finestre riccamente decorate di risaltare. Le pareti interne, al contrario, hanno uno sfondo colore rosso che fa risaltare decorative dorature.

Molte sono le immagini poste sul grande e splendido altare ma una in particolare è molto antica. Si tratta di un Buddha in piedi che regge una ciotola per l’elemosina sulla quale vi è incisa la data 1465.

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Viharn piccola

Oltre alla splendida emozione che questo complesso riesce a trasmettere, la sua fama la si deve a due inestimabili immagini del Buddha che sono costudite nella Viharn piccola. Dietro spesse sbarre e vetri, ecco il Buddha di Cristallo o Phra Sae Tang Khamani che venne realizzato intorno al 1300 in quarzo trasparente. Si racconta che venne sequestrato nella città di Lamphun da re Mengrai dopo la sua conquista. L’altra importante immagine è quella del Buddha Phra Sila, una stele in bassorilievo scolpita nella pietra che raffigura Buddha in piedi, realizzata in Sri Lanka più di mille anni fa.

La facciata possiede uno splendido frontone decorato con motivi di fogliame dorato magistralmente eseguito dagli artigiani. Le pareti interne sono interamente ricoperte da affreschi colorati che raffigurano scene delle vite precedenti del Buddha e l’immagine principale dell’altare è stata realizzata in argento in stile Sukkothai.

Ubosot

Questo edificio è più recente e venne costruito nel XIX secolo. Il tetto decorato con i naga lungo i bordi e il frontone abbellito con dettagli in legno intagliato in color ocra richiamano chiaramente lo stile Lanna. Una stele in pietra datata 1581 posta accanto alla porta di ingresso menziona la data esatta in cui venne fondata la città di Chiang Mai, ovvero il 12 aprile 1296.

La biblioteca Ho Trai

Questa bella costruzione che si erge come palafitta al centro di un piccolo stagno, conserva i testi buddisti ed è collegata con il resto del complesso tramite un ponte bianco raffigurante due enormi naga. Non si tratta della costruzione originale, infatti anni fa la biblioteca delle scritture si trovava tra l'ubosot e il chedi Chang Lom. Venne spostata ed eretta sulla stango perché le scritture su foglie di palma rischiavano, nella loro prima dimora, di essere danneggiate dagli insetti.

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Wat Sri Suphan (Tempio d’Argento)

Appena fuori la cinta muraria di Chiang Mai si erge uno dei templi di Chiang Mai più particolare. La datazione del Wat Sri Suphan risale al XVI secolo ma la sua particolarità è data dall’edificio più recente, una ubosot interamente rivestita in argento, alluminio e nichel da cui prende il nome. È sicuramente il tempio più bizzarro e originale della città. I dettagli delle sue decorazioni si affiancano a temi religiosi tradizionali ma anche ad elementi di vita bucolica ed elementi che riportano ai vari Paesi vicini come Singapore, Vietnam e Myanmar. Il tempio venne fondato nel 1500 circa, durante il periodo dell’undicesimo sovrano del Regno di Lanna, ma nel 2004 venne completamente ristrutturato. L’unico inconveniente è che la ubosot non è visitabile all’interno dalle donne e quindi la si può ammirare solo all’esterno.

Tra le varie divinità sparse nel complesso ecco che appare Ganesha, il dio indù dalla testa di elefante e figlio di Shiva e Parvati, che governa la forza vitale e la madre terra. Chiamato Phra Pikanet dai thailandesi e noto come colui che rimuove gli ostacoli e riceve numerose offerte dai fedeli quando cercano fortuna e successo.

Cosa vedere nel complesso?

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Ubosot

L’edificio principale di preghiera del tempio è un bellissimo esempio di architettura in stile Lanna, caratterizzato da elaborate ed intricate decorazioni argentate. Le splendide decorazioni sono state realizzate dagli argentieri residenti nel quartiere, tramite una tradizione antica che si tramanda da generazione in generazione. L'area intorno al tempio, infatti, è ricca di laboratori che producono manufatti in argento.

Mi venne detto che anche l’interno è spettacolare con pareti e soffitti ricoperti da decorazioni che narrano scene buddiste. Purtroppo, ho dovuto attenermi a queste informazioni dato che essendo donna non ho potuto entrare.

Viharn

La viharn venne costruita in stile Lanna intorno al 1799, durante il regno del sesto principe di Chiang Mai. Due grandi naga sorvegliano l'ingresso principale mentre quello laterale è sorvegliato da leoni. Le pareti interne della viharn sono affrescate con rappresentazioni delle storie del Buddha.

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Wat Lok Moli

Nella parte nord della città vecchia si erge il Wat Lok Moli le cui origini sono avvolte nel mistero. Nonostante non ci sia una data certa di origine il tempio venne menzionato per la prima volta in una carta del 1367. I sovrani del Regno di Lanna dal 1292 al 1598 della dinastia Mengrai se ne occuparono fino alla loro scomparsa e alcune ceneri dei membri reali vennero qui poste.

Mentre passeggi nel complesso del tempio, vedrai splendide statue che raffigurano vari aspetti degli insegnamenti buddisti. Del resto durante la metà del XIV secolo un numero di monaci birmani vi soggiornò per diffondere gli insegnamenti buddisti. Nei vari angoli del giardino sono sparse sculture eclettiche di importanti divinità indù davvero affascinanti e intriganti. Uno splendido santuario di Ganesha è posto in un angolo e il sentiero di accesso alla viharn è sorvegliato da 2 grandi statue di guerrieri e fiancheggiato da enormi sculture di elefanti e alberi dalle svolazzanti foglie di metallo.

È uno dei templi di Chiang Mai che più ho preferito e lo considero uno dei più belli della città. La sua architettura unica e imponente riflette il tradizionale stile Lanna e nel complesso trovano sede questi edifici:

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Viharn

Entrando dall’ingresso principale sorvegliato dalle statue dei guerrieri si giunge alla viharn, un edificio ristrutturato nel 2003. Si tratta di una struttura in legno in stile tradizionale Lanna. La scala di accesso alla sala è protetta da due grandi naga e il frontone anteriore presenta decorazioni in stucco intagliate in modo intricato e in rilievo sulla superficie del legno.

Le pareti della sala interna laccata in nero sono abbellite da pannelli scolpiti che riproducono alcune scene dei testi sacri buddisti. Il soffitto invece scintilla per una serie di pannelli rivestiti da pezzi di vetro multicolore. L’altare centrale ospita una grande statua dorata del Buddha seduto circondato da statue minori.

Padiglione della regina di Chiang Mai

L’edificio si trova alla sinistra dell’entrata e ospita la statua della regina Chiraprapha, che governò il regno di Lanna dal 1545 al 1546 e fu il 12° monarca. Dato che riuscì a scongiurare un’invasione da parte del Regno di Ayutthaya, riceve molte offerte da parte dei fedeli.

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Chedi

L’edificio più sorprendente del complesso è l’enorme chedi posizionata dietro la viharn. Si tratta di un’imponente stupa in mattoni rossi edificata su base quadrata nel 1527 che ospita le ceneri di diversi membri della dinastia Mengrai. La struttura possiede un certo numero di strati che si innalzano in dimensioni decrescenti, richiamando lo stile Lanna di quel periodo e il suo rivestimento manca totalmente di stucco come invece appare in altri templi di Chiang Mai. La parte superiore è arrotondata e terminante con un imponente pinnacolo dorato in stile birmano.

Nei quattro angoli della base alcuni leoni in ceramica grigia celadon proteggono l’importante struttura. La parte centrale della chedi è composta da una serie di pilastri quadrati. Su ogni lato si trovano due grandi figure di Devata con le mani giunte ed al centro una grande nicchia che ospita l’immagine del Buddha.

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Wat Inthakhin

Nonostante tra i templi di Chiang Mai il Wat Inthakhin, chiamato anche Wat Sadue Muang, sia uno dei meno conosciuti, ha un posto significativo nella storia della città perché ne è legato alle origini.

Il nome "Inthakhin" significa "pilastro della città", e il tempio venne costruito attorno al pilastro della fondazione di Chiang Mai. Fu il re Mengrai (fondatore della città) che nel 1296 fece edificare il pilastro che, secondo la leggenda, ospita gli spiriti guardiani che portano prosperità e armonia. Nel 1800 il pilastro venne spostato all'interno del tempio di Wat Chedi Luang dove si trova tutt’ora, ma il Wat Inthakhin continua a non essere solo un tempio, ma un legame tangibile con l'inizio di Chiang Mai. Lo sa bene il popolo di Chiang Mai, che visita regolarmente questo tempietto, infatti, è stato il primo luogo dove sono stata condotta dal mio guidatore di tuk tuk.

Posto nel cuore della vecchia città murata di Chiang Mai, a poca distanza dalla piazza dei 3 Re e di fronte al museo City Arts & Cultural Center, il piccolo tempio comprende una viharn molto ornata, due chedi e gli alloggi dei monaci.

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Viharn

L’edificio è un bellissimo esempio dell'architettura Lanna dove risalta la combinazione del teak rivestito di lacca nera in contrasto con la decorazione dorata. Il tetto fortemente inclinato è a due livelli con naga dalle piccole teste che incorporano elementi decorativi. Sulla sommità del tetto è posto un pinnacolo a forma di torre sormontato da un ombrello dorato a più strati.

Come di consueto l'ingresso principale è rivolto a est con le scale di accesso sorvegliate da due grandi naga. La parte terminale del timpano è riccamente decorata con motivi floreali dorati e sopra l'architrave ci sono tre animali dello zodiaco thailandese oltre ad ulteriori decorazioni dorate che salgono fino al tetto a forma di piramide. L'interno è scuro e molte sono le dorature floreali sui pilastri. Sulle pareti si alternano pannelli contenenti intagli di scene dai testi buddisti. L'altare principale ospita quattro immagini del Buddha realizzati in alabastro o porcellana ed una realizzata in ottone, tutte nella posizione Bhumisparsha Mudra.

Chedi

Il tempio possiede due chedi, costruite nel XIV secolo all'epoca della sua fondazione. Dietro la viharn si trova una chiedi di mattoni rossi ricoperta centralmente da un panno arancione. La base è quadrata e dentellata agli angoli.

Dall’altra parte della strada e nello spazio del museo, si trova la chedi ottagonale a mattoni nudi e piuttosto deteriorata, che aveva otto nicchie per le immagini del Buddha. La sezione centrale sostiene una grande campana in cima alla quale c'è un pinnacolo in pietra.

Il museo

Accanto al tempio si erge il Museo di Wat Inthakin Sadue Muang, che descrive gli aspetti della cultura Lanna attraverso abiti tradizionali e manufatti dell'epoca.

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Altri templi di Chiang Mai

Come ti ho accennato all’inizio del post, sono ben 300 i templi di Chiang Mai che si ergono sul suo suolo. Molti sono dislocati nella città vecchia ma ce ne sono altri, anche molto importanti, posti sulle colline che sovrastano la cittadina. Troppo pochi sono stati i miei giorni a Chiang Mai per riuscire a visitarli tutti, ma è bene menzionare anche gli altri complessi che meritano senza alcun dubbio una visita.

Wat Phan Tao

Il Wat Phan Tao è uno dei templi più antichi di Chiang Mai e si trova nel centro vecchio a pochi passi dal Wat Chedi Luang. Wat Phan Tao significa "tempio delle mille fornaci", ed è un nome che deriva dai forni utilizzati per fondere le immagini del Buddha poste nel Wat Chedi Luang. In origine la viharn, un edificio interamente in legno costruito con pannelli di teak su una base in pietra, era una sala del trono che faceva parte di una residenza reale. Il complesso ospita anche ospita anche una chedi bianca, un piccolo campanile e gli alloggi dei monaci.

Wat Rajamontean

Di fronte al Wat Lok Moli, a ridosso della strada e sviluppato su una specie di terrazza, si erge il Wat Rajamontean, noto anche come “il tempio del drago”. Riconoscibile da una statua gigante del Buddha seduto che sorveglia l’ingresso, è un tempio splendidamente decorato con esterni color marrone e oro.

Wat Chet Yot

Se vuoi visitare un insolito tempio devi recarti al Wat Chet Yot. Non è uno dei templi di Chiang Mai che compaiono nei programmi dei tour e sono pochi i turisti che visitano questo complesso forse perché si trova fuori dal centro antico della città. Tuttavia, andrebbe visitato perché è molto diverso da qualsiasi altro tempio di Chiang Mai. Venne edificato dal re Tilokarat nel 1453, emulando il progetto del tempio Mahabodhi di Bodh Gaya nell'India settentrionale, luogo dove Siddhartha Gautama, il Buddha, raggiunse l'Illuminazione. Wat Chet Yot significa “Tempio delle 7 guglie” e infatti, l’edificio principale possiede sette guglie sulla cima con evidenti influenze indiane che gli conferiscono un aspetto unico.

Wat Chet Lin 

Si trova nel cuore di Chiang Mai e si tratta di un tempio storico del XVI secolo. Nonostante non sia molto visitato possiede una imponente chedi il cui il rivestimento è scomparso per lasciare a vista solo i mattoni e un particolare ponte di bambù che attraversa uno stagno di ninfee. Wat Chet Lin significa "Tempio dei sette canali" e fa riferimento ai 7 canali d'acqua dove i membri della famiglia reale Lanna erano soliti recarsi per fare il bagno.

Wat Suan Duc

È un antico tempio posto a circa 1 km fuori le mura antiche e fondato nel 1373. Il nome Wat Suan Duc significa "tempio del giardino fiorito", e deriva dal fatto che si erge dove c’era un giardino reale. Il Wat Suan Duc, prettamente di colore bianco, è noto per le numerose chedi che ospita (tra cui quella più grande nello stile dello Sri Lanka) e perché una credenza sostiene che un osso del Buddha sia qui sepolto.

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Wat Phra That Doi Suthep

Uno dei più importanti e venerati templi buddhisti della Thailandia del nord è il Wat Phra That Doi Suthep. Posto su una collina a 1.060 metri d’altezza, lo si può raggiungere tramite una scalinata, adornata da grandi naga, di ben 309 gradini. Al centro del tempio si erge uno stupa dorato, mentre attorno sono dislocate varie statue di Buddha e piccoli santuari. Il complesso comprende una viharn principale, la ubosot, vari padiglioni e la chedi principale che fu la prima struttura ad essere costruita.

Wat Umong Suan Phutthatham

Il Wat Umong Suan Phutthatham, che significa "Tempio dei tunnel e giardino del Buddha Dhamma", è un altro dei templi di Chiang Mai molto antico, infatti, venne costruito nel 1297 dal re Mangrai. Immerso nella natura delle foreste a circa 6 km dal centro cittadino, si differenzia dagli altri templi buddhisti per la presenza di tunnel che contengono santuari con le immagini del Buddha. L’antica chedi circolare a forma di campana è posizionata sopra una collina raggiungibile tramite una breve scalinata presidiata da due grandi naga.

Wat Phra That Doi Kham

A circa 15 km dal centro cittadino e su una collinetta ecco che sorge il Wat Phra That Doi Kham (Tempio della Montagna d’oro), uno dei templi di Chiang Mai più antico e risalente 687, quindi antecedente la fondazione della città. Una lunghissima scalinata ti permette di accedere al complesso che contiene tutti gli elementi principali del buddhismo: chedi dorata, viharn e varie statue, tra cui un imponente e alta statua del Buddha.

Wat Pha Lat 

Nascosto nella fitta giungla del Doi Suthep a 1000 metri di altezza e raggiungibile da Chiang Mai tramite un sentiero escursionistico, sorge il Wat Pha Lat, un intrigante e pacifico piccolo complesso di templi ricco di affascinanti statue. Il suo nome significa "monastero sulla roccia in pendenza" e venne costruito durante il regno di re Kuena tra il 1355 e il 1385.

Caduto in rovina nel corso dei secoli, venne restaurato da un ricco uomo birmano nel 1934. L'ingresso del tempio è fiancheggiato da alberi e canne di bambù e all’interno numerose e bellissime statue sono spesso nascoste da felci verde giada, alti tronchi d'albero ed enormi foglie.

Due identità distinte

I thailandesi del nord crearono una propria realtà ben distinta, identificata come il Regno di Lanna che venne fondato dal leggendario sovrano Mengrai. Nel corso dei secoli, Siam e Lanna progredirono dando luogo a corredi culturali, artistici e sociali differenti. I Siamesi vennero stregati dalla magia di Angkor, il Regno di Lanna dalla mitica Bagan. 

Chiang Mai Thailandia, la città più ospitale del regno

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Quanti giorni passare a Chiang Mai Thailandia?

Se prima di organizzare il mio viaggio, avessi capito quanto Chiang Mai Thailandia è ospitale, avrei deciso di passarci almeno una settimana. Solitamente questa, che è la seconda cittadina per grandezza della Thailandia, viene raggiunta dal turismo per un massimo di 3 giorni, il tempo appena sufficiente per visitare i templi più importanti, la sua cultura e la natura che la attornia. A Chiang Mai ci sono molte cose da vedere. Il centro storico racchiuso nelle antiche mura è disseminato di templi, mercati, ristoranti, centri per massaggi e hotel. Anche i suoi dintorni offrono strepitosi itinerari alla scoperta della sua storia e cultura e della natura rigogliosa dei parchi nazionali.

Chiang Mai è una tappa imperdibile in un viaggio in Thailandia, dove la grande ricchezza e la varietà architettonica dei templi, eretti soprattutto tra il XIV e XV secolo, riesce a incantare assieme ai pittoreschi paesaggi che la circondano.

La grande ospitalità della popolazione

Quello che non viene considerato, fino a quando non la si visita, è la sensazione di pace e accettazione che si respira a Chiang Mai Thailandia. I sorrisi, la gentilezza e la disponibilità della popolazione, sono a mio parere il più grande incentivo per passarci più giorni. È stato il luogo della Thailandia che più mi ha fatto respirare aria di casa e di benvenuto. Non dimenticherò mai le infinite mani giunte accompagnate da un benevolo sorriso che ti attorniano costantemente mentre ti rapporti alla popolazione. Insomma, tutto ciò che la ruvida Bangkok ha dimenticato.

Ti porto a conoscere la cittadina di Chiang Mai…

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Dove si trova Chiang Mai

Vicino alle montagne più elevate del paese (la catena montuosa Thanon Thong Chai) e chiamata “la Rosa del Nord”, Chiang Mai si trova a circa 700 km da Bangkok, nella valle del fiume Ping, uno dei principali affluenti del grande fiume Chao Phraya.

La valle del fiume Ping è circondata da montagne e colline ondulate che donano alla provincia di Chiang Mai foreste, fiumi, aree boscose e la cima più alta della Thailandia, il monte Inthanon che raggiunge i 2.585 metri. Quale territorio potrebbe essere migliore per una vacanza non solo alla scoperta dei famosi templi thailandesi ma anche per trekking e passeggiate rilassanti?

Il fiume Ping, che scorre attraverso il parco nazionale Mae Ping, è lungo 658 km e nasce nell’estremo nord della provincia di Chiang Mai, ai confini con la Birmania. Le valli formate dal Ping sono molto fertili e coltivate principalmente a riso, caffè e tè. Inoltre, le sue acque sono ricche di pesce, dando un modo di sostentamento alla popolazione. Quindi Chiang Mai è il perfetto punto di partenza alla scoperta della sua natura e dei villaggi delle tribù di montagna oggi stabilite in Thailandia dopo la fuga dalla loro terra durante le varie occupazioni.

Il turismo, tuttavia, è una delle principali fonti di economia della provincia. Del resto, Chiang Mai Thailandia ha storicamente e religiosamente attrattive simili a quelle di Bangkok. Molti sono i templi famosi che, uniti a quelli di Chiang Rai, incentivano un turismo sempre in crescita.

chiang mai thailandia vegetazione

Clima di Chiang Mai

Essendo posta tra le più alte vette del nord della Thailandia, Chiang Mai presenta un clima tropicale più fresco rispetto alle cittadine poste nel sud del regno. Nonostante il gran sole e le alte temperature, difficilmente l’aria risulta essere soffocante. Tre sono le stagioni che contraddistinguono quest’area: la stagione secca corrispondente ai mesi tra dicembre e febbraio, la stagione calda nei mesi di marzo, aprile e novembre e la stagione delle piogge da maggio a ottobre.

  • La prima, quella secca, regala giornate calde e notti più fresche dove diventa necessario indossare una felpa. Questo è anche il periodo migliore per visitare Chiang Mai, ma metti in conto una forte affluenza turistica.
  • Durante la stagione calda le temperature si fanno molto elevate e il tasso di umidità può divenire fastidioso. Questo periodo dell’anno non è contraddistinto da grandi precipitazioni e quindi potrebbe essere buono per chi vuole visitare la cittadina e i suoi splendidi paesaggi senza essere immersi in una folla di persone.
  • Infine, ecco la stagione delle piogge, quella dove il monsone già a partire da maggio può dare vita a consistenti acquazzoni che tuttavia scacciano l’afa portando sollievo e rendono i paesaggi di natura estremamente rigogliosi e verdeggianti. È il mese di settembre quello che porta più disagi a Chiang Mai. Durante questi giorni sono sempre previste piogge abbondanti che possono dare vita a devastanti inondazioni.
Le inondazioni

Ho visitato Chiang Mai Thailandia durante la prima metà di ottobre e sono stata testimone dei disastri avvenuti a seguito dell’inondazione del fiume Ping avvenuto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Le piogge create da un tifone tropicale sono continuate per una settimana ed il risultato è stato: strade, abitazioni, negozi e templi invasi dal fango, i collegamenti ferroviari con Bangkok interrotti e molte frane provenienti dalle montagne. Girando per la città nei pressi del fiume si notava ancora sui muri il segno lasciato dall’acqua, che raggiungeva i 70 cm di altezza.

fango sulle strade chiang mai thailandia

Breve storia di Chiang Mai

Chiang Mai fu capitale del Regno di Lanna per ben 479 anni. Il Regno di Lanna, posto nel nord della Thailandia, venne creato dal re Mangrai per unificare e espandere l’impero thai e difenderlo dalle invasioni birmane e mongole. Le città di Chiang Rai e Chiang Mai vennero costruite da questo re. Chiang Mai prese, nel 1296, il posto di capitale del Regno di Lanna, sostituendo Chiang Rai che lo era dal 1262.

Il centro storico di Chiang Mai venne delimitato da alte mura e da un canale artificiale che servivano a difendere la città dalle invasioni. La città originale, che a quel tempo veniva chiamata “Nophaburi Sri Nakhon Ping Chiangmai”, era racchiusa in un rettangolo e 4 porte poste nelle mura ne concedevano l’accesso. Il re Mangrai fece costruire palazzi e i sovrani che lo succedettero la abbellirono ulteriormente. A causa della sua crescente importanza ed espansione, Chiang Mai dovette subire anche un’invasione, che venne respinta, da parte del regno di Ayutthaya nel 1387.

Periodo di massimo splendore

Il Regno di Lanna si affacciò al buddismo theravāda durante il regno del sovrano Tilokaraj (1441-1487) e nel corso del tempo divenne la religione ufficiale. Fu durante il tempo di Tilokarai che Chiang Mai raggiunse il massimo splendore. Il re fece costruire importantissimi e bellissimi templi, spesso con l’aiuto di architetti birmani. Fu alla morte del sovrano Tilokaraj che il Regno di Lanna iniziò il suo declino. I birmani lo invasero nel 1558 e occuparono Chiang Mai per i due secoli successivi, fino a quando la popolazione della città si ribellò alla dominazione e proclamò la propria indipendenza.

Quando nel 1767 il regno di Ayutthaya cadde in mani birmane, la popolazione di Chiang Mai venne deportata e la città rimase disabitata per 15 anni. Durante quelli anni fu Lampang a divenire capitale del Regno di Lanna. Chiang Mai divenne parte del Siam nel 1774 quando il re siamese Taksin la riconquistò dai birmani. Oggi Chiang Mai è la seconda città per importanza della Thailandia dopo Bangkok.

Come raggiungere la città

Normalmente la Thailandia viene raggiunta dall’Europa con voli che atterrano a Bangkok e dalla capitale hai varie opzioni per andare a Chiang Mai:

Aereo

Chiang Mai dispone di un aeroporto internazionale distante dal centro cittadino solo 6 km. Molte sono le compagnie aeree low cost che fanno scalo in questo aeroporto e collegano il nord della Thailandia con le località poste a sud quali: Bangkok, Phuket e Krabi. Ma dall’aeroporto di Chiang Mai partono anche voli che collegano il nord del regno con alcune città del sud est asiatico quali: Kuala Lumpur, Hanoi e Taipei.

Bus

Da Bangkok partono dal terminal di Mo Chit gli autobus che in circa 10 ore raggiungono Chiang Mai. Il Mo Chit Bus Terminal si trova a nord del centro di Bangkok sulla Kamphaeng Phet 2 Road. Si tratta del terminal autobus più trafficato della città e dal centro di Bangkok lo puoi raggiungere con autobus urbani, con taxi, con lo Skytrain BTS e la metropolitana MRT.

Auto

Per raggiungere Chiang Mai autonomamente con un’auto da Bangkok basta immettersi nell’autostrada per Nakhon Sawan e successivamente in quella per Lampang. Il percorso totale è di 696 chilometri.

Treno

Bangkok e Chiang Mai sono collegate dalla ferrovia, ma il viaggio, solitamente notturno, necessita di almeno 11 ore. Nonostante il lungo tragitto sembra che siano molte le persone che scelgono questo mezzo di trasporto e se decidi di optare per il treno, ti consiglio di prenotare con anticipo una cuccetta in prima classe. La stazione ferroviaria Hua Lamphong di Bangkok è posta nel cuore della città, esattamente nel quartiere di Chinatown su Rama IV Road.

traffico chiang mai thailandia

Spostarsi a Chiang Mai

Dall’aeroporto al centro è un viaggio di soli 6 km e puoi utilizzare un taxi, un minibus condiviso o i bus delle linee rossa, gialla e verde, che partono dall’aeroporto e arrivano al centro città. Io ho prenotato il mio taxi prima di giungere a Chiang Mai e l’autista mi aspettava al mio arrivo. Ma anche gli hotel possono organizzarti questo spostamento.

I bus sono a disposizione nello storico centro cittadino tramite le linee rossa e gialla. Ci sono tre terminal degli autobus a Chiang Mai:

  • Terminal di Chiang Mai 1 o stazione degli autobus di Chang Phueak. Qui trovi solo van e songthaew (caratteristici minibus colorati) e la stazione si trova vicina al fossato della città vecchia. Viene utilizzata per i trasporti pubblici che operano localmente nella città di Chiang Mai e nei distretti limitrofi.
  • Il Terminal degli autobus di Chiang Mai Arcade ha 2 terminal affiancati e viene utilizzato per autobus espressi a lunga percorrenza da e per Chiang Mai. La stazione si trova a circa 3 km a est dalle mura cittadine.
Dormire a Chiang Mai

La città vecchia è a mio parere la zona migliore in cui dormire a Chiang Mai perché spostarsi nel centro storico racchiuso nelle mura è fattibile affidandosi ai propri piedi. Non è difficile raggiungere i vari punti di interesse visualizzando anche tutto ciò che la città può offrirti in termini di divertimento. Dormire nel centro storico è comodo anche se decidi di noleggiare un’auto dato che non avrai difficoltà a trovare un parcheggio. Il traffico è sostenuto al di fuori delle mura mentre all'interno sono in prevalenza gli scooter ed i tuk tuk ad occupare le corsie. Io ho soggiornato al Wannamas Boutique House, una piccola ma particolare guesthouse vicinissima al Wat Phra Singh. Se durante le tue camminate il caldo ti infastidisce, ecco che ci sono una marea di tuk tuk a tua disposizione per girare il centro cittadino, un mezzo di trasporto divertente che oltretutto è comodo per le escursioni nelle aree limitrofe.

chiang mai thailandia mappa bus

Cosa vedere a Chiang Mai

Chiang Mai e la sua provincia, annovera una moltitudine di itinerari e punti d’interesse che riescono ad affascinare chiunque metta piede sul suolo thailandese. Dagli antichi templi risalenti al Regno di Lanna, a villaggi tribali dei gruppi etnici minoritari. Dai parchi nazionali dalla natura rigogliosa, a rinomati mercati dell’artigianato locale.

Tramite la Porta di Tha Phae, il principale ingresso nelle mura fortificate, entri nel centro storico della città che ospita molte attrazioni storiche e culturali. La parte est di Chiang Mai, quella più vicina alla sponda del fiume Ping, è ricca di negozi, alloggi e mercati tradizionali. La parte ovest invece ospita, oltre a numerosi bazar, i templi principali e alloggi caratterizzati da un’atmosfera tranquilla e rilassata.

Nella provincia di Chiang Mai si trovano i parchi nazionali e i santuari degli elefanti dove montagne e rigogliose foreste tropicali, ti permettono anche di fare trekking o attività acquatiche quali il rafting.

Ecco cosa vedere a Chiang Mai Thailandia:

porte decorate chiang mai thailandia

I templi principali di Chiang Mai

Se pensi che gli antichi templi del Regno di Lanna abbiano qualcosa da invidiare ai famosi wat di Bangkok, sappi da subito che ti sbagli. Il nord della Thailandia annovera alcuni dei più maestosi templi buddisti che il regno abbia. L’importanza degli straordinari complessi religiosi di Chiang Mai può anche essere semplicemente riassunta nel fatto che uno di questi tempi, il Wat Chedi Luang, ha ospitato per alcuni anni l’immagine più sacra del Buddha, il Buddha di Smeraldo. Quali sono i templi da visitare a Chiang Mai?

  • Wat Phra Singh
  • Wat Chedi Luang
  • Wat Chiang Man
  • Wat Sri Suphan (Tempio d’Argento)
  • Wat Lok Moli
  • Wat Inthakhin

Per conoscere nel dettaglio l’architettura e cosa vedere nei complessi di questi strepitosi templi, ti invito ad andare a questo link ⇒ I templi di Chiang Mai da visitare nel centro storico

chiang mai thailandia templi buddisti

Musei del centro storico

Poco lontano dalla centrale piazza dove è posto il Monumento ai Tre Re, sorgono alcuni edifici che ospitano musei che espongono opere che ripercorrono la storia e la cultura di Chiang Mai.

Il Chiang Mai City Arts & Cultural Center venne fondato nel 2002 ed è ospitato in un palazzo costruito nel 1924 che al tempo conteneva una sala reale. Espone in 15 sale le collezioni che spiegano le usanze locali ed esposizioni d’arte contemporanee. Proprio accanto ecco il Chiang Mai Historical Center che racconta il passato della città dalla sua origine fino ai giorni nostri, tramite esposizioni sulla fondazione della capitale, l'occupazione birmana e l'era moderna del commercio e dell'unificazione con Bangkok. Al piano inferiore si trova uno scavo archeologico di un antico muro.

Infine, di fronte alla piazza dei Tre Re sorge il Lanna Folklife Museum che illustra lo stile di vita del popolo Lanna e l'arte buddista tramite gli strumenti utilizzati nei rituali, l'architettura, le tradizioni, le pitture murali, l’artigianato e la vita quotidiana del popolo di questo storico regno.

city arts e cultural center chiang mai thailandia

Artigianato locale

Chiang Mai può essere considerata la patria dell’artigianato thailandese, un’attività che riesce a sfamare moltissime famiglie. Argento, seta, bambù, carta e legno sono alcune delle materie utilizzate per realizzare prodotti magnifici. Al di fuori delle mura cittadine, ci sono varie aree che ospitano laboratori con annessi bazar dove ti viene proposto non solo il prodotto finale ma anche l’osservazione degli artigiani direttamente all’opera.

Quali sono i prodotti artigianali caratteristici di Chiang Mai?

Gli ombrelli

La produzione di ombrelli decorati in seta, in cotone o in carta di gelso, è una delle tradizioni artigiane più in uso a Chiang Mai. Gli ombrelli in Thailandia rappresentano un importante simbolo di regalità. Se hai modo di vedere antiche fotografie noterai che i sovrani siedono sul trono sotto grandi ombrelli, mentre nel buddismo questo oggetto rappresenta la protezione dalla sofferenza e del male.

Si narra che, dopo un viaggio in Birmania, un monaco thailandese aveva imparato l’arte di costruire ombrelli con la corteccia di gelso. Fu così che insegnò alle genti del suo villaggio di Bor Sang come realizzarli. Con il passare del tempo gli artigiani impararono anche a decorarli con colori vivaci e bellissimi disegni e gli ombrelli fatti a mano di Bor Sang divennero famosi in tutta la Thailandia.

Il manico e la raggiera di questi oggetti sono prodotti tagliando a mano con un coltellino il bambù. La tradizione vuole che la copertura sia fatta con “sa-paper”, ovvero, la carta di gelso che viene ricavata dalla corteccia dei numerosi alberi di cui il nord è ricco e che subisce tradizionali tecniche di macerazione per essere trasformata. Oggi per ricoprire questi ombrelli viene anche usata normale carta o seta o tela.

La seta

I laboratori che realizzano prodotti in seta sono molti a Chiang Mai Thailandia. La seta prodotta e molto resistente e colorata e dà vita a splendidi indumenti. Al Thai Silk Village è possibile seguire l’intero processo di lavorazione tradizionale, dal bozzolo al tessuto finale, tramite il metodo di tessitura tipico del nord della Thailandia. Il procedimento fatto a mano richiede settimane per essere realizzato e quello che si ottiene è una seta morbida e leggera e adatta non solo per gli indumenti ma anche per realizzare tendaggi e fodere varie.

Si dice che l’origine della produzione della seta in Thailandia risalga al XIV secolo, durante il periodo Sukhothai. Al tempo simboleggiava prestigio e veniva prodotta per realizzare gli abiti della famiglia reale e degli aristocratici. Fu il re Rama IV che avviò l’intero paese verso l’industria serica, incoraggiandone lo sviluppo artigianale a livello nazionale.

Il legno

L’abilità degli artigiani thailandesi nel lavorare il legno è nota e Chiang Mai ha una lunga tradizione di intaglio del legno che dà vita a splendidi oggetti di ogni genere. Una volta per realizzare questi prodotti veniva usato solo il teak thailandese, oggi invece vengono utilizzati anche altri legni duri. A pochi chilometri a sud di Chiang Mai trovi il Baan Tawai Handicraft Village, una comunità che opera la tradizionale lavorazione del legno. Quello che ne deriva sono mobili in legno finemente intagliati e incredibili sculture decorative.

chiang mai thailandia thai silk village

laboratori di seta chiang mai thailandia

Le lacche

Tra i prodotti artigianalmente legati a Chiang Mai ci sono le lacche thailandesi che rivestono e rendono un oggetto più elegante. Gli alberi che producono lacca in Thailandia sono chiamati Thitsi e contengono una sostanza chiamata "thitsiol". In alcuni laboratori puoi assistere alla laccatura degli oggetti e alle successive fasi di fissaggio e incollaggio dei materiali coloranti che danno vita a splendide opere in legno magistralmente decorate: residui di gusci d'uovo, pezzi di madreperla, oro e argento.

Ceramiche

Il vasellame occupa un posto primario tra i prodotti artigianali creati nella provincia di Chiang Mai. La ceramica Benjarong rappresenta un’altra delle arti tradizionali thailandesi tramandata di generazione in generazione. Nei tempi antichi, gli articoli Benjarong erano realizzati esclusivamente per la classe superiore. Oggi il termine "Benjarong" si riferisce alle ceramiche dipinte con cinque colori ma in origine, erano solo tre i colori. In seguito, questo stile si è evoluto incorporando bianco, giallo, nero, rosso e verde. Durante il regno di Re Rama II si sviluppò in Thailandia la porcellana laccata in oro la cui tecnica di smaltatura e simile a quella Benjarong ma presenta motivi dipinti in oro.

Nei vari laboratori di Chiang Mai puoi anche trovare la ceramica Céladon che è un’antica varietà di porcellana con un rivestimento vetroso di colore verde o grigio-blu, introdotta in Thailandia dalla Cina che la produceva già da 2000 anni. Questa particolare colorazione deriva dall’ossido di ferro che si sviluppa grazie alla cottura di tipo ossidante. Diverse fornaci a Chiang Mai utilizzano quest’arte, per creare splendidi oggetti dalle forme eleganti.

Argento e giada

Nell’artigianato locale di Chiang Mai, ci sono anche i prodotti in argento e in giada. Ciotole, tazze, piatti e molti gioielli sono alcuni dei prodotti realizzati. La giada morbida viene soprattutto utilizzata per realizzare statue di Buddha e bacchette per mangiare, mentre la giada dura, più bella e semitrasparente, viene utilizzata per realizzare gioielli che sembra siano di buon auspicio per la salute.

chiang mai thailandia decorazione degli oggetti

artigiani all'opera chiang mai thailandia

Night Bazaar e Warorot Market 

Cosa c’è di meglio che visitare un mercato locale per capire la cultura di una popolazione? A Chiang Mai trovi due importanti mercati, il Night Bazaar e l’Warorot Market. Il primo si tiene nella parte orientale della città a poca distanza dalla riva del fiume Ping e si tratta di un enorme mercato allestito solo alla sera. Il secondo sempre nella parte est della città e vicinissimo al fiume, è uno dei mercati più antichi di Chiang Mai e si trova nel quartiere cinese. Warorot Market è quasi tutto al coperto e si sviluppa su due piani.

Purtroppo, a causa delle inondazioni e i conseguenti disastri che hanno interessato Chiang Mai qualche giorno prima del mio arrivo, entrambi i mercati erano chiusi e la popolazione era solamente e giustamente indaffarata a ripulire abitazioni, strade e negozi dalla grande quantità di fango che si era accumulata. Quello che mi è stato detto circa i mercati racconta di un’infinità di bancarelle di artigianato locale che espongono praticamente di tutto, dal cibo tradizionale agli abiti, dai gioielli alle stoffe e accessori, oltre a prodotti provenienti dal nord della Thailandia e dai paesi limitrofi, in particolare quelli delle tribù delle montagne.

chiang mai thailandia strada

Parco Nazionale di Doi Inthanon e Parco Nazionale di Doi Suthep-Pui

Prendersi più giorni per soggiornare a Chiang Mai significa avere il tempo per visitare i suoi parchi nazionali. Il Parco Nazionale di Doi Inthanon è il più visitato dato che dista meno di 100 km dalla città. Qui si trova la vetta più alta della Thailandia, il Doi Inthanon che raggiunge i 2565 metri. Il Parco Nazionale di Doi Inthanon comprende immense foreste che sono la casa di oltre 500 specie diverse di uccelli. Con un trekking nella natura potrai immergerti in splendidi panorami ricchi di cascate e villaggi rurali.

Sulle montagne che sovrastano a ovest Chiang Mai si trova il Parco Nazionale di Doi Suthep-Pui che regala non solo percorsi di trekking di varia difficoltà ma anche splendide cascate e qualche tempio come il Wat Phra That Doi Kham e il Wat Pha Lat. Il primo, accessibile attraverso una scalinata di ben 309 scalini, ospita un’imponente ed alta statua del Buddha e un dorato chedi contenente la preziosa reliquia. Il secondo, raggiungibile da Chiang Mai anche tramite un sentiero escursionistico, è attorniato da una fitta giungla ed è stato realizzato interamente in legno e pietra.

foreste chiang mai thailandia

Centri di recupero elefanti

A Chiang Mai ti capiterà di trovare agenzie che offrono escursioni con gli elefanti. Per organizzare queste escursioni in sella non si pensa al benessere di questi maestosi animali. Dal mio punto di vista questa è un’attività assolutamente contro natura per un elefante, che libero di scegliere non permetterebbe mai a un essere umano di salire sul proprio dorso. Inoltre, per addestrarli vengono incatenati.

L’elefante è il simbolo del paese e viene considerato sacro nella cultura e nelle tradizioni. Per la religione buddista, l'elefante è associato a Buddha che raccontava che fu un elefante bianco a fecondare sua madre. Come è possibile che un animale ritenuto sacro debba sopportare catene e maltrattamenti? Certo, in antichità era ritenuto il più forte animale da soma e in Thailandia erano cavalcati dai re e utilizzati anche in battaglia. Ma oggi trovo assurdo utilizzare e obbligare questi giganti della foresta ad una forzatura per rendere divertente una giornata all’essere umano.

Non cavalcarli ma visitali nei centri per il recupero

Se proprio vuoi passare una giornata con questi grandi esemplari la cosa migliore da fare è quella di recarsi nei centri per il recupero degli elefanti. A Chiang Mai ci sono parecchie associazioni che si occupano di salvare gli elefanti che sono stati vittime di maltrattamenti. Alcune aree forestali attorno alla città hanno subito un disboscamento per ospitare gli elefanti liberi che ora trascorrono le loro giornate vagando nella giungla alla ricerca di vegetazione autoctona e rinfrescandosi nel fiume.

Mi è alquanto dispiaciuto non poter vistare uno di questi centri ma nei giorni in cui mi trovavo a Chiang Mai erano chiusi a causa dei danni provocati dagli allagamenti provocati dai tifoni che avevano interessato la zona.

I famosi templi di Chiang Rai

Durante il tuo viaggio a Chiang Mai Thailandia hai la possibilità di organizzare una visita agli splendidi e famosissimi templi di Chiang Rai. Circa 180 km separano le due città, un percorso che può essere affrontato in circa 3 ore. Fondata nel 1262 dal Re Mengrai fu la capitale del Regno di Lanna fin quando non venne usurpata da Chiang Mai. Avere più giorni a disposizione sarebbe l’ideale per visitare Chiang Rai perché la città ha una lunga storia e molto da offrire. Tuttavia, con una gita di un giorno puoi visitare alcuni dei famosi edifici. Wat Rong Khun, meglio conosciuto come “il Tempo Bianco” ti dice niente? Oppure il Wat Rong Suea Ten conosciuto come “il Tempio Blu”?

Ti racconto dei famosi templi di Chiang Rai a questo link ⇒ Chiang Rai: escursione alla scoperta dei suoi templi

tempio bianco di chiang rai

La cittadina più ospitale del regno

3 giorni non sono sufficienti per visitare tutto quello che Chiang Mai Thailandia ha da offrire, ma soprattutto non sono sufficienti per godere dell’ospitalità di questo popolo, che nel nord appare molto cortese e disponibile, proprio come vuole la tradizione, rispetto a Bangkok o al sud della Thailandia. Ti posso garantire che affacciarsi e immergersi tra la popolazione di Chiang Mai significa respirare una tranquillità e un profumo di accettazione che difficilmente scorderai.

Per il popolo di Chiang Mai è assurdo fare scenate o perdere le staffe e litigare perché solo con la calma si può arrivare a qualche conclusione. Inoltre, significherebbe perdere la propria dignità. I sorrisi e i toni di voce pacati sono una costante della popolazione di Chiang Mai dove, rispetto, umiltà e senso dell’umorismo sono il collante per ogni forma di collaborazione. Insomma, una popolazione nel nord della Thailandia tollerante e pacifica, che ha fatto della gentilezza uno dei tratti distintivi e che ti rimarrà sicuramente nel cuore.

Il Re, la Nazione e la Religione. Per i thailandesi, questi tre elementi rendono speciale la Thailandia rispetto ad altre nazioni. Ma anche essere generoso e caritatevole verso gli altri, essere grato per ciò che altri hanno fatto e mostrare rispetto per gli anziani fanno parte del “thainess”, ovvero “l’identità thailandese”.

Chillax Resort: un hotel da scegliere nel centro vecchio di Bangkok

chillax resort bangkok tripinworld

In quale hotel soggiornare a Bangkok? Io ho scelto il Chillax Resort

Considerando la vasta proposta di alloggi, già ti immagino mentre impazzisci nello scegliere un hotel dove soggiornare durante il tuo viaggio a Bangkok. Perché dopo una serie infinita di ricerche, ho optato per il Chillax Resort?

Innanzitutto, è indispensabile capire come vuoi sfruttare i tuoi giorni nella capitale della Thailandia, in modo da essere vicino ai luoghi che più ti appassionano. Il quartiere meglio tenuto, più consigliabile e con gli hotel migliori è quello di Silom, ovvero il quartiere degli affari di giorno ma anche di una vivace vita durante la notte. Se quello che stai cercando è un hotel lussuoso, di ultima generazione e immerso tra vari grattacieli, è questa la zona dove ti consiglio di prenotare.

Tuttavia, se come me vuoi essere nella parte più antica di Bangkok e a 2 passi da Khaosan road, in un’area che di giorno ti permette di raggiungere molti dei migliori templi della città e la sera ti immette su vie stracolme di locali e bazar, ti consiglio di scegliere il Chillax Resort.

Un hotel di charme

Il Chillax Resort a Bangkok è posto lungo un canale nel quartiere di Phra Nakhon e vicino a numerose attrazioni turistiche. Si tratta di un piccolo e lussuoso resort che offre servizi e comfort di prima qualità nella città vecchia di Bangkok. Molto apprezzato tra gli alloggi di lusso ha anche vinto il premio World Luxury Hotels Grant nel 2014 e nel 2015.

Ho apprezzato molto le coccole che i servizi di questo hotel trasmettono, permettendomi di riposare tranquilla in un ambiente moderno che contrastava con l’aspetto storico del quartiere nel quale sorge.

Ti racconto come mi sono trovata al Chillax Resort a Bangkok…

hall chillax resort

Il quartiere di Phra Nakhon

Dormire nel quartiere di Phra Nakhon, l‘area storica di Bangkok e forse la più autentica, significa essere vicino alle principali attrazioni storiche, (Palazzo Reale, Wat Pho ecc). Si tratta di un quartiere esteso e fiancheggiato dal grande fiume Chao Phraya. Nella parte settentrionale di Phra Nakhon trovi Khao San road e il Chillax Resort.

Durante la giornata questo quartiere, fatto di piccole viuzze caratteristiche sulle quali affacciano un numero incredibile di shop, locali e negozi di massaggi, è tranquillo mentre la sera si accendono le luci di Khao San road trasformandolo con le molteplici bancarelle ai lati della strada e i numerosissimi locali che propongono musica dal vivo. Quest’area di Bangkok è una delle zone della città più conosciute e per quanto riguarda gli alloggi, trovi alcuni meritevoli hotel e molti ostelli decisamente a basso costo. Io, che non amo gli ostelli e preferisco la comodità di una stanza privata e dotata di comfort, ho trovato nel Chillax Resort il luogo perfetto per riposare senza subire il trambusto.

L’unico svantaggio di questa zona è che lo Skytrain non la raggiunge e per spostarti in aree più lontane devi necessariamente utilizzare un taxi o il tuk tuk.

viuzze di negozi vicino chillax resort

Com’è strutturato il Chillax Resort?

Ritengo che il Chillax Resort offra le migliori condizioni per rilassarti e sfruttare al meglio la tua vacanza nella capitale della Thailandia. La hall, allestita con mobili dal design in stile coloniale, ti accoglie ed è lo specchio di questo lussuoso hotel. Entrando capisci immediatamente l’accuratezza con cui viene organizzato e tenuto.

  • Il Ristorante Pranakhon è specializzato sia nella cucina thailandese che occidentale. Tutti i piatti sono preparati con ingredienti di buona qualità. Qui viene anche allestito il ricco buffet mattutino, ricco soprattutto di pietanze salate ma con qualche proposta dolce che può soddisfare anche un cliente italiano.
  • Le particolari camere ben dotate di ogni comfort, sono tutte per non fumatori, ma hanno un piccolo balconcino esterno dove poter fumare una sigaretta senza per forza dover scendere nella hall. Chi come me fuma, capisce quanto questo sia prezioso.
  • Una piccola SPA si trova all’ultimo piano dello stabile, ma non sono in grado di darti informazioni circa il servizio, in quanto nei giorni del mio soggiorno era chiusa per lavori.
  • La vera chicca del Chillax Resort è la piscina a sfioro posta su una romantica terrazza all’ultimo piano. Con il bar annesso, è il luogo perfetto per rilassarsi dopo una giornata estenuante e stancante nella “città degli angeli” oltre ad essere un luogo emozionante per trascorrere una giornata di sole o per godersi un tramonto ammirando parte della città vecchia di Bangkok.

Mi sono molto piaciuti anche alcuni piccoli angoli esterni, posti tra i due fabbricati che compongono l’hotel, ovvero piccoli corridoi aperti e allestiti come giardini, con tavoli e sedie, fontane e numerose piante tropicali.

chillax resort ristorante

spazi aperti chillax resort a bangkok

La mia camera

Per il mio soggiorno ho scelto una camera Deluxe, caratterizzata da un mix di stile moderno e coloniale, allo stesso tempo chic e romantica.

Le comode dimensioni della stanza ospitano un letto king size, un armadio, una grande postazione desk, un angolo soggiorno e un confortevole ed un elegante bagno con doccia e vasca idromassaggio. L’oggettistica ricercata e lo stile del mobilio con cui è arredata la camera, ti fa respirare un particolare fascino arabeggiante che unito ai servizi (accappatoio, ciabatte da camera, prodotti da bagno, caffè, te e acqua sempre a disposizione) ti coccola. L’insonorizzazione ti permette di dormire sonni tranquilli e l’area in cui è posto l’hotel (nonostante sia a pochi passi da Khao San road) è decisamente tranquilla, senza schiamazzi vari.

Mi è capitato più volte di richiedere un servizio in camera e ho appurato che il personale è decisamente tempestivo. Anche la pulizia è impeccabile, al punto che ogni giorno venivano cambiati i teli da bagno.

Il bagno potrebbe essere un problema per qualcuno dato che è a vista. La grande vasca idromassaggio separa il letto dai sanitari e dalla doccia, ma praticamente si vede tutto. Personalmente non l’ho trovato un problema, ma io viaggio sola e immagino che per qualche coppia possa essere imbarazzante.

camera chillax resort a bangkok

chillax resort bagno

Quali servizi offre questo resort?

Più che un resort a mio parere si tratta di un maestoso hotel dotato di molte delle infrastrutture che possono rendere il tuo soggiorno piacevole. Del resto, trovare un resort vero e proprio nel centro storico di Bangkok mi sembrerebbe quasi impossibile. Cominciando dalla disponibilità e la gentilezza del personale, ecco cosa offre il Chillax Resort a Bangkok:

  • Di questi tempi il servizio più indispensabile di un hotel è il wi-fi. Soggiornare in un alloggio con una scarsa copertura internet non è concepibile, sia che si tratti di un viaggio di lavoro che di piacere. Bene, al Chillax Resort la connessione internet e gratuita, ottima e veloce.
  • Hai necessità del trasferimento dall’aeroporto? Nessun problema, l’hotel può organizzarlo con costi nella norma.
  • Non ho provato il centro fitness dell’hotel, ma sappi che per mantenerti in forma durante la tua vacanza, oltre alla romantica piscina, trovi uno spazio dedicato.
  • Nella hall è posto anche un banco escursioni, con il quale puoi organizzare ogni tuo spostamento per visitare Bangkok o le attrazioni che si trovano al di fuori della capitale. A questo riguardo ti consiglio di prenderti del tempo per visitare Ayatthuya, l’antica capitale del Siam posta a circa 80 km da Bangkok.
  • Il servizio in camera è perfetto e gestito da personale estremamente cortese.
  • La posizione dell’hotel è perfetta. Se non vuoi cenare nel ristorante e non vuoi andare in Khao San road, nelle viuzze che lo attorniano ci sono tanti ristorantini, un super market 24h e alcuni uffici di cambio. Insomma, alla sera basta fare due passi per trovare un posto dove mangiare.

chillax resort a bangkok

Perché scegliere il Chillax Resort a Bangkok

Pro:

  • È un tranquillo rifugio di pace, circondato dalle viuzze della vecchia e rumoreggiante Bangkok piena di localini, shop e bancarelle.
  • L’area di Phra Nakhon ti immette nella più autentica atmosfera della città, con i suoi pro e contro.
  • Essere a poco più di un km dal Palazzo Reale e dai templi più importanti ti evita di utilizzare sempre taxi o mezzi pubblici attraversando un traffico sostenuto. Inoltre, a breve distanza scorre il fiume Chao Phraya, con la sua panoramica veduta.
  • Avere una piscina sul tetto a disposizione è, sia durante il giorno che a fine giornata, un comodo surplus.
  • Camere adeguatamente grandi e letti comodi sono indispensabili per un adeguato riposo.
  • La colazione a buffet è varia e di qualità.
  • Lo stile, il comfort, la pulizia ed i servizi sono ottimi, considerando anche l’eccellente rapporto qualità-prezzo.

Contro:

  • Per spostarsi la sera verso Chinatown o i roof-bar del quartiere Silom necessiti necessariamente di taxi o tuk tuk, in quanto nella zona non vi è rete metropolitana.

chillax resort particolari

Consiglio il Chillax Resort a Bangkok?

A parte i meravigliosi templi, alcuni suggestivi angoli e il tempo trascorso in hotel, non ho amato particolarmente Bangkok. Ritengo che ci siano capitali meglio tenute e più affascinanti in Asia da rivisitare ma soprattutto, non ho trovato tra la popolazione quella particolare predisposizione al sorriso e all’apertura verso il prossimo, atteggiamenti tipici della cultura thailandese. Una cultura ancora viva in città quali Chiang Mai, che ti rimane nel cuore.

Non so se soggiornerò ancora a Bangkok ma, se dovessi tornarci e decidessi di stare nella parte vecchia della città, sicuramente sceglierei nuovamente il Chillax Resort.

Ayutthaya: alla scoperta dell'antica capitale del Siam

ayutthaya antica capitale del siam tripinworld

Uno dei gioielli della Thailandia è sicuramente Ayutthaya

A mio parere Ayutthaya (in thailandese Phra Nakhon Si Ayutthaya) è uno dei più bei gioielli della Thailandia. Fu capitale dell’omonimo regno tra il 1351 e il 1767 e sembra che a quel tempo la città fosse impreziosita da 600 meravigliosi templi. Sarà che amo le rovine antiche, sarà che questi templi riescono a creare un’atmosfera particolare, sarà che Ayutthaya, antica capitale del Regno del Siam dal XIV al XVIII secolo, ha un passato glorioso e durante la sua maestosa epoca ospitava un numero infinito di templi splendidamente decorati, ma è indubbiamente un luogo da visitare durante il tuo viaggio a Bangkok.

Ayutthaya evoca le testimonianze di una religione millenaria e ti porta a conoscere l'antico Regno del Siam che, prima dell’invasione birmana del 1767 che la distrusse, era una delle più grandi e ricche città dell'oriente caratterizzata da intensi rapporti commerciali con le principali potenze economiche di quell’epoca.

Strategicamente eretta su un'isola circondata da tre fiumi che collegavano la città al mare, divenne un importante punto di collegamento tra Oriente e Occidente, dalla corte francese a quella indiana, giapponese e cinese.

Il sito archeologico di Ayutthaya

Oggi, a testimonianza dello splendore che Ayutthaya conobbe, restano molti templi che, se pur in parte rovinati dall’invasione birmana, sono lo specchio di quello che Ayutthaya ha rappresentato e portano alla luce alcune delle più importanti rovine buddiste e induiste del Paese. Visitare il sito archeologico compreso tra i fiumi Chao Phraya, Pa Sak e Lopburi, è assolutamente da fare considerando anche che questa area, nel 1991, è stata inserita fra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Ti porto a conoscere Ayutthaya, l’antica capitale del Siam…

ayutthaya statue del buddha

Dove si trova Ayutthaya?

Ayutthaya è posta in una zona pianeggiante nella valle del fiume Chao Phraya (la principale via di comunicazione fluviale della nazione) a circa 80 km a nord di Bangkok. In quest’area la confluenza dei fiumi Chao Phraya, che scorre a ovest, Pa Sak che scorre a sud, e Lopburi che confluisce a est nel Pa Sak, formano una specie di isola al tempo circondata da un muro di circa 12 km. Oggi di quella muraglia rimangono i resti a tratti visibili.

Perché ci sono tanti templi ad Ayutthaya?

Nel buddismo Theravada è l’acquisizione di merito religioso che fa diventare grande un re. Quindi costruendo templi il re acquisiva regalità e legittimità durante la sua vita ed era considerato altamente meritorio perché mostrava riverenza per il suo predecessore commemorandolo. Nel primo periodo del regno di Ayutthaya, era usanza fondare un monastero sulla pira funebre reale, erigere un chedi per il defunto e deporre oggetti di valore nelle cripte.

ayutthaya fiumi e canali

La storia di Ayutthaya

L’antica Thailandia, conosciuta come Siam, ha avuto dal 1351 al 1767 Ayutthaya come capitale. Come divenne capitale per più di 400 anni? Capitò che nel 1351 una forte epidemia nella città di Lobpuri, costrinse il re di allora ad utilizzare una nuova città, fondata nel 1347 da Phra Uthang, nel punto di affluenza di 3 fiumi (Chao Phraya, Lopburi e Pa Sak). La nuova città divenne capitale del regno di Ayutthaya, il secondo Stato costituito dal popolo thailandese dopo quello di Sukhothai, nato durante il secolo precedente.

Grazie alla posizione strategica tra i fiumi che la proteggevano e la vicinanza al Golfo del Siam che le permisero di avviare ricchi traffici commerciali con la Cina ed i Paesi Arabi, divenne il centro più importante della regione, al punto che riuscì a ridimensionare l’impero Khmer, che fino ad allora era stato il più importante del Sud-est asiatico.

Nel XVI secolo con l’arrivo dei primi portoghesi il regno di Ayutthaya riuscì ad ampliare gli scambi commerciali e divenire sempre più potente allacciando floridi rapporti commerciali con India, Persia, Giappone e Olanda. Riuscì anche a difendersi dalla prima invasione della dinastia di Toungoo (Birmania) nel 1549. Numerose furono le lotte con i birmani, che riuscirono a conquistarla per ben 2 volte, nel 1564 e nel 1569, e infine a distruggerla nel 1767.

Le dinastie di Ayutthaya

Tra le dinastie che si susseguirono, fu quella di Narai, dal 1656 e il 1688, che dette il maggior splendore ad Ayutthaya. Durante questo regno, infatti, vennero sviluppati gli scambi commerciali e diplomatici con l’Occidente, soprattutto con Gran Bretagna, Persia e Francia. Narai ospitò scrittori e poeti e proprio durante il suo regno comparvero le prime ambasciate siamesi in Europa. Grazie al florido periodo che visse, le decorazioni dei templi di Ayutthaya vennero maggiormente realizzate con l’oro che si mischiava a pietre preziose.

Quando il re Narai nel 1688 morì, il trono venne usurpato da Phetracha, che attuò una netta inversione di rotta, allontanando dal Siam tutti gli stranieri creando interruzioni agli scambi commerciali con i Paesi occidentali ma aumentandone quelli con la Cina.

Tra il 1732 e il 1858 fu il regno di Borommakot a governare il Siam e questo fu anche l’ultimo periodo dorato di Ayutthaya. In quegli floridi anni che fecero rifiorire l’economia del regno, vennero anche costruiti enormi templi buddisti. Tanto ben di Dio non poteva che far gola ai birmani che, sotto la dinastia Konbaung, nel 1760 invasero il Siam e assediarono la capitale. Ayutthaya riuscì a resistere ma dovette capitolare nel secondo assedio del 1767. Venne quindi depredata e saccheggiata dagli invasori, interi edifici vennero incendiati e distrutti e Ayutthaya divenne una città fantasma invasa dalla giungla.

L’orgoglio del popolo thailandese, tuttavia, non si arrese a questa grande sconfitta e nel 1782 si ribellò ai birmani e li scacciò, creando l’odierna Thailandia con l’incoronazione di Rama I della dinastia Chakri. La nuova capitale divenne Bangkok e venne edificata seguendo inizialmente le caratteristiche architettoniche principali che avevano caratterizzato Ayutthaya.

ayutthaya statue e chedi

Quali sono i templi da visitare nell’antica capitale del Siam?

L’attuale città di Ayutthaya conta più di 200 templi, che ogni giorno vengono visitati da numerosi turisti che provengono da ogni parte del mondo. Tra questo numero incredibili di edifici di culto spiccano quelli in stile Sukhothai e Khmer, che appartenevano all’antica capitale. La città era arroccata all'interno dell’isola ottenuta scavando canali artificiali che univano le acque dei fiumi Chao Phraya, Pa Sak e Lopburi, oltre a quelli che si trovano nel Parco Storico di Ayutthaya, un’area di 170 ettari dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel 1991.

Ritrovamenti di monili e gioielli e i maestosi palazzi e templi che sono all’interno del parco storico, mostrano quanto fosse ricca e prospera l’antica Ayutthaya e mettono in evidenza la creatività della civiltà siamese e l’abilità di rielaborare le tante influenze culturali straniere con cui entrarono in contatto durante i secoli.

Considera che normalmente si raggiunge la città di Ayutthaya tramite tour organizzati di una giornata e chiaramente il tempo a disposizione non ti permette di visitare tutti i templi e le suggestive rovine nella parte occidentale dell’isola. Devi necessariamente optare per una selezione molto ristretta. Puoi invece riuscire a visitarne di più se raggiungi autonomamente Ayutthaya e decidi di passarci qualche giorno.

Camminare fra il rosso delle maestose rovine, il verde della vegetazione e il giallo intenso dei teli che vestono alcune statue del Buddha è un'esperienza molto forte, capace di catturare tutti i sensi. Quali sono alcuni dei templi da visitare?

ayutthaya decorazioni templi

Wat Lokayasutharam, Wat Worachettharam e Wat Wora Pho

Nella parte nord-ovest di Ayutthaya trovi una grande area erbosa all'interno delle mura della città che ospita i resti di 3 templi:

  • Wat Lokayasutharam
  • Wat Worachettharam
  • Wat Wora Pho

Nonostante questo sito archeologico ospiti solo rovine, si intuisce che, sia per le dimensioni del complesso sia per il fatto che si collocava a due passi dall’antico palazzo reale, i templi fossero molto importanti. Non si conosce l’esatta data di costruzione ma si sa che l’intero complesso venne distrutto durante l’invasione birmana del 1767.

Passeggiare per i terreni che ospitano le rovine dei templi, ti porta indietro nel tempo, tra gli affascinanti echi della storia e della spiritualità.

Wat Lokayasutharam

Qualcuno sostiene che la struttura sia risalente ad un periodo precedente il XIV secolo ma, al di là della data precisa della sua costruzione, era sicuramente un tempio importante considerando anche i resti di un fossato che si snodava dal fiume Chao Phraya e girava attorno alla struttura. È rimasto poco di questo splendido tempio ma vale la pena visitarlo innanzitutto per l’enorme statua sopravvissuta del Buddha sdraiato che lo raffigura al momento della sua morte mentre entra nel Nirvana con la testa sostenuta da una mano che poggia su un fiore di loto. Totalmente fatta di mattoni e ricoperta di intonaco, è lunga ben 42 metri e alta 8 metri.

Dietro la statua e al centro di un grande spiazzo erboso contornato solo dai resti delle fondamenta di 3 viharn e dell’ubosot, si erge un grande prang di 30 metri, realizzato in stile Khmer. A nord-ovest della statua eccoti un chedi in stile Lanna un po' difficile da vedere a causa di una fitta vegetazione. È forse una delle rovine più sorprendenti di questo tempio con la sua base ottagonale e lo stucco ancora ben conservato.

ayutthaya wat lokayasutharam statua buddha sdraiato

Wat Worachettharam

Proseguendo ecco che a ovest del Palazzo Reale trovi i resti di questo tempio, forse quello nelle condizioni migliori del complesso, in quanto lascia intravedere qualcosa in più.

Sembra che a costruire il tempio sia stato re Ekathotsarot che lo edificò nel 1605 per commemorare la memoria di suo fratello, re Naresuan, morto in quello stesso anno. Si narra che l’edificio venne costruito sul sito della sua cremazione e si crede che Wat Worachettharam sia il luogo in cui si trovino le ceneri di re Naresuan. Del resto, il nome stesso del tempio (Wat Wora-chet-tharam) è composto da 3 parti: "wora" si riferisce alla regalità, “chet” si traduce come "fratello maggiore", mentre "tharam" è usato per descrivere qualcosa di superlativo.

Wat Worachettharam era costituito da alcuni vihara, un ubosot, il chedi principale ed altri chedi satellite ed il complesso era circondato da un fossato. La parte che più affascina è un grande chedi a forma di campana che rispecchia l’architettura del periodo centrale del regno di Ayutthaya. La guglia contiene circa 25 anelli e la balaustra in pietra che circonda la parte superiore è intatta. Di fronte al chedi sono rimaste le fondamenta di un vihara sulle quali poggia una grande statua del Buddha seduto.

L'ubosot del complesso è posto a nord del vihara, è senza tetto ma ha tutte le sue pareti intatte. Una seconda grande statua del Buddha seduto si trova all'interno dell'edificio.

wat worachettharam ayutthaya statua buddha e chedi

Wat Wora Pho

Proseguendo nell’area del sito archeologico e di fronte al Wat Worachettharam, incontri una grande rovina con uno stupa la cui base è piramidale e senza cima. Non si sa quando sia stato creato, ma originariamente il tempio veniva chiamato Wat Rakhang. L’attuale nome (Wat Wora Pho) lo si deve all'albero della Bodhi del tempio i cui germogli vennero piantati dai monaci di ritorno dallo Sri Lanka per diffondere il buddismo.

Chiaramente di influenza Khmer, il chedi si è eroso dalla punta della sua camera delle reliquie e le scalinate sono collocate in tutte le direzioni cardinali. Attorno ai resti del vihara trovano posto altri diversi piccoli chedi che sono stati realizzati in vari stili. Più a nord ecco le rovine dell'ubosot delineato da diverse pietre che ne segnano i confini. Ospita una grande statua del Buddha in ottime condizioni, con lo stucco bianco completo e una testa coronata. Inoltre, ci sono ancora le tracce del fossato che circondava il tempio, in parte oggi coperto da una strada.

ayutthaya wat wora pho stupa piramidale

Wat Phra Sri Sanphet

Al centro dell’antica area di Ayutthaya si trovava l’antico Palazzo Reale sulle cui fondamenta venne fatto costruire dal re Trailokanat (ottavo re di Ayutthaya) il Wat Phra Si Sanpeth. Si edificò nel 1448 come cappella privata del re Borommaracha II, il quarto sovrano della dinastia di Suphannaphum ed il settimo del regno di Ayutthaya.

È indubbiamente uno dei templi più visitati dell’antica Ayutthaya, in primis per la sua magnificenza ma anche perché il Viharn Luang realizzato nel 1499, costudiva una delle più grandi statue del Buddha in posizione eretta, alta 16 metri e ricoperta d’oro. Il sito è molto vasto e furono i sovrani successivi che si occuparono di edificare altri palazzi e un alto muro di difesa. Era un monastero reale e pertanto nessun monaco poteva risiedervi.

wat phra sri sanphet ayutthaya rovine

Cosa contiene il complesso di Wat Phra Sri Sanphet?

Nel 1776 i birmani distrussero il complesso del Wat Phra Si Sanpeth, ma molte rovine grazie a delle restaurazioni, sono ancora ben conservate e sono uno spettacolo da vedere. La parte più suggestiva è rappresentata da 3 enormi chedi a forma di campana in stile di Sukhothai, posti al centro del complesso, atti a costudire le ceneri dei sovrani. I primi due vennero edificati nel 1492 dal re Ramathibodi II, il decimo sovrano del regno di Ayutthaya, per conservare le ceneri del padre e del fratello maggiore. Il terzo venne invece edificato dal Borommarachathirat IV per ospitare le spoglie del re Ramathibodi II.

I tre chedi erano posti assieme ai mandapa su una piattaforma elevata circondata da una galleria murata che affiancava il vihara reale. Su entrambi i lati della cappella reale erano stati edificati dei vihara minori allineati da nord a sud.

ayutthaya wat phra sri sanphet i tre chedi

Nel complesso trovano spazio anche le rovine di molte altre strutture:
  • Un vihara a forma di croce greca (Prasat Phra Narai) era posto sul lato ovest della piattaforma centrale e venne aggiunto durante il regno del Re Narai
  • Tre mandapa che ospitavano manufatti religiosi dorati ed erano adiacenti a numerosi chedi
  • L'ubosot era situato sul lato sud-orientale della cappella reale e misurava 33 metri per 15 metri
  • Cinque immagini del Buddha dorate e argentate
  • Una delle sale del palazzo, il Chom Thong Palace Hall, che si trova all'interno dell’area del Wat Phra Si Sanphet
  • Il già menzionato Viharn Luang

Quando Ayutthaya venne distrutta e saccheggiata nel 1767 dai birmani, il monastero venne bruciato fino alle fondamenta. Le uniche costruzioni a salvarsi furono i 3 grandi chedi. Persino le immagini del Buddha vennero portate via e fuso l’oro che le ricopriva. Il nucleo di bronzo rimanente della grande statua del Buddha venne portato a Bangkok e custodito a Wat Pho.

Oggi nelle vicinanze del tempio è collocato il Phra Mongkon Bophit , una ricostruzione del XVII secolo del tempio originale che ospita una gigantesca statua dorata del Buddha.

wat phra sri sanphet resti del viharn ayutthaya

Wat Mahathat

Ecco un altro degli antichi templi di Ayutthaya più visitato e famoso. Innanzitutto, il suo nome (Wat Mahathat) significa “reliquia” e l’edificio venne costruito per ospitare i resti del Buddha. La sua fama non è solo dovuta all’atmosfera affascinante che le decine di guglie in mattone che si innalzano tra le rovine riescono a donare, ma anche perché fra i fitti tralci di un secolare albero di bodhi vi è incastonata una scultura della testa del Buddha. La leggenda narra che sotto questo albero il grande maestro stava meditando quando ebbe l’illuminazione.

Wat Mahathat venne eretto in pietra e mattoni nel 1374 dal re Borommaracha I ed era sicuramente uno dei templi più importanti dell’antica Ayutthaya dato che era considerato il centro del buddismo del regno. In antichità il monastero sorgeva sulla riva occidentale di un importante canale oggi trasformato in strada.

Nel complesso architettonicamente in stile Khmer noti immediatamente le possenti colonnate che reggevano le strutture dei viharn allineati all’asse principale di cui purtroppo oggi rimangono solo le rovine. L’architettura Khmer rispecchiava la credenza dei devoti che si spostano dal mondo terreno a quello spirituale camminando su uno dei quattro assi, ognuno dei quali ha un diverso valore astrologico. L'est rappresenta la vita e la potenza sessuale del maschio, l'ovest rappresenta la morte, il nord è di buon auspicio mentre il sud ha un valore neutro.

ayutthaya wat mahathat

Come è composto il complesso?

Varcato l’ingresso posto ad est (come nella stragrande maggioranza dei templi khmer) ecco cosa puoi vedere:

  • Un’enorme stupa di 46 metri di altezza è posta centralmente nel complesso ed era la torre che ospitava le reliquie del Buddha. Era circondata da 8 stupa minori in posizione angolare: 4 in tipico stile Mon erano situate ai vertici del basamento e 4 in stile Khmer erano in posizione intermedia. Questo grande stupa rappresenta il Monte Meru, la montagna sacra e dimora delle principali divinità della mitologia induista. Tutti questi prang erano posti all’interno di una corte delimitata da un porticato decorato con numerose statue del Buddha allineate lungo le mura.
  • Il viharn principale si trovava a est del prang e costudiva una grande statua del Buddha seduto con la mano sinistra appoggiata sul grembo e la mano destra che toccava il suolo. Le mura interne dell’edificio erano decorate con pitture murali raffiguranti scene delle storie del Buddha nelle sue precedenti nascite
  • L'ubosot, realizzato su di un basamento rettangolare, si trovava ad ovest del prang centrale e conteneva l'immagine del Buddha che presiedeva.
  • Come in molti altri grandi siti templari, anche nell’area del Wat Mahathat erano sparse pagode più piccole e viharn minori.
  • La testa del Buddha è posta nella radice dell'albero della bodhi e molti sostengono sia stata messa lì come vittima dell'attacco birmano del 1767 quando la città fu rasa al suolo. La verità è che intorno al 1970 il Wat Mahathat venne restaurato. La testa della statua del Buddha venne provvisoriamente posta ai piedi dell’albero in attesa di essere restaurata ma la rapida crescita di questa pianta ricoprì la testa e la inglobò nelle radici.

wat mahathat ayutthaya testa del buddha

Il tesoro ritrovato

Nel 1956 durante uno scavo, gli operai trovarono nel prang principale un contenitore di pietra. Quando venne aperto ne uscì un piccolo stupa avvolto in una lamina di piombo, ornamenti d'oro e altri oggetti di valore. Il piccolo stupa era in realtà composto da 6 piccoli stupa che, come una matriosca, si racchiudevano uno sull’altro. Il sesto stupa era ricoperto da smeraldi e rubini e la sua base era intarsiata da zaffiri di diversi colori. All’interno di questo prezioso stupa c’erano le reliquie del Buddha oggi conservate al Chao Sam Phraya National Museum di Ayutthaya.

ayutthaya wat mahathat prang centrale

Wat Ratchaburana

Proprio di fronte al Wat Mahathat si trova quest’altra storica area dove venne edificato nel 1424 il complesso del Wat Ratchaburana. Il monastero sorgeva sulla riva occidentale di un importante canale che è stato riempito all'inizio del XX secolo.

Fu il re Borommaracha II a volerlo perché questo fu il luogo dove i suoi maggiori fratelli si uccisero a vicenda in combattimento per la successione al trono. La storia narra che il Re Intharacha (sesto sovrano del regno di Ayutthaya) ebbe tre figli: Chao Ai Phraya, Chao Yi Phraya e Chao Sam Phraya. Quando il padre morì, il primo e il secondo figlio si affrontarono in battaglia per reclamare il trono ma si squarciarono a vicenda le gole morendo. Fu così il terzo figlio (re Borommaracha II) che divenne il nuovo re di Ayutthaya e ordinò due chedi per costudire le ceneri dei fratelli.

Il Wat Ratchaburana è famoso per il suo prang centrale, una torre in stile khmer con decorazioni in stucco e sculture in pietra che lo abbelliscono. Inoltre, non è solo uno dei templi meglio conservati di Ayutthaya, ma qui sono stati ritrovati nella cripta sotterranea numerosi manufatti d'oro e oggetti sacri.

Come si compone il complesso?

L’architettura Khmer del Wat Ratchaburana era inizialmente composta da una torre centrale circondata da quattro torri angolari. Le 5 strutture, costruite in laterite, mattoni e impreziosite da rilievi in stucco, erano circondate da un cortile e da una galleria. Successivamente il complesso venne ampliato aggiungendo un viharn e un ubosot.

  • Il prang centrale, che simboleggia il Monte Meru, si erge al centro del complesso ed è costruito su un piedistallo. Abbellito da intricate decorazioni in stucco possiede 3 ripide scale sui lati nord, est e sud che conducono a celle dove venivano ospitate le immagini del Buddha.
  • Del viharn reale rimangono solo alcune pareti e le fondamenta. L'entrata principale, posta ad est, conduceva a un portico rialzato.
    L'ubosot era posto a ovest, ed era accessibile tramite un portico rialzato.
  • Il prang è abbellito con statue dei Garuda (uomini-uccello) che sovrastano i Naga (serpenti).
  • Come negli altri complessi di Ayutthaya, attorno ai principali edifici sono collocati altri numerosi chedi in vari stati di conservazione e viharn sussidiari.
La cripta sotterranea

La cripta sotterranea del prang, una stanza quadrata di tre metri con affreschi raffiguranti personaggi cinesi, è forse una delle caratteristiche più affascinanti del complesso. La si può raggiungere tramite una scala molto stretta che venne costruita nel 1958. Qui vennero trovati le reliquie in oro che oggi trovi esposte al Chao Sam Phraya National Museum di Ayutthaya.

wat ratchaburana ayutthaya prang centrale

Wat Yai Chai Mongkon

Posto all’estremo sud della città di Ayutthaya, il Wat Yai Chai Mongkon ha la particolarità di possedere il più grande chedi (60 metri di altezza) a forma di campana, che resistette alla distruzione del 1767 durante l’invasione birmana. Il tempio risale all'anno 1357 quando due principi di Ayutthaya, Chao Kaeo e Chao Thai, morirono di colera. Il re di quel periodo e padre dei principi, ordinò la costruzione di un monastero che ospitasse le loro ceneri e lo chiamò "Wat Pa Kaeo".

Bisogna giungere al 1592 quando il re Naresuan (Sanphet II 19° sovrano del regno di Ayutthaya) ordinò il restauro e l'ampliamento del tempio e del chedi principale per celebrare la sua vittoria sui birmani e l'indipendenza del 1584. Infatti durante la battaglia di Nong Sarai, Re Naresuan uccise il principe erede al trono del regno birmano costringendo le truppe a ritirarsi. Proprio per celebrare la vittoria venne restaurato il complesso che da allora prese il noome di "Wat Yai Chai Mongkhon", che significa “Il Grande Tempio della Vittoria di Buon Auspìcio”.

Durante l’invasione birmana del 1767 il Wat Yai Chai Mongkhon venne saccheggiato e gravemente danneggiato e fu restaurato dal Dipartimento delle Belle Arti Thailandese soltanto nel 1957.

wat yai chai mongkon ayutthaya stupa gigante

Come si compone il complesso?

Il Wat Yai Chai Mongkon si trova a pochi chilometri a sud-est del parco storico di Ayutthaya e l'intero complesso del tempio è circondato da un muro esterno. Le strutture principali (il chedi principale, il viharn principale e l'ubosot) sono allineate su un asse est-ovest e attorno a loro si collocano chedi sussidiari e gli alloggi dei monaci.

  • Il chedi princiale è edificato su una base quadrata, possiede alcuni chedi più piccoli agli angoli e un piedistallo ottagonale sorregge il corpo a forma di campana. Una scala sul lato est conduce ad una terrazza che offre una bella vista panoramica di alcuni templi dell’area archeologica e continuano anche all’interno della cupola dove si trova una stanza che conservava le reliquie. Nella parte anteriore invece si trovavano 2 edifici quadrati, oggi con le strutture superiori crollate, ciascuno delle quali contenente una statua del Buddha.
  • Una galleria circonda il chedi principale e lungo il suo muro sono esposte molte sculture del Buddha le cui basi contengono le ceneri dei defunti.
  • L’ubosot si trova ad est, proprio di fronte al grande chedi. Venne ricostruito dato che il Wat Yai Chai Mongkhon è un tempio attivo e la sua sala è ancora utilizzata da monaci e devoti. Alcune sezioni dell’antica costruzione sono ancora in piedi ma non rimane nulla dell’antico tetto che venne sostituito. All’interno è costudita una delle immagini più sacre del Buddha, il “Phra Phuttha Chaiya Mongkhon”.
  • Il viharn, del quale resta visibile il basamento originale, è collocato sul lato occidentale del chedi e al suo interno si trova una gigantesca statua bianca del Buddha. Non è la statua originale costruita durante il regno di Re Naresuan ma è una replica realizzata nel 1960.

ayutthaya wat yai chai mongkon ubosot

Monumento al re Naresuan

Nell’area attorno al complesso di Wat Yai Chai Mongkon, trovi un edificio contornato da moltissime statue colorate di galli. La storia narra che il re Naresuan fosse un’estimatore di combattimenti tra galli, una pratica in Thailandia considerata come di forza e di coraggio. Le statue, in questo caso, simboleggiano lo spirito combattivo e coraggioso del re.

wat yai chai mongkon ayutthaya rovine

Come raggiungere Ayutthaya da Bangkok

Personalmente ho raggiunto Ayutthaya con un tour organizzato e ritengo sia il modo più comodo e meno dispendioso in termini di tempo per visitare parte dell’antica capitale del Siam. In questo modo si può anche ricevere dalla guida molteplici informazioni su ciò che si va a visitare.

Tuttavia, se vuoi risparmiare qualche soldino o preferisci muoverti in totale autonomia e magari fermarti nella città più giorni puoi utilizzare sia treni che bus.

Treno

Ayutthaya si trova sulla linea ferroviaria che collega Bangkok a Chiang Mai, quindi, è facilmente raggiungibile con questo mezzo. I treni gli express partono dalla stazione centrale di Hua Lamphong a Bankok (posta nel quartiere di Chinatown) e raggiungono la stazione di Ayutthaya, non particolarmente lontano dal parco storico, in circa 1 ora.

Bus

Se preferisci viaggiare in autobus, sappi che dalla stazione Nothern Bus Station di Mo Chit a Bangkok partono ogni ora autobus in direzione Ayutthaya ed impiegano circa 2 ore per giungere a destinazione.

Minibus

Un’alternativa potrebbe essere il minibus privato che non pretende spese eccessive. Partono solitamente dal Victory Monument (fermata omonima dello skytrain BTS) ed impiega circa 1 ora e mezza per completare il tragitto.

ayutthaya rovine di templi

Altri templi di Ayutthaya

Wat Phra Ram

Non si hanno notizie certe ma sembra che il Wat Phra Ram venne commissionato nel 1369 dal re Ramesuan, il secondo sovrano del regno di Ayutthaya. In questo luogo venne cremato il padre re Ramathibodi I, ma l’intero complesso venne ultimato durante il regno di Borommarachathirat II terzo sovrano di Ayutthaya. La rovina del tempio oggi restaurata si trova in una zona paludosa nel Parco storico di Ayutthaya vicino al Grand Palace e al Wat Phra Sri Sanphet.

Anche questo antico complesso venne realizzato con lo schema costruttivo Khmer, caratterizzato da cinque prang situati all’interno di una pianta quadrata delimitata da un porticato di cui 1 principale e centrale contornato da altri 4 secondari posti in corrispondenza dei punti cardinali. Il fascino di Wat Phra Ram è concentrato in due grandi chedi identici che sono le uniche strutture originali che non erano situate su una piattaforma elevata.

Successe nel 1958 che durante gli scavi del Dipartimento di Belle Arti venne alla luce una cripta interna che costudiva molti oggetti preziosi e un’impronta arenaria gigantesca del Buddha oggi esposto al Museo nazionale di Bangkok.

Wat Chai Watthanaram

Il nome Wat Chai Watthanaram significa “Il Monastero del Tempio Prospero e Vittorioso” ed è uno dei templi storici più imponenti di Ayutthaya. Posto sulla riva occidentale dell'attuale fiume Chao Phraya, venne commissionato dal re Sanphet V, venticinquesimo re del regno di Ayutthaya e anche il primo re della dinastia Prasat Thong, la quarta dinastia del regno  di Ayutthaya.

Wat Chaiwatthanaram è uno dei templi meglio conservati di Ayutthaya e il complesso si sviluppa lungo l’asse est-ovest, con le principali strutture orientate verso est, come in tutti gli altri templi in stile khmer. Posto all’interno di una cinta muraria venne abbandonato dopo l’invasione birmana del 1767 per moltissimi anni. L’ubosot venne realizzato su un basamento rettangolare e le rovine lasciano mostrare un imponente altare con alcune immagini del Buddha. Otto pire funerarie caratterizzano la cinta interna e si trovano in corrispondenza dei punti cardinali e intermedi.

Wat Phu Khao Thong

Il nome di questo complesso che tradotto significa “Monastero del Monte d'Oro” si trova a circa 2 km a nord ovest km dalla parte storica di Ayatthuya. Il Wat Phu Khao Thong venne costruito nel 1387 da re Ramesuan, secondo sovrano del regno di Ayutthaya.

La parte più affascinate è quella dove si innalza il chedi che tuttavia al momento di nascita del monastero era inesistente. Infatti, lo stupa venne edificato nel 1569 dal re birmano Bayinnaung per commemorare la sua vittoria. Fu re Naresuan, nel 1587, che sempre per commemorare la sua vittoria militare che liberò Ayutthaya dai birmani, decise di riorganizzare lo stupa in stile thailandese. Il chedi che oggi puoi ammirare, lo si deve al re Boromakot che nel 1744 lo fece ricostruire, in pietra bianca, aggiungendo sulla base già edificata un piedistallo quadrato con angoli rientranti e nicchie sui quattro lati nel quale appoggia una torre che portò l’altezza del complessivo edificio a 80 metri.

Regno del Siam

Venne ufficialmente fondato nel 1350 ma nel 1939 prese il nome di Regno di Thailandia. Intraprendere un viaggio ad Ayutthaya, una delle antiche capitali del Siam significa tornare indietro nel tempo scoprendo le radici dell’odierna Thailandia.

I Templi di Bangkok più importanti e belli quali sono?

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Gli immensi templi di Bangkok

Maestosi, sfarzosi e decoratissimi, i templi di Bangkok si ergono in ogni parte della città e ospitano Buddha dorati e di giada. Incredibile è il numero di questi templi buddisti, del resto, molte delle attrazioni più rinomate e conosciute di Bangkok sono legate alla religione buddhista theravāda, che viene praticata dalla grande maggioranza della popolazione. Una fede profonda che implica l’importanza dei luoghi di culto: non a caso sono centinaia i templi di Bangkok e vengono chiamati in thailandese “wat“.

La maggior parte di questi templi di Bangkok hanno grandi dimensioni e fanno parte di enormi complessi dove edifici, giardini e statue si integrano creando un’atmosfera mistica, ma ne trovi anche di più modesti, magari collocati alla fine di vicoli lontani dal classico itinerario turistico.

Le decorazioni dei templi

Sfolgoranti potrebbe essere l’aggettivo giusto per descrivere le decorazioni con le quali sono stati abbelliti questi edifici di culto buddista. Mosaici e fiori dai colori dell’arcobaleno brillano e si mescolano a riproduzioni di draghi, leggendari guerrieri e statue del Buddha. Stupa (o chedi) dorate e di pietra affiancano una serie infinita di decoratissimi prang (la torre conica in stile Khmer con un'ampia base) e di viharn (edifici principali dove si svolgono le funzioni per la preghiera).

A questi bellissimi templi si aggiungono i palazzi, come ad esempio il Grande Palazzo Reale (la residenza ufficiale dei re di Thailandia fin dal 1785) e i siti storici di Ayutthaya, l’antica capitale del Siam.

Ti porto a conoscere quali sono i principali templi di Bangkok…

Come sono composti i templi buddisti di Bangkok?

L’architettura thailandese varia a seconda dei diversi regni che si sono succeduti e la sua origine può essere fatta risalire al VI secolo con il regno di Dvaravati che, fino al XIV secolo, influenzò soprattutto la Thailandia settentrionale e centrale. Nella parte meridionale della Thailandia invece, fu l’Impero di Srivijaya con il buddhismo Mahayana che dominò dall’VIII al XIII secolo. Intorno al IX secolo l’architettura thailandese subì l’influenza dell’Impero Khmer cambogiano che portò nel paese la religione induista. Successivamente l’Impero di Ayutthaya si differenziò grazie alla mescolanza di stili che coniugavano credenze indù, khmer e lo stile del Regno di Sukhothai.

I principali elementi dei templi di Bangkok

Negli immensi complessi che andrai a visitare troverai vari edifici ed elementi che caratterizzano i templi di Bangkok. Solitamente al centro del complesso trovi il “bot” ovvero la sala delle ordinazioni. Questo spazio è riservato ai monaci e non è concesso l’accesso al pubblico. Lo riconosci perché di solito è circondato da pietre scolpite con ideogrammi buddisti simbolici, poste ai 4 punti cardinali che delimitano il confine.

L’altro edificio, simile architettonicamente al bot, è il “viharn” ovvero la sala delle preghiere, aperta al pubblico e per le funzioni religiose. In questo edificio viene costudita la statua del Buddha e altre statue minori. Nei complessi imponenti, potresti trovare più viharn, mentre nei templi riservati solo alla meditazione potrebbe invece non esserci.

Un elemento importante del tempio buddista Theravada è il “chedi” o “stupa”. Si tratta di una torre a pagoda che poggia su base circolare e raccoglie le reliquie del Buddha o le ceneri della famiglia reale.

Infine, trovi i “prang” che sono delle torri istoriate in stile Khmer, aventi una struttura simile a una grossa pannocchia che nella tradizione induista cambogiana servivano per ospitare il garbhagriha (una camera interna nella parte inferiore) nel quale venivano poste le statue delle divinità.

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Le statue del Buddha

Sai che le varie posizioni del Buddha hanno un significato? Innanzitutto, le statue sono rappresentazioni dei suoi insegnamenti e quindi le pose hanno una chiara spiegazione.

4 sono solitamente le pose nel quale il Buddha viene ritratto: seduto, in piedi, in cammino e disteso. In Thailandia è solito trovare il Buddha seduto, in fase di meditazione. Quando invece la statua del Buddha è distesa, simboleggia il dopo morte, ovvero, la condizione corrispondente al puro godimento dello spirito o all'annullamento di ogni concreta realtà. Le statue che lo ritraggono in piedi o in cammino invece, rappresentano la sua discesa dal paradiso.

Presta attenzione anche alla posizione delle mani, perché è molto importante. Il “Dhyana Mudra” è la posizione delle mani appoggiate sul grembo con i palmi rivolti all’insù tipica della meditazione. Il “Bhumisparsa Mudra” simboleggia il Buddha che resiste alle tentazioni e la mano sinistra è appoggiata al grembo con il palmo all’insù mentre le dita della destra poggiano sul ginocchio destro indicando la terra. Nel “Vitarkha Mudra” le mani sono all’altezza del petto, con il pollice e l’indice che si toccano e simboleggiano l’insegnamento. Mentre la dissipazione della paura è simboleggiata nel “Abhaya Mudra” dove la mano è sollevata a palmo piatto in gesto di “stop”.

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Phra Borom Maha Ratcha Wang (Grande Palazzo Reale)

Qual’è il primo complesso che tutti visitano a Bangkok? Senza dubbio il Phra Borom Maha Ratcha Wang o Grande Palazzo Reale, che non è più la residenza effettiva del sovrano ma viene ancora utilizzato per alcune importanti cerimonie. La moltitudine di persone che si riversa all’interno di questo complesso mi portò quasi ad evitarlo, del resto a chi piace intravedere i monumenti tra una miriade di teste? Tuttavia, le strepitose decorazioni dei prang che noti da fuori le mura che lo circondano, riescono solo ad incentivarti ad attraversare l’ingresso nonostante la terribile folla.

Come inizia la storia del Grande Palazzo Reale? Siamo nel 1782 quando, Phuitthayofta Chulaok (Rama I fondatore della dinastia reale Chakri) venne proclamato nuovo sovrano del regno. Il nuovo re decise di costruire la nuova capitale (Bangkok) su di un’isola artificiale denominata Isola di Rattanakosin, posta lungo il corso del fiume Chao Phraya. I primi edifici che vennero edificati furono la residenza reale e un tempio per custodire il Buddha di Smeraldo, iconica e sacra statua del Buddha, la più importante del regno e con una lunga storia.

Inizialmente si pensò di costruire gli edifici interamente in legno ma successivamente si optò per utilizzare lo schema progettuale, i mattoni e le immagini sacre recuperate dall’antica capitale Ayutthaya, distrutta dagli incendi provocati dall’invasione birmana del 1767.

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I successivi ampliamenti

Fu durante il regno di Rama II, tra il 1809 e il 1824, che il Palazzo Reale venne per la prima volta notevolmente ampliato. Oltre alla residenza del sovrano vennero eretti numerosi edifici per il personale di corte, le concubine e per ospitare gli uffici amministrativi, al punto che fino al 1932 il Palazzo Reale fu il centro amministrativo e religioso del regno.

Puoi immaginare quanto questo complesso sia vasto? Sappi che si estende su 22 ettari e la cinta muraria che delimita il complesso è lunga quasi 2 km. Ma quali sono i settori principali del Grande Palazzo Reale?

Il complesso è suddiviso in 4 settori:

  • Corte Esterna
  • Corte Centrale
  • Corte Interna
  • Wat Phra Kaew Bangkok o Tempio Buddha di Smeraldo
Corte Esterna

La Corte esterna o Khet Phra Racha Than Chan Nork, comprendeva i principali uffici governativi e si trova nella parte settentrionale del complesso. Vi accedi attraversando la Porta Wiset Chai Si, ma oggi in questo settore trovi il centro informazioni del complesso, un piccolo museo e un edificio utilizzato dalla famiglia reale in occasione di importanti ricevimenti.

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Corte Centrale      

La Corte centrale o Khet Phra Racha Than Chan Klang, comprende gli edifici principali del complesso: Phra Maha Monthian, Chakri Mana Prasart e Dusit Group.

  • L’area del Phra Maha Monthian venne eretta da Rama I, ed è formata da tre padiglioni principali: l’Amarindra Winitchai Hall che è la sala delle udienze, il Paisal Taksin Hall dove aveva luogo la cerimonia d’incoronazione e il Chakraphat Phiman Hall che è stata la residenza privata dei Re Rama, Rama II e Rama III.
  • Nello spazio occupato dal Chakri Mana Prasart trovi l’opulento Phra Thinang Chakri Maha Prasat terminato nel 1882 e commissionato nel 1875 all’architetto inglese Jonh Clunich dal Re Rama V per celebrare il centenario del Regno e della dinastia Chakri. L’architettura di questo edificio è fortemente influenzata dallo stile Rinascimentale Italiano che si fonde con quello thailandese grazie ad un elaborata copertura.
  • Tra gli edifici del Dusit Group spicca principalmente il Dusit Maha Prasart Hall, la sala delle udienze che venne eretta nel 1789 per volere di Rama I in sostituzione di una precedente in legno che bruciò. Qui la famiglia reale si rilassava ma in seguito il palazzo venne utilizzato anche per l’incoronazione. A fianco ecco che si erge l’Aphorm Phimok Pavilion costruito da Rama V in legno e che veniva utilizzato come ingresso dove scendere dall’elefante Reale e procedere poi verso le dimore private.
Corte Interna

La Corte interna o Khet Phra Racha Than Chan Nai, si trova nella parte meridionale del complesso del Palazzo Reale di Bangkok. In passato era una vera e propria cittadella e nella corte potevano accedere solo il sovrano e i membri della famiglia reale, perché in questi edifici alloggiavano le regine e le concubine. Persino le guardie reali di questo settore erano donne.

Come tu sai per secoli in Thailandia esistette la poliginia, ed il re aveva molte mogli, ma durante il regno di Rama VI (tra il 1910 e il 1925) la poliginia venne abolita.

Tempio Buddha di Smeraldo o Wat Phra Kaew Bangkok 

All’interno del Grande Palazzo Reale si erge anche uno dei templi di Bangkok più belli e forse il più importante perché costudisce la statua del Buddha di Smeraldo. Ma di questo ti racconto nel prossino paragrafo…

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Wat Phra Kaew (tempio del Buddha di smeraldo)

Posto all’interno del Grande Palazzo Reale il Tempio del Buddha di Smeraldo o Wat Phra Kaew è il complesso religioso più importante della Thailandia. Sai perché? Perché costudisce la statua del Buddha di Smeraldo che rappresenta l’immagine sacra più venerata del regno.

La storia di questa statua alta 66 cm è complessa. Venne realizzata in giadeite nel corso del 50 a.C. in India e successivamente venne trasferita in Sri Lanka. Agli inizi del XI secolo, Re Anawrahta, sovrano del Regno di Pagan in Birmania, si convertì al buddismo theravāda e si recò in Sri Lanka per richiedere ufficialmente la particolare immagine del Buddha. La preziosa statua venne quindi trasferita via mare ma una forte tempesta affondò la nave e il Buddha non arrivò mai a destinazione. Fu lungo la costa della Thailandia che la statua venne ritrovata e da qui trasferita prima a Nakhon Si Thammarat nel sud della Thailandia, per poi giungere fino alla corte di Angkor in Cambogia, che al tempo era capitale dell’Impero Khmer.

Bisogna aspettare fino al 1431 per ritrovare la statua del Buddha di Smeraldo in Thailandia, quando il Regno di Ayutthaya occupò e saccheggiò Angkor. Ma la strada percorsa da questa sacra immagine non finì. Da Ayutthaya venne trasferita nel 1434 a Chiang Rai per poi continuare una serie infinita di spostamenti tra Chiang Mai, Luang Prabang nel Laos e Thonburi antica capitale thailandese e trovare alla fine la definitiva collocazione nel Wat Phra Kaew a Bangkok nel 1782.

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Come è composto il complesso?

Il complesso è posto all’interno della cinta muraria del Palazzo Reale e l’accesso è consentito da 6 porte. Il sito è costituito da una serie di edifici, destinati a specifici scopi religiosi, costruiti su varie terrazze e livelli in vari stili architettonici thailandesi. La sua costruzione iniziò nel 1783 sotto il regno di Rama I, il primo re della dinastia Chakri. Da allora, ogni re successivo venne personalmente coinvolto nell'aggiunta, nel restauro e nell'abbellimento del complesso religioso.

I principali edifici del complesso sono:

Prasat Phra Thep Bidon o Pantheon reale 

È un grande edificio centrale realizzato nel 1855 ed era destinato ad ospitare il Buddha di Smeraldo. Purtroppo, il re morì nel 1882 prima del suo completamento e i suoi piani di trasferirvi il Buddha non si concretizzarono. Nel 1903, un incendio devastò l'edificio, rendendo necessaria una ricostruzione completa. L'attuale struttura venne completata nei primi del XX secolo da Rama VI e divenne un memoriale per i suoi predecessori.

Ubosot

È lo splendido edificio rettangolare a un piano che ospita la statua del Buddha di Smeraldo. È circondato da colonne che sostengono un tetto massiccio coperto di tegole smaltate blu, gialle e arancioni, mentre le pareti esterne sono ricoperte da decorazioni tradizionali thailandesi in foglia d'oro e vetro colorato. L'intero interno dell’edificio è ricoperto da affreschi che narrano le storie sul Buddha. Il soffitto in legno è dipinto di rosso con disegni a stella realizzati in mosaico di vetro.

Phra Wiharn Yod 

Risale all'epoca di Rama II ed è un wiharn unico per la sua pianta a croce greca, per la sua decorazione in porcellana e per le porte principali intarsiate in madreperla.

Phra Mondop 

È la libreria finemente decorata che costudisce i libri sacri della dottrina buddista. Venne costruita da Rama I per sostituirne una precedente che bruciò. La forma dell’edificio è quadrata con un tetto piramidale a più livelli che culmina in un'alta guglia appuntita.

Phra Si Rattana Chedi 

È la chedi principale che è stata realizzata nel 1855 e costudisce le reliquie del Buddha. Lo stupa a forma di campana è composto da diversi livelli, con grandi basi rotonde che conducono a una parte centrale a forma di campana, interrotta da una sezione quadrata. Venne inizialmente costruito in mattoni e successivamente ricoperto di piastrelle color oro importate appositamente dall'Italia da Rama V.

Phra Suvarnachedi 

Ecco 2 chedi dorati identici, entrambi con una base ottagonale in marmo sormontata da uno stupa dorato a base quadrata. Le guglie superiori sono decorate con nove livelli di motivi a boccioli di loto stratificati.

Gli Otto Chedi

Si trovano sul lato orientale a ridosso della cinta muraria e vennero edificati durante il regno di Rama I tra il 1782 e il 1809. Rappresentano gli 8 elementi fondamentali della dottrina buddista (la retta visione, la retta intenzione, la retta parola, la retta azione, il retto modo di vivere, il retto sforzo, la retta presenza mentale, la retta concentrazione).

Modello in miniatura di Angkor Wat (tempio di Angkor in Bambogia)

Si trova vicino al Phra Si Rattana Chedi e venne realizzato da Rama IV con l’idea di avere uno dei templi Khmer a Bangkok. Tuttavia, lo spazio a disposizione non consentiva di realizzarlo con le stesse originali dimensioni e si edificò un modello in scala dettagliato.

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Importanti decorazioni

Oltre agli oggetti donati dai vari re nel corso dei secoli, il complesso religioso è abbellito da statue, monumenti e affreschi.

  • Phra Borom Ratcha Sanyalak sono quattro monumenti raffiguranti le nove insegne dei re della dinastia Chakri.  Questi monumenti sono tutti dorati e costruiti su basi di marmo rialzate. Su ogni lato si notano le iscrizioni che descrivono il contributo di ogni re alla costruzione o alla riparazione del tempio stesso.
  • Sette coppie di figure mitologiche, metà animali e metà umani, decorano la terrazza, che vennero realizzate in bronzo e dorate con foglia d'oro.
  • 18 sculture decorative realizzate in gesso e ricoperte di piastrelle di ceramica di vari colori sono distribuite lungo i bordi orientali e occidentali della terrazza.
  • La galleria o Phra Rabiang è un corridoio coperto, murato su un lato, che circonda l'intero tempio e le pareti sono decorate con affreschi che raffigurano l'intero arco del poema epico Ramakien.
  • Le statue di dodici guardie giganti alte 5 metri sorvegliano sei delle porte del tempio lungo tre lati del muro e anch’essi rappresentano i personaggi del Ramakien.

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Wat Pho (tempio del Buddha sdraiato)

Nelle immediate vicinanze del Grande Palazzo Reale ecco che sorge il tempio che più mi ha affascinato, il Wat Pho o Tempio del Buddha sdraiato. La sua architettura riflette l'arte e la cultura thailandesi, evidenziando la maestria artigianale di epoche passate. Impressionanti sono le decine di migliaia di piastrelle che adornano il tempio e che mettono in mostra i dettagli intricati e la maestria artistica dell'artigianato thailandese. È uno dei templi di Bangkok più antichi e grandi, infatti, fu il re Rama I che lo ricostruì nel 1788 su un precedente sito che si chiamava Wat Photaram.

Oltre ad ospitare un Buddha sdraiato di ben 46 metri, contiene anche la più grande collezione in Thailandia di immagini del Buddha. Infatti, le immagini del Buddha dei templi abbandonati di Ayutthaya, Sukhothai e vari altri siti sono oggi conservate a Wat Pho. Durante il regno di Rama III il complesso venne rinnovato e ampliato, e la maggior parte delle strutture ora presenti vennero costruite o ricostruite durante questo periodo.

Il complesso cintato di Wat Pho possiede 16 ingressi piantonati da grandi statue cinesi, ed è costituito da due complessi: il phutthawat, aperto ai visitatori, dove si trovano i migliori edifici dedicati al Buddha tra cui il l’ubosot con i viharn e il tempio che ospita il Buddha sdraiato, ed il sankhawat che contiene i quartieri residenziali dei monaci e una scuola. Due piccoli padiglioni del Wat Pho sono occupati da un centro per la medicina tradizionale thailandese e per il massaggio.

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Quali sono nel dettaglio gli edifici del complesso?
  Phra Ubosot 

È l’edificio principale e più sacro dove vengono eseguiti i rituali buddisti. La struttura poggia su una piattaforma di marmo e contiene una statua del Buddha che risale al periodo di Ayutthaya alle base della quale sono poste le ceneri del re Rama I.

Phra Rabiang

Intersecato da quattro viharn il Phra Rabiang è un chiostro che contiene circa 400 immagini del Buddha provenienti dalla Thailandia settentrionale e quattro grandi prang si trovano ad ogni angolo del cortile. Queste torri sono piastrellate e contengono le statue in stile Khmer delle divinità guardiane dei quattro punti cardinali. Intorno al chiostro sono disseminati 91 chedi più piccoli, chiamati Phra Chedi Rai. 71 contengono le ceneri della famiglia reale e vennero costruiti da Rama III, mentre gli altri 20 voluti da Rama I contengono le reliquie del Buddha.

Phra Maha Chedi

Un gruppo di 4 grandi stupa alti 42 metri e chiamati Phra Maha Chedi sono dedicati ai 4 re che si sono succeduti nella dinastia Chakri. La torre ricoperta da un mosaico verde venne costruita da Rama I per ospitare i resti del grande Buddha di Ayuthaya, quelli con le piastrelle bianche e gialle vennero costruiti da Rama III (una per se e una per il padre Rama II) e l’ultima con predominanza di colore blu venne costruito da Rama IV.

Phra Mondop

L’edificio conosciuto come Phra Mondop contiene una piccola biblioteca di scritture buddiste costruita da Rama III. A guardia del suo ingresso ci sono statue giganti chiamate Yak Wat Pho. Accanto al Phra Mondop ecco la Sala Karn Parien che risale al periodo di Ayutthaya e viene usata per apprendimento e meditazione.

Il Viharn

L’edificio più ricercato è sicuramente il viharn che venne costruito da Rama III e si trova all'estremità nord del complesso. Proprio in questo edificio viene costudito il famoso Buddha sdraiato. Nonostante la grandissima statua prenderà la tua attenzione, presta un'occhiata anche agli splendidi affreschi delle pareti e ai soffitti decoratissimi che rendono questo ambiente ancora più mistico.

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Il Buddha sdraiato

Sebbene ci siano diverse versioni del Buddha Sdraiato in tutta la Thailandia, quella di Wat Pho è estremamente imponente e dettagliata. La statua, alta 15 metri e lunga 46 metri, è ricoperta di foglia d'oro e rappresenta il Buddha sdraiato su un fianco con il braccio destro che sostiene la testa che poggia su due cuscini. Questa postura è chiamata “sihasaiyas”, ovvero la postura di un leone addormentato o sdraiato. Gli enormi piedi della statua del Buddha (alti 3 m e lunghi 4,5 m) sono decorati con simboli e caratteri sanscriti buddisti.

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Wat Arun (tempio dell’alba)

Il Wat Arun è tra i templi di Bangkok più conosciuti, sia perché appare in tutte le immagini che ritraggono la sponda del fiume Chao Phraya lungo la quale è collocato, sia perché appare persino nelle banconote da 10 bath. Il suo nome (tempio dell’alba) lo si deve agli spettacolari effetti cromatici creati dai raggi del sole che al mattino lo colpiscono.

È composto da alcuni edifici bianchi e da 5 grandi phra prang rivestiti da minuscoli pezzi di ceramica colorata i cui riflessi si specchiano nelle acque. La sua costruzione venne iniziata dal re Rama II e completata dal re Rama III sulle rovine di un tempio buddista (Wat Bang Makok) che esisteva sin dal tempo del regno di Ayutthaya. Una particolarità? Prima di venire trasferita nel Wat Phra Kaew, la statua del Buddha di Smeraldo era ospitata nel Wat Arun, quando, dopo la caduta del regno di Ayutthaya, la capitale divenne Thonburi, la città poco lontana dal tempio.

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L’architettura del complesso del Wat Arun prevede più edifici:

All’ingresso ti accolgono due enormi Yak di pietra dai vivaci colori, i mitologici spiriti protettori. Alle spalle degli Yak si erge il Phra Ubosot (la sala dell’ordinazione), un edificio che risale al XIX secolo. Sembra che la statua del Buddha che si trova in questo tempio venne creata da re Rama II in persona e le spoglie del sovrano siano seppellite proprio ai piedi di questa statua. Le pareti interne sono decorate con affreschi che ritraggono scene di vita del Buddha e nel chiostro che si sviluppa attorno all’edificio trovi una lunga fila di statue.

La parte più conosciuta e scenografica del complesso è sicuramente il Prang centrale, alto 81 metri, e composto da una base circolare di 234 metri di diametro, sulla quale si erge una guglia istoriata, in stile khmer, costruita con mattoni stuccati e decorata con frammenti colorati di porcellana. Al centro di ognuno dei 4 lati della torre trovi una ripida scalinata che porta alle terrazze che si sviluppano a causa della struttura della torre. La parte inferiore è decorata con alcune cariatidi, statue di divinità protettrici, di Buddha e di creature mitologiche. Nella parte superiore invece trovi raffigurazioni di scimmie e altre creature mitologiche. Nella parte più alta ci sono 4 nicchie con le statue di guerrieri e la parte terminale del prang è sormontata da un tridente a sette punte

In corrispondenza degli angoli del Prang centrale si ergono gli altri quattro prang satelliti dalle dimensioni minori e decorati da mosaici di conchiglie e cocci di porcellana.

Quali sono gli altri edifici che compongono il sito?

Ecco che nel complesso trovi, ad ovest del Prang centrale, il Vihan principale che è stato una delle dimore del Buddha di Smeraldo, un tempio minore che venne costruito ai tempi di Thonburi, ed un altro edifico, il Vihan Noi, che risale al regno di Ayutthaya. Alle spalle di questi sorge il campanile in stile cinese. Oltre a questi trovi 6 padiglioni che fungono da attracchi per le imbarcazioni.

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Wat Benchamabophit Dusitwanaram (tempio di marmo)

Eccoti un altro tra i tempi di Bangkok da visitare per la sua architettura e la sua importanza.

Conosciuto come il Tempio di marmo il Wat Benchamabophit, oltre ad avere molti devoti, è un tempio reale in quanto è legato al Palazzo Dusit. Considera che il suo nome significa letteralmente "tempio del quinto regno vicino al Palazzo Dusit". Venne progettato in stile architettonico neoclassico italiano combinato con l'architettura tradizionale buddista thailandese da 2 architetti italiani, Annibale Rigotti e Mario Tamagno, su ordinazione del re Rama V.

La sua costruzione, sul sito di un tempio più antico, ebbe inizio nel 1899 ed è interamente in marmo bianco di Carrara. L’importanza di questo tempio viene riconosciuta anche dal fatto che la sua facciata è stata apposta su un lato della moneta da 5 baht.

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Com’è composto?
  • L’ingresso della sala principale (ubosot), abbellito da 4 imponenti colonne di marmo di Carrara e da un porticato anch'esso marmoreo, è custodito da 2 grosse statue di leoni. Il porticato che circonda questo primo edificio ospita 52 statue di Buddha, ciascuna delle quali lo raffigura con i gesti simbolici della tradizione buddista. Su queste pareti di marmo bianco spiccano le finestre abbellite da intarsi dorati che riflettono la luce e una copertura molto elaborata a cinque livelli abbellita da eleganti chofa e bellissime incisioni dorate. All’interno della Ubosot è collocata una imponente immagine del Buddha denominata Phra Buddha Chinnarat, realizzata in bronzo e adagiata su uno sfondo blu che accoglie all’interno del suo piedistallo le ceneri del sovrano Rama V.
  • Dietro questa struttura si trova anche un albero importato dall’India, la cui leggenda narra che il Buddha avrebbe raggiunto l’illuminazione divina proprio sotto questo albero.
  • Nell’ampio giardino del tempio sono collocati alcuni minori edifici che ospitano le dimore dei monaci buddisti. Quest’area è divisa da quella del tempio vero e proprio da un piccolo canale d’acqua che si può attraversare grazie a ponti in ferro rosso. Tra gli edifici satelliti si distinguono la Song Phanuat Hall (residenza dell'abate), la Song Dharm Hall (utilizzata per la deposizione di membri della famiglia reale e alti funzionari) e la Bovornvong Bell Tower.

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Wat Saket (tempio della montagna)

Uno dei templi di Bangkok più affascinati e riconoscibili è il Tempio della montagna o Wat Saket Ratcha Wora Maha Wihan abbreviato Wat Saken. Già dal nome si può evincere la sua particolarità: è costruito su una collina artificiale chiamata La Montagna d’Oro di Bangkok, da cui domina la città.

Posto dentro una cinta muraria al limitare est del distretto di Phra Nakhon, è un tempio antico, infatti risale al periodo del regno di Ayutthaya e venne inizialmente ristrutturato e ampliato durante il regno di Rama I. Alto 80 metri, noti la punta della suo stupa dorato che fa capolino tra gli edifici, mentre percorri le vie della città vecchia specialmente di sera, quando è illuminato.

L’importanza di questo particolare e affascinate tempio buddista sta nel suo chedi in stile singalese completamente rivestito con fogli d’oro e caratterizzato dalla tipica “forma a campana” a sezione circolare. Raggiungibile salendo 320 gradini, costudisce alcune importanti reliquie del Buddha provenienti dall’India. Fu Rama III che costruì un primo enorme chedi ma purtroppo a causa del terreno troppo soffice per uno scarso drenaggio dell’acqua, finì per crollare. Rama IV si attivò per la costruzione del nuovo chedi più piccolo che venne completato sotto il regno di Rama V e che oggi puoi ammirare.

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Era l’edificio più alto di Bangkok

Prima che Bangkok si riempisse di alti grattacieli, il Wat Saken rappresentava l’edificio più alto della città. Salire fina alla terrazza dello stupa può essere impegnativo ma decisamente affascinante perché attraversi una folta vegetazione esotica, cascate, numerose statue e una volta giunto a destinazione godrai del panorama sulla città.

Ai piedi della montagna invece, si estendono il tempio vero e proprio, gli alloggi dei monaci e una scuola di meditazione. Nel complesso del tempio trovi un ubosot, un viharn e un altro edificio dove sono conservate le scritture buddiste. Vicino alla base dei gradini che ti conducono alla terrazza dello stupa, trovi un cimitero dove sono sepolte le ceneri delle numerose vittime della peste che colpì Bangkok nel XVIII secolo, dato che a quel tempo il tempio fungeva da crematorio.

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Wat Traimit (tempio della statua d’oro del Buddha)

In un viaggio a Bangkok non puoi certamente evitare una visita al quartiere di Chinatown e proprio in quest’area ti imbatterai nel Wat Traimit o Tempio della statua d’oro del Buddha. Di statue color oro del Buddha ne è piena la città e quindi cosa ha questa di così speciale?

La statua del Buddha del Wat Traimit è, diversamente dalle altre, in oro massiccio. La scoperta di questo prezioso materiale avvenne negli anni 50, quando alcuni operai che stavano scrostando la vernice che la ricopriva, si accorsero che sotto era tutta costruita in oro. Puoi immaginare quanto pesa? Alta più di 3 metri ha un peso che supera le 5 tonnellate.

La storia della statua

Questa preziosa statua è molto antica. Venne eseguita durante il periodo di Sukhothai (1238-1438) ed era posta in un tempio di Ayutthaya dove rimase fino alla seconda metà del XVIII secolo. Quando nel 1765 i birmani assediarono Ayutthaya, si pensò bene di rivestire di vernice la statua, in modo che non rivelasse il suo reale valore e potesse essere risparmiata dal saccheggio. Durante il regno di Rama III la statua venne trasferita a Bangkok e sistemata all’interno del Wat Phrayakrai, un tempio di Chinatown. Quando negli anni 30 questo tempio venne demolito, la statua d’oro del Buddha trovò collocazione nel Wat Traimit, che all’epoca era un piccolo tempio di secondaria importanza.

Oggi il Wat Tramit è diverso da allora. Nel 2007 venne notevolmente ampliato e attualmente è costituito da 3 piani che ospitano:

  • Un museo dedicato alla comunità cinese di Bangkok.
  • Una mostra dedicata alla storia di questa preziosa statua.
  • La stanza che custodisce la preziosa immagine.

Architettonicamente il complesso non è diverso da tanti altri, tutto bianco, con finestre dorate che risaltano, tetti aguzzi e decorazioni oro e azzurro. Si distingue forse per una lunga scalinata che ti consente il suo accesso.

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Wat Paknam Phasi Charoen (tempio con il Buddha gigante)

Un altro tra i templi di Bangkok che riscuote successo è il Tempio con il Buddha gigante o Wat Paknam Phasi Charoen che letteralmente significa “tempio circondato da canali”. Si trova situato nel distretto di Phasi Charoen, affacciato su un canale poco distante dalla sponda ovest del grande fiume Chao Phraya e risale all’epoca di Ayutthaya, infatti venne creato nel 1610. Durante i secoli venne ristrutturato almeno tre volte, durante i periodi di re Taksin, di Rama III e Rama V, ma all'inizio del ventesimo secolo, il tempio era quasi abbandonato ed era caduto in rovina.

Perché è un tempio popolare? La sua fama la si deve al maestro di meditazione Luang Pu Sodh Candasaro, che ne fu l'abate durante la prima metà del XX secolo. Ma è conosciuto tra i turisti per la costruzione nel 2012 di un’enorme stupa a 5 piani (alto 80 metri a forma poligonale, con dodici lati) che possiede una superba volta all'ultimo piano e per la grande statua dorata del Buddha, alta 69 metri e larga 40, la cui costruzione terminò nel 2021. L’ultimo piano dello stupa custodisce un chedi in vetro circondato da colorate immagini del Buddha.

Quali sono quindi i motivi per visitare il tempio?
  • Il Grande Buddha: la gigantesca statua del Buddha che svetta maestosa sul complesso è una delle più grandi statue di Bangkok.
  • La pagoda di vetro: è un impressionante opera d’arte di cristallo dove i colori accesi donano un profondo stupore.
  • Museo Luang Pu Sodh: è il museo che espone gli insegnamenti del famoso abate Luang Pu Sodh, colui che influenzò il buddismo e dette risalto al tempio.
  • Dipinti: Numerosi sono i murales che si alternano nel tempio e narrano la storia del buddismo e della cultura thailandese.

Il modo migliore per raggiungere il Wat Paknam Phasi Charoen è utilizzando una barca long-tail che ti pùò inoltre condurre a visitare anche tutti gli altri templi di Bangkok che si estendono sulle sponde dei canali di questo distretto. Purtroppo, quando ho visitato il tempio la statua gigante del Buddha era in ristrutturazione.

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Ayutthaya (antica capitale del Siam)

A mio parere è uno dei più bei gioielli della Thailandia. Sarà che amo le rovine antiche, sarà che questi templi riescono a creare un’atmosfera particolare, sarà che Ayutthaya, antica capitale del Regno del Siam dal XIV al XVIII secolo, ha un passato glorioso e durante la sua maestosa epoca ospitava un numero infinito di templi splendidamente decorati, e quindi è indubbiamente un luogo da visitare durante il tuo viaggio a Bangkok.

Ayutthaya evoca le testimonianze di una religione millenaria e ti porta a conoscere l'antico Regno del Siam che, prima dell’invasione birmana del 1767, era una delle più grandi e ricche città dell'oriente caratterizzata da intensi rapporti commerciali con le principali potenze economiche di quell’epoca. Strategicamente eretta su un'isola circondata da tre fiumi che collegavano la città al mare, divenne un importante punto di collegamento tra Oriente e Occidente, dalla corte francese a quella indiana, giapponese e cinese. Ti racconto nel dettaglio di Ayutthaya a questo link ⇒ Ayutthaya: alla scoperta dell'antica capitale del Siam

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Consigli utili per visitare i templi di Bangkok

La religione buddista in Thailandia è molto sentita e i templi di Bangkok, oltre ad essere uno spettacolo architettonico, riescono ad infondere un’energia spirituale e una serenità che porta alla pace dell’anima. Per onorare e rispettare questi luoghi sacri e la differente cultura, vengono richiesti alcuni comportamenti ai quali è necessario adeguarsi:

  • L’abbigliamento deve necessariamente coprire le ginocchia, le spalle e le braccia. Gli uomini devono indossare pantaloni lunghi e camicie con le maniche e le donne devono indossare gonne o pantaloni lunghi che coprano le ginocchia e coprire le spalle evitando abiti trasparenti.
  • Prima di entrare nella sala della preghiera dove solitamente è costudito il Buddha, togli cappelli, occhiali e lascia le tue scarpe all’esterno.
  • Non calpestare mai la soglia di un tempio, scavalcala. Nella soglia secondo la cultura thailandese ha sede lo spirito del tempio e calpestarlo con i piedi, la parte più impura del nostro corpo, non è buona cosa.
  • Evita gli schiamazzi, le urla e mantieni un contegno composto dato che un tempio non è un locale per divertimenti. Se devi parlare fallo con voce bassa e ricordati di silenziare il telefono.
  • Non voltare mai di getto le spalle ad un’immagine o statua del Buddha. Se ti devi allontanare fai qualche passo all’indietro prima di voltarti.
  • Lo scambio di effusioni è ritenuto imbarazzante e inopportuno, quindi evita baci, abbracci e di camminare tenendo qualcuno per mano.

Rispetto per i monaci

  • Mai indicare con le dita ma soprattutto con i piedi un monaco o una statua del Buddha. I piedi sono la parte più impura del corpo e si devono quindi tenere sempre dietro il corpo.
  • I monaci e chi si trova al tempio per pregare non va interrotto o disturbato.
  • Se sei una donna non sfiorare o toccare i monaci, neppure per sbaglio. Ai monaci non è permesso venire a contatto con le persone di sesso femminile.
  • È vietato fumare o fare spuntini. I monaci Theravada non mangiano dopo pranzo.
  • Prima di fotografare i monaci chiedi il permesso ed evita di fotografarli mentre sono in preghiera

Ti ho raccontato dei principali templi di Bangkok ma oltre a questi edifici religiosi cos’altro visitare in città? Per saperlo ti invito ad andare a questo link ⇒ Cose da vedere a Bangkok: le attrazioni più importanti

“Nessuno ci salva, ma noi stessi. Nessuno può e nessuno potrebbe. Noi stessi dobbiamo percorrere il sentiero.”

“Prenditi cura del tuo corpo così come della tua mente, perché tutto è una cosa sola. Per raggiungere un vero stato di benessere, è imprescindibile che mente e corpo siano in equilibrio tra loro. Ci concentriamo troppo sull'aspetto fisico, ma, al contrario, l'aspetto interiore ci aiuterà a sentirci più soddisfatti e coscienti del qui e dell'adesso, fornendo una maggiore pienezza emotiva.”

(Siddhārtha Gautama - Buddha)

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